Il punto sulla vendita di Italcementi

Nonostante si siano aperti importanti spiragli di dialogo, la situazione per i lavoratori Italcementi resta delicata. Mentre si avvicina il giorno dell’ufficiale passaggio di mano proprietario, con la famiglia Pesenti che lascerà il vertice della storica azienda bergamasca alla multinazionale tedesca HeidelbergCement, è proprio il futuro a preoccupare. Ad aprile, infatti, la società tedesca ha presentato il proprio piano di “ristrutturazione”, un progetto che prevede il taglio dalla sede bergamasca dell’azienda ultracentenaria di circa 400 dipendenti, tra esuberi e riallocazioni. Un piano che, naturalmente, non va giù a lavoratori e sindacati, da mesi sul piede di guerra.

 

corteo sciopero Italcementi Bedolis 2

 

Lunedì incontro a Roma. Nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 maggio, sindacati e vertici Italcementi hanno trovato una bozza di accordo sul piano sociale a supporto dei lavoratori che si vedranno costretti a lasciare l’azienda, ma perché venga ufficialmente approvato serve l’accordo anche con Heidelberg, tutto fuorché scontato. Per questo è ora fondamentale l’incontro fissato a Roma per lunedì 30 maggio, a cui parteciperanno tutte le parti coinvolte, compresi gli uomini della multinazionale tedesca. Al riguardo, venerdì 27 maggio, presso Palazzo Lombardia, s’è svolto un incontro tra il governatore lombardo Roberto Maroni, i referenti del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Bergamo, e le rappresentanze sindacali orobiche, con l’obiettivo di elaborare una proposta da presentare al Tavolo Italcementi fissato per lunedì. Alla fine dell’incontro, Maroni ha dichiarato: «Abbiamo elaborato e concordato con le parti sindacali, con il Politecnico e con l’Università di Bergamo una proposta, “La Lombardia territorio leader per la ricerca nelle costruzioni”, che inviamo al Ministero dello Sviluppo economico e che lunedì presenteremo al Tavolo Italcementi, a cui siederà anche la Heidelberg. È una proposta forte della Regione per risolvere la crisi di Italcementi, che punta sull’innovazione. Chiediamo a Heidelberg di mantenere il centro di ricerca non solo per il prodotto ma anche per il processo, che diventi un centro europeo, mettendo a disposizione, oltre a queste idee, anche le risorse, attraverso gli Accordi di Competitività e attraverso i contributi a fondo perduto che abbiamo a disposizione per investimenti nell’innovazione e nella ricerca. Ne parlerò con il ministro Calenda (da poco nominato al posto della Guidi, ndr), perché ci teniamo molto, è un’eccellenza lombarda che dobbiamo salvaguardare».

 

italcementi

 

Ue: ok con riserva all’operazione. Tutto è ancora sul tavolo quindi. Intanto, però, da Bruxelles si aggiunge un nuovo tassello verso il passaggio in mani tedesche del gruppo edile bergamasco. La Commissione Europea, infatti, ha dato il via libera all’integrazione di Italcementi nella controllante HeidelbergCement. Ma lo ha fatto con riserva: l’approvazione dell’Ue è subordinata alla vendita, da parte del gruppo tedesco, delle attività di Italcementi in Belgio. Solo se ciò accadrà potrà nascere il secondo produttore mondiale di cemento. Intanto il titolo Italcementi , che la venerdì 27 maggio, in apertura di Piazza Affari, era in calo di quasi 2 punti percentuali, nel pomeriggio è tornato a viaggiare ai suoi standard, a quota 10,51 euro come spiega Milano Finanza. Il perché dell’approvazione con riserva lo ha spiegato proprio la Commissione: «Le attività delle imprese sono caratterizzate da significative sovrapposizioni in Belgio e nelle regioni limitrofe, con una quota di mercato combinata che supera il 50 percento». In altre parole, acquisendo Italcementi, la Heidelberg, già molto forte sul mercato europeo, arriverebbe a coprire oltre il 50 percento del mercato di riferimento in Belgio. Situazione non ammessa dalle normative europee sulla concorrenza. La Ue teme che l’operazione possa quindi provocare un aumento dei prezzi del cemento e del calcestruzzo in quel territorio.

 

Carlo-Pesenti

 

Per i Pesenti un vero affare. HeidelbergCement, però, ha rassicurato Bruxelles, confermando la propria intenzione di cedere buona parte delle attività di Italcementi in Belgio così da poter rientrare negli standard previsti dalle normative europee e non incorrere in sanzioni. Una risposta che ha rincuorato l’Ue, che ha quindi dato un ok di massima alla conclusione dell’operazione. Intanto, come è risaputo, i Presenti si stanno muovendo con la loro holding di partecipazioni, Italmobiliare, che ha già fatto il primo passo acquisendo per 20 milioni di euro il fondo Clessidra e investendo nel fondo del banchiere americano Byron Trott. Dopo la conclusione dell’operazione con Heidelberg, Italmobiliare avrà in dotazione 2,1 miliardi di euro di “net asset value”, ha calcolato Bloomberg. In altre parole, la holding dei Pesenti, che la famiglia controlla col 47 percento delle azioni, ha più che duplicato il proprio valore negli ultimi 4 anni. In ogni modo la si guardi, la cessione dell’azienda che da 152 anni era in mano alla famiglia bergamasca, per i Pesenti resta un grande affare.

Una risposta a “Il punto sulla vendita di Italcementi”

  1. Angelo Dessi

    Un buon articolo ma con un errore sostanziale…
    Non è heidelberg che deve confermare l’ipotesi d’accordo ma i lavoratori italcementi.
    Vi chiedo di correggere
    Angelo Dessì
    Rsu italcementi sede

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