La lettera dei lavoratori Italcementi
indirizzata all’ex capo Carlo Pesenti

Poche settimane fa un piccolo gruppo di lavoratori Italcementi (rimasto anonimo) scrisse e inviò a diverse redazioni locali una lettera nel quale venivano duramente criticati sia i vertici dell’azienda che le istituzioni locali, curia compresa. A loro parere, infatti, nonostante le tante parole non si era fatto nulla per salvaguardare la forza lavoro bergamasca nella cessione del 45 percento della proprietà di Italcementi alla multinazionale tedesche HeidelbergeCement, annunciato il 28 luglio 2015. Oggi le cose sono un po’ cambiate: il quadro generale che porterà al closing della trattativa tra tedeschi e la famiglia Pesenti è molto più chiaro, ma la posizione di circa 400 lavoratori bergamaschi resta critica, visto che sono stati annunciati esuberi e ricollocamenti non meglio specificati. Per questo motivo i sindacati hanno annunciato una serie di movimentazioni.

La prima è in programma per il pomeriggio di sabato 23 aprile. Dalle 16 alle 19, infatti, è stato annunciato un presidio in piazza Dante, davanti allo Spazio Incontri della Fiera dei Librai. Non più la sede Italcementi di via Camozzi, dunque, ma un punto di grande passaggio, dove poter fare arrivare la loro voce a quante più persone possibili. Una scelta chiara e comprensibile. L’annuncio del presidio è stato dato attraverso un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di venerdì 22 aprile, nel quale le motivazioni della movimentazione veniva spiegate attraverso una nuova lettera aperta firmata dai lavoratori Italcementi. Questa volta, però, a diffonderla sono state le sigle sindacali e non uno sparuto gruppo anonimo di dipendenti dell’azienda. Destinatario di quelle parole è Carlo Pesenti, che negli ultimi giorni ha più volte ribadito la volontà di difendere la posizione dei proprio (quasi) ex dipendenti davanti ai vertici Heidelberg. Parole apprezzate, ma pur sempre parole. E dopo tante parole, i lavoratori vorrebbero vedere anche dei fatti. Ecco il testo integrale della lettera aperta.

 

Manifestazione lavoratori Italcementi-46

 

«415 tagli, 415 esuberi, 415 lavoratori che, con le loro famiglie, non hanno più un futuro certo. Altri 250 lavoratori delle cementerie e dei centri di macinazione diffusi in tutta Italia rischiano il posto di lavoro.

Siamo i lavoratori di Italcementi. In questi mesi sono state messe in atto molte azioni di pressing nei confronti del Governo e di HeildebergCement per ridurre l’impatto sociale su di noi e sul territorio bergamasco, azioni che –confidiamo – abbiano esito positivo.

Ad oggi, tuttavia, non è ancora dato sapere cosa abbia in serbo per il nostro bene Carlo Pesenti. A proposito del bene suo e della dirigenza aziendale, invece, tutto è già chiaro: dal Bilancio 2015 risultano compensi esageratamente incrementati rispetto al passato per Giampiero Pesenti, Carlo Pesenti e Gianbattista Ferrario (Direttore Generale) per un totale di 25,1 milioni di euro. A questa cifra vanno sommati ipoteticamente circa 30 milioni di euro per i 60 dirigenti in esubero. L’azienda ha, infatti, deciso di offrire come minimo tre annualità di stipendio e di bonus: in media a testa 400-500mila euro.

Ci auguriamo che Carlo Pesenti, in questa fase, si faccia ispirare dai principi di equità e pari dignità sottoscritti da lui stesso nelle Politiche di Sviluppo Sostenibile. Equità e pari dignità non significano dare molto a chi ha già molto e quasi niente a chi ha poco, ma significherebbe, in concreto, sostenere tutti i lavoratori in esubero con le stesse modalità di buonuscita e con valide azioni volte al ricollocamento.

Ci sembra una richiesta coerente con gli impegni di responsabilità sociale e comportamento etico aziendale, molto spesso ascoltati e letti in Italcementi. Carlo Pesenti, se solo lo volesse, potrebbe decidere di accogliere questa richiesta molto prima che subentri HeidelbergCement, invece di ‘scaricare’ sulla società tedesca l’onere delle trattative sindacali. Fondamentali sono gli aiuti per trovare una ricollocazione che consenta la continuità professionale del lavoratore attraverso l’attuazione delle politiche attive, ma, essendo di questi tempi gli esiti realisticamente molto incerti, un aiuto economico potrebbe dare una risposta alle preoccupazioni delle nostre famiglie.

Rileviamo un’incredibile schizofrenia comunicativa: i media ci dicono che Carlo Pesenti è impegnato a tutelare i suoi ‘quasi ex’ lavoratori; stesso messaggio alcune settimane fa da parte dell’azienda ai lavoratori. Lo ha di nuovo confermato pubblicamente Carlo Pesenti alla fine dell’assemblea degli azionisti dell’8 aprile.

Tuttavia, martedì 19 aprile all’incontro tra rappresentanze sindacali e azienda, nessuna proposta concreta è pervenuta. Al contrario il responsabile delle risorse umane in Italia ha del tutto rigettato in maniera sprezzante le proposte presentate dai lavoratori. Evidentemente mancano sensibilità e professionalità per capire che certi atteggiamenti sono inaccettabili di fronte al dramma di alcune centinaia di persone e delle loro famiglie.

A proposito delle dichiarazioni di impegno di cui sopra, è stato commentato: “Verba volant”. A chi dobbiamo, dunque, credere? C’è davvero la volontà di trattarci tutti in maniera uguale e, quindi, possiamo contare su incentivi di pari contenuto rispetto a quanto riconosciuto ai dirigenti? E possiamo contare su aiuti al ricollocamento e alla riqualificazione di pari e adeguato valore?

Dobbiamo pensare che, oltre al danno, l’azienda stia strategicamente confezionando anche una beffa oppure possiamo ancora confidare nell’onore e nella levatura morale di chi è stato il nostro Consigliere Delegato negli ultimi anni? Vorrà, quest’ultimo, essere magnanimo anche con noi umili lavoratori?»

Lavoratori Italcementi

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