Mozzo: «Case troppo care,
le giovani coppie se ne vanno»

«Sono preoccupatissimo».

Cosa c’è don Giulio?
«A Mozzo non nascono più bambini».

Don Giulio Albani è parroco di Mozzo, 7800 abitanti sotto la collina, villette e case prestigiose, a un passo da Bergamo. In una sera caldissima ci incontriamo al Borghetto, sta passeggiando insieme a un altro prete.

Ci spieghi, che cosa succede?
«Succede che da gennaio a oggi sono nati solo quindici bambini».

E sono così pochi?
«Guardi, adesso le dico la statistica: nel 2013 ne erano nati sessantuno; nel 2014, settantuno; nel 2015, sessantaquattro; nel 2016, cinquantotto e l’anno scorso quarantanove. Ora, e siamo oltre la metà di metà agosto, siamo a quindici…».

Nella migliore delle ipotesi si arriverà a 30…
«A meno che ne siano nati cinque la notte scorsa…».

Come mai questo dato la preoccupa così tanto?
«Significa che il paese sta tremendamente invecchiando, non servono studi e analisi per capirlo. Per di più, le attuali famiglie hanno già due, tre figli o anche quattro figli. E poi c’è anche un altro fenomeno…».

 

 

Quale?
«Che molte coppie giovani – lo so perché ne ho celebrato le nozze – sono “costrette” ad andare ad abitare altrove perché qui le case costano tanto rispetto ai comuni vicini».

Se costano tanto è perché è un paese bello e ricercato.
«Mozzo è bellissimo, e infatti le famiglie giovani vanno via mal volentieri».

Ma non ci sono case sfitte o case vuote?
«Non tantissime perché la richiesta abitativa è alta, anche se gli immobili e gli affitti costano di più. Questo è anche il motivo per cui a Mozzo abbiamo pochissimi extracomunitari. Non perché siamo razzisti, semplicemente perché le case costano troppo».

Lei insiste su questo punto…
«Probabilmente la politica della casa richiede un approfondimento, perché se il trend dei prossimi anni è questo è un paese che invecchierà inesorabilmente».

Lei ha lanciato questo allarme anche dal pulpito…
«Sì, era il giorno dei santi Gioacchino a Anna, la festa dei nonni. Vedendone un buon numero nei banchi ho detto loro che fra un po’ non riusciranno più a fare i nonni. È semplice: senza bambini non ci sono nonni. E questo è un problema anche per le vecchie generazioni: se le coppie giovani andranno ad abitare lontano, chi si prenderà cura di loro? Quando un paese invecchia non è mai un bel segno».

Per lei vorrà dire meno battesimi, l’oratorio ridimensionato, la scuola dell’infanzia senza alunni…
«Non è bello celebrare più funerali che battesimi».

 

 

Don Giulio, la denatalità è un problema europeo…
«Lo so bene, così come conosco la crisi economica che in questi anni si è fatta sentire anche qui. Certo, non è solo Mozzo che vive questi problemi, ma noi siamo qui ed è di Mozzo che ci dobbiamo preoccupare».

Come se ne esce?
«Ne discuteremo in consiglio pastorale e ci interfacceremo con l’amministrazione comunale. Per non perdere tutti i giovani servono anche delle scelte politiche…».

Intende dire che bisogna costruire case popolari?
«Case popolari a Mozzo è un binomio che non esiste. Diciamo che forse occorrerebbe favorire l’edilizia convenzionata, le cooperative, non so. In passato queste scelte erano state fatte, ma le famiglie giovani di allora adesso hanno già due-tre figli».

Qual è il caso più emblematico oggi?
«In una via ci sono…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 34 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 30 agosto. In versione digitale, qui.

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