L’uomo diventato spacciatore
per disperazione, dopo il divorzio

Da qualche mese non ha un’occupazione fissa e deve provvedere al mantenimento del figlio 14enne avuto con l’ex moglie, alla quale deve versare anche gli alimenti. In più, deve pagare le bollette di luce e gas. Per questo motivo un insospettabile 49enne residente in un Comune dell’Isola, incensurato, si è dato a una nuova attività per tirare avanti: spacciare di droga, cocaina.

La sua carriera, però, è durata poco, visto che pochi giorni fa è stato arrestato dai carabinieri di Almenno San Bartolomeo, che, al termine di un’operazione antispaccio e dopo averlo visto scambiare un involucro con un cliente, lo hanno fermato mentre era al volante della sua auto, una vecchia Fiat Punto. All’interno della vettura i militari hanno rinvenuto 8,5 grammi di coca, suddivisi in 13 dosi pronte per essere smerciate, due telefoni cellulari e 340 euro in contanti, provento dell’attività illecita. La successiva perquisizione dell’appartamento del 49enne ha consentito ai carabinieri di scoprire altri 14,5 grammi di cocaina e un bilancino di precisione.

Davanti al giudice, nel corso del processo per direttissima, l’uomo ha spiegato quanto aveva già detto ai militari: «Ho sbagliato – ha affermato -, ma non sapevo più come fare a tirare avanti. Ero senza un lavoro, a causa della crisi economica che non accenna a mollare la presa. Devo mantenere mio figlio, che ha 14 anni, versare l’assegno di mantenimento alla mia ex moglie, pagare le bollette di luce e gas e poi devo pur mangiare anch’io. Ero in una situazione drammatica, non so cosa mi sia passato per la testa. Fatto sta che ho deciso di iniziare a spacciare cocaina. La acquistavo da un giovane marocchino, che non conosco, a Zingonia, dove è possibile trovare tutta la sostanza stupefacente di cui hai bisogno. E così ho cominciato a rivendere la coca per racimolare il denaro con il quale vivere senza preoccupazioni. Ho sbagliato, mi dispiace, ma non sapevo proprio da che parte girarmi. Ad agosto, forse, verrò assunto da una società che si occupa della vendita di sigarette elettroniche. Ho partecipato ad un corso e il titolare ha detto che la mia è una delle candidature che tengono maggiormente in considerazione».

Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto dell’uomo e, vista la fedina penale pulita, gli ha concesso gli arresti domiciliari. Se dovesse trovare un impiego, il tribunale provvederà a modificare la misura.

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