Le origini della festa del papà
(commoventi e non solo religiose)

Il 19 marzo l’Italia festeggia i papà. Ed è così anche in molti altri Paesi di tradizione cattolica, come Spagna e Portogallo. Tra regalini, letterine e simpatici pensieri, negli anni questa tradizione ha perso la sua connotazione religiosa, a cui invece deve i natali. La festa del papà, infatti, cade il 19 marzo proprio perché identificata dalla Chiesa con il giorno dedicato a san Giuseppe, padre putativo di Gesù, sposo della Beata Vergine Maria e simbolo di umiltà e dedizione. Per questo motivo è difficile risalire a delle precise origini, almeno in termini di datazione. Come spiega Il Post, il culto religioso di san Giuseppe è molto antico e nacque in Oriente nell’Alto Medioevo, per poi diffondersi in Occidente già nel 1300. Intorno a quel periodo, alcuni ordini religiosi cominciarono a osservare la sua festa il 19 marzo, secondo tradizione il giorno della sua morte. La festività fu inserita nel calendario romano da papa Sisto IV nel 1479 e nell’Ottocento il santo divenne patrono di diversi Paesi con un’importante tradizione cattolica, come il Messico, il Canada e il Belgio.

 

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Una festa per dire grazie al proprio padre. Eppure, come detto, negli anni la Festa del Papà ha perso gran parte della sua connotazione religiosa, diventando sempre più una ricorrenza “pagana”, tesa soprattutto a ringraziare coloro che, insieme alle madri, ci crescono e ci introducono alla vita. Stando alle informazioni al riguardo, pare che questa visione della ricorrenza arrivi dagli Stati Uniti. A ideare una festa dedicata ai padri fu Sonora Smart Dodd. Nata nel 1882 in Arkansas, Sonora era figlia di un veterano della guerra di secessione americana, William Jackson Smart, e di sua moglie Ellen Victoria Cheek Smart. Nel 1898, mentre stava dando alla luce il suo sesto figlio (il quinto maschio), Ellen Victoria morì, lasciando il marito solo con una figlia appena 16enne e cinque maschietti più piccoli. Nonostante le difficoltà, William si rimboccò le maniche e, con l’aiuto di Sonora, riuscì a crescere una famiglia felice. Nel 1909, in chiesa, Sonora rimase molto colpita nell’ascoltare un sermone del prete locale in occasione della festa della mamma, nel quale si elogiava il ruolo femminile all’interno delle famiglie. Ispirata da quelle parole e avendo visto con quanto amore e quanta fatica il padre avesse cresciuto da solo lei e i suoi cinque piccoli fratelli, Sonora decise di rendere onore al padre combattendo affinché, al fianco della festa della mamma, ci fosse anche una festa del papà.

 

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[Sonora Smart Dodd e suo padre William Jackson Smart]

 

Sonora allora non sapeva che, già un anno prima, la chiesa metodista di Fairmont in Virginia Occidentale aveva festeggiato insieme alla festa della mamma anche quella dei papà. Fu un evento singolo e isolato, ma significativo. Quando Sonora ne venne a conoscenza, fu ancora più convinta che fosse giusto istituire in tutti gli Stati Uniti un giorno dedicato ai padri. E il suo sogno divenne realtà un anno dopo, il 19 giugno 1910, quando a Spokane, nello Stato di Washington, fu festeggiato il primo e ufficiale Father’s Day. La data non fu casuale: nel mese di giugno cadeva il compleanno di suo padre. Da allora, negli Stati Uniti, la festa del papà si festeggia sempre la terza domenica di giugno e nel 1966 il presidente Lyndon B. Johnson la proclamò festa nazionale. Dagli Stati Uniti la tradizione fu presto esportata, tanto che oggi sono molti di più gli Stati del mondo in cui questa ricorrenza è festeggiata a giugno piuttosto che a marzo. In Italia, così come in altri Paesi cattolici, l’influenza del Father’s Day statunitense non ha portato a un cambio di data, ma ha favorito la separazione della festa dalle sue origini religiose, rendendola, di fatto, quella che è oggi.

 

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Nel resto del mondo. 19 marzo e terza domenica di giugno quindi. Ma non solo. La festa del papà, infatti, in giro per il mondo viene festeggiata anche in altre date. In Russia, ad esempio, ricorre il 23 febbraio, giorno dei difensori della patria. In Thailandia, invece, si festeggia il 5 dicembre, ovvero il giorno della nascita del sovrano Rama IX, considerato il padre della nazione. In Corea del Sud mamma e papà non hanno due giorni tutti per loro, ma soltanto uno, l’8 maggio, ritenuto il giorno della festa dei genitori. In Germania, invece, la festa del papà coincide con il giorno dell’Ascensione, che cade il primo giovedì dopo 40 giorni dalla Pasqua. Viene chiamata anche Männertag o Herrentag (ovvero “giorno degli uomini”). Una delle tradizioni più diffuse in molte città tedesche per questa ricorrenza è quella di formare comitive di uomini che spingono un carretto pieno di bevande alcoliche e procedono a «un pomeriggio incasinato e ubriaco». Questa particolare tradizione sembra risalire all’Ottocento.

 

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Ma l’Italia ha pure il dolce. C’è però una cosa che la festa del papà italiana ha in più rispetto a quelle degli altri Stati: un dolce tutto suo. Stiamo parlando delle zeppole di san Giuseppe. Tipicamente napoletane, sono oggi un dolce diffuso in tutta Italia. Si tratta di buonissime paste con crema pasticcera, zucchero a velo e amarene sciroppate. Tradizionalmente hanno forma circolare e un foro centrale dal diametro di circa 2 centimetri nel quale viene inserita, a mo’ di guarnizione, la crema pasticciera con sopra delle amarene sciroppate. Talvolta la farcitura è invece interna alla zeppola. Possono essere sia fritte che cotte al forno, ma quelle fritte sono quelle “originali”. Leggenda narra, infatti, che san Giuseppe, durante la fuga in Egitto, per mantenere la famiglia fu costretto a ingegnarsi e a vendere piccole fritteline. Per questo il vero e unico dolce della festa del papà è la zeppola di san Giuseppe fritta, come tradizione (e palato) vuole.

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