Prostituzione minorile, coinvolto
anche un presentatore televisivo

Il parroco di Solza, don Diego Rota, 45 anni; l’agente di polizia locale Egidio Bosio, 54 anni di Albino, Cristian Zilli, 42 anni, allenatore di una squadra giovanile a Treviglio, Pier Luigi Rossi, 49enne assicuratore di Bergamo ed Ettore Tucci, impiegato di 40 anni di Bergamo, sono stati arrestati mercoledì 10 febbraio nell’ambito di un’inchiesta per prostituzione minorile coordinata dalla Procura di Brescia. Oltre a loro, nell’inchiesta sono coinvolte altre sei persone tra Lombardia ed Emilia, tra le quali un altro bergamasco. Si tratta di Corrado Fumagalli, presentatore televisivo di canali hot lombardi, al quale non è ancora stata notificata l’ordinanza perché si trova in vacanza all’estero.

L’inchiesta, coordinata dal pm Ambrogio Cassiani, riguarda quattro ragazzini, tre italiani e un ucraino, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, disposti a prostituirsi, che venivano contattati via Internet tramite un social network dedicato agli incontri online con uomini adulti. Anche se i ragazzi dichiaravano di essere maggiorenni, i “clienti” erano consapevoli della loro minore età. Le prestazioni sessuali erano pagate in denaro o con regali (orologi, cellulari e vestiti) e i rapporti a Bergamo venivano consumati nel piazzale del cimitero, nel parcheggio sotterraneo dell’Iper a Seriate o nelle abitazioni di alcuni degli indagati. L’operazione, avviata nell’agosto scorso, ha riguardato le province di Brescia, Milano, Monza e Brianza, Parma e Pavia. L’accusa per tutti gli arrestati è di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet.

Mercoledì all’alba i carabinieri di Calusco si sono presentati in canonica a Solza per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di don Rota. Sacerdote dal 1995, è stato fino al 2012 vicario di Gorle e in precedenza parroco delle frazioni di San Pietro e San Gallo a San Giovanni Bianco. Da tre anni e mezzo guidava le duemila anime della comunità cristiana di Solza . Era vicario locale e membro del consiglio presbiterale diocesano. Il sacerdote, secondo l’ordinanza di custodia cautelare, si faceva chiamare Marco e avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con due minorenni e tentato di ottenere prestazioni sessuali da un terzo, non avvenute per l’intervento del fratello. Il primo incontro con i ragazzini è avvenuto presso il cimitero di Seriate.

Gli altri bergamaschi raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare sono il vigile Egidio Bosio, originario di Milano e residente ad Albino, coordinatore della polizia locale di Boltiere, Cristian Zilli, allenatore di una squadra giovanile dell’Acov di Treviglio, Pier Luigi Rossi, al quale viene contestato un episodio con un minore e Pier Luigi Rossi, impiegato di Bergamo, volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio. Nelle ultime ore si è venuti a conoscenza anche del nome del sesto bergamasco coinvolto nell’inchiesta. Si tratta di Corrado Fumagalli, 48 anni, residente a Pognano, è un volto noto del programma televisivo Sexy Bar, diffuso su canali regionali. Fumagalli, uno dei principali esponenti dell’erotismo e dell’hard italiano, in questi giorni si trova però all’estero. «Il mio assistito non è scappato, si trovava già lontano dall’Italia per impegni presi precedentemente», ha spiegato il suo avvocato Benedetto Maria Bonomo. Ai domiciliari è finito anche un 56enne bresciano, Claudio Tonoli, già arrestato nelle scorse settimane dalla polizia locale di Montichiari perché, affetto da HIV, chiedeva di consumare rapporti non protetti. Pare che gli arrestati non si conoscessero tra di loro. Tutte le persone coinvolte, ad eccezione di Fumagalli, sono agli arresti domiciliari nelle loro abitazioni. Gli inquirenti hanno sequestrato loro telefonini e computer.

Le indagini sono nate dalla segnalazione della madre di uno dei minori coinvolti, insospettita dai movimenti del figlio sedicenne. La donna ha scoperto sul cellulare del ragazzo alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con persone maggiorenni. Messo con le spalle al muro, il figlio avrebbe ammesso il tutto e fatto il nome di alcuni amici che come lui avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat. L’intenzione inziale dei ragazzi coinvolti – si legge ancora nell’ordinanza – era quella di guadagnare soldi con i gay, chiedendo loro il pagamento anticipato della prestazione sessuale per poi scappare. Le cose poi avevano preso un’altra piega e gli inquirenti hanno parlato in totale di un centinaio di incontri dal 2014. Per tutte le persone coinvolte il pubblico ministero aveva chiesto il carcere, ma il gip Alessandra Sabatucci ha disposto i domiciliari.

In una nota diffusa mercoledì sera, la Curia di Bergamo afferma che «le gravi accuse di cui deve rispondere don Rota suscitano nel Vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore. Desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno. Siamo consapevoli che situazioni di questo genere creano turbamento in molti e vogliamo con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino, confidando nell’opera di coloro che sono chiamati a garantirle. Sono molti i motivi che inducono la comunità credente a una preghiera più intensa, alla quale ci disponiamo in questo momento». A seguito dei provvedimenti restrittivi nei confronti del parroco, per garantire il servizio alla comunità parrocchiale di Solza è stato nominato un amministratore parrocchiale.

Gli interrogatori di garanzia per gli arrestati sono in programma lunedì a Brescia davanti al gip Alessandra Sabatucci.

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