La bara nella tomba non ci entra
Ribaltata più volte, come a Tetris

Ruotare dei mattoncini colorati che cadono dall’alto per far sì che si incastrino perfettamente è una cosa. Ribaltare una bara per farla entrare in una tomba che sembra, a un primo tentativo, troppo stretta è un altro. Dare l’ultimo addio al proprio caro e dover affrontare uno spettacolo tragicomico che ricorda una partita di Tetris, il celeberrimo videogame di incastri degli anni Ottanta di cui sopra, non è bello. Per questo la famiglia di Roberto Fattori, per 26 anni camparo maggiore nella Bassa bergamasca, scomparso lo scorso 14 gennaio a 68 anni dopo una lunga malattia, si è sentita umiliata dallo show a cui ha dovuto assistere alle esequie.

 

 

Cosa è accaduto. Durante il funerale, parenti e amici sono stati spettatori di una scena indecorosa. In un momento decisamente delicato, al dolore si è aggiunto un dispiacere presto sfociato in una comprensibile indignazione. «Durante il funerale – è scritto in una lettera della famiglia inviata alla redazione del Giornale di Treviglio – abbiamo assistito a uno “spettacolo indecente”, che ci ha portato inevitabilmente a porci delle domande sulla gestione e sul servizio scadente che in questo momento il Comune sta fornendo al cimitero». La cerimonia ha travalicato i confini del buongusto per entrare nel mondo dei videogame durante la sepoltura. Secondo quanto raccontato dai famigliari di Fattori, gli addetti (che operano per conto della cooperativa L’Ulivo, titolare dell’appalto per il servizio cimiteriale) erano stati avvisati delle dimensioni della bara e sollecitati ad aprire per tempo la tomba. Invece, da quanto si è potuto capire, gli operai si sarebbero messi all’opera per solo qualche minuto prima dell’inumazione. Risultato: dall’apertura della tomba proprio quella bara non ci passava. Che si fa? Si gira e si rigira. Ma qui, anche in caso di più errori consecutivi, non compare la scritta «Game over». Il gioco non finisce, perché non è un gioco. «Sono stati costretti a ribaltare più volte il feretro per permetterne il passaggio – hanno proseguito il racconto i famigliari – allungando così il tempo della sepoltura. Tutto questo sotto gli occhi sbigottiti dei presenti. Noi, già provati dal forte dolore, non meritavamo tutto questo solo perché qualcuno non esegue il proprio lavoro come dovrebbe. Ci auguriamo che un’esperienza del genere non capiti più a nessuno e che le persone interessate si assumano la responsabilità di ciò che è accaduto. Ma, soprattutto, che il Comune intervenga affinché non si debba più assistere a episodi del genere».

La risposta dell’assessore. «Io non ero presente, ma è chiaro che si tratta di una situazione da condannare, avvenuta in un momento così delicato come un funerale  – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici Basilio Mangano – Cercheremo di capire cosa sia accaduto e faremo in modo che certi episodi non si verifichino più, monitorando maggiormente il lavoro degli operatori».