Il papa ai preti calciatori:
«Non chiudetevi in difesa»

«Mi avete nominato vostro capitano: vi ringrazio. Da capitano vi sprono allora a non chiudervi in difesa, ma a venire in attacco, a giocare insieme la nostra partita, che è quella del Vangelo». Che Papa Francesco fosse un amante del calcio già lo si sapeva, e per questo non ci ha messo molto ad appassionarsi alla Clericus Cup, il torneo calcistico al quale partecipano preti e seminaristi romani e che sabato 7 marzo prenderà il via per la sua nona edizione.

«Campo di esercizio per i preti». La manifestazione, organizzata dal Centro Sportivo Italiano (CSI) e patrocinato dalla Città del Vaticano, è aperta alla partecipazione di squadre provenienti da collegi, seminari, università e convitti di Roma e della periferia. INA Assitalia e Lotto sono i due main-sponsor dell’evento e forniscono le divise per i religiosi che andranno a sfidarsi durante i tre mesi di competizione; inoltre su tutte le maglie verrà stampato lo slogan pontificio “Giochiamo in attacco la partita del Vangelo”. Deus ex-machina della Clericus Cup è don Alessio Albertini che ha nel sangue il calcio giocato: suo fratello Demetrio, sconfitto alle elezioni estive per la presidenza della FIGC, è stato un pilastro del Milan degli Invincibili.

 

 

L’impegno di don Albertini. Don Alessio è consulente ecclesiastico nazionale del CSI e, nell’anno del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco, si è prodigato per costruire al meglio un torneo che sta ormai diventando tradizionale, oltre che strumento utile per l’operato dei preti nelle rispettive parrocchie («Un prete nello sport ci sta perché ci stanno gli uomini concreti e lì ci sta anche il Signore Gesù. Il giocare è il metodo con cui vogliamo conquistare le anime»). Un evento appoggiato totalmente dalla Curia romana, come evidenziato dal Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, Monsignor Josef Clemens: «Il lavoro pastorale è lavoro di squadra, perchè bisogna conoscere i propri talenti ma anche quelli degli altri. L’insieme di tutti i talenti e le forze porta alla vittoria, nel gioco e nell’evangelizzazione. Dobbiamo imparare ed esercitare questo lavoro di squadra. La Clericus Cup è un campo di esercizio per formare una squadra».

 

 

Il torneo. La nona edizione della Clericus Cup prenderà il via sabato con la sfida tra i campioni in carica del Pontificio Collegio Urbano ed il Pontificio Seminario Gallico (composto da religiosi francesi). 16 squadre sono state divise in 4 gironi da 4 squadre (con partite di sola andata), seguiranno le fasi ad eliminazioni diretta dalle quali usciranno le due finaliste che si affronteranno nella finalissima di sabato 23 maggio al Pontificio Oratorio di San Pietro. I match durano 60 minuti, con due tempi da 30, ed oltre ai canonici cartellini rosso e giallo, l’arbitro avrà la possibilità di utilizzare il cartellino azzurro per allontanare dal campo il giocatore per 5 minuti, gli allenatori avranno la possibilità di chiamare un time-out da due minuti e al termine di ogni sfida ci sarà un “terzo tempo di preghiera” comune.

Numeri. Sono 382 i preti e i seminaristi di ben 67 nazionalità diverse, con il Messico che quest’anno ha superato l’Italia con 37 religiosi contro i 31 azzurri. Le squadre che rappresentano istituti o collegi di nazioni ben precise, come il Pontificio Collegio Spagnolo, il Collegio Messicano o il Pontificio Collegio Pio Brasiliano, avranno l’opportunità di giocare con le divise delle loro nazioni d’appartenenza. Fair-play e rispetto dell’avversario, alternati a falli e giocate inaspettate, la faranno da padrone, ma siamo certi che il principio cardine stavolta non sarà soltanto «l’importante è partecipare».