La donna che a Seriate è stata
sfrattata dall’Istituto Diocesano

C.L. vive a Seriate con i suoi due figli, presso uno degli appartamenti dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. «Dieci anni fa mi sono separata da mio marito – racconta – e mi ha abbandonata con i figli. Ho tirato avanti con dei lavori a tempo determinato e con l’aiuto dell’allora parroco di Seriate sono diventata inquilina dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Ho sempre pagato regolarmente. Ho tentato anche di comprare l’appartamento, ma la banca non me l’ha concesso non avendo un contratto a tempo indeterminato. Due anni fa, però, ho perso il lavoro e per un certo periodo non sono riuscita a pagare l’affitto nei tempi giusti. Dunque mi sono appellata al fondo per morosità incolpevole».

«A novembre 2018 – continua – ho ricevuto la lettera di disdetta del contratto da parte dell’Istituto Diocesano, nella quale però si paventava la possibilità di rinnovarlo trovando una soluzione comune. Nel frattempo, fortunatamente, ho ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato; lo ha avuto anche uno dei miei figli e l’altro figlio lo otterrà entro fine anno. Sono riuscita dunque a ripagare i miei debiti con l’Istituto Diocesano e ho richiesto il rinnovo del contratto, pensando che due contratti a tempo indeterminato fossero una garanzia sufficiente. Invece la risposta è stata negativa. Ho dovuto firmare un contratto che prevede lo sfratto a marzo 2020. A causa di questa clausola, inoltre, ho ricevuto meno soldi da parte del fondo, 2 mila euro in meno rispetto ai 6 mila dovuti, con i quali avrei potuto pagare l’affitto fino alla fine del 2020».

«Non è giusto – afferma –, mi rendo conto di non essere stata puntuale nei pagamenti per un certo periodo ma ora ho sistemato tutto. Entro la fine dell’anno tutta la mia…

 

Articolo completo a pagina 40 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 15 agosto. In versione digitale, qui.

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