A New York chiudono 31 chiese

Prima dell’agosto del 2015, trentun chiese cattoliche della città di New York termineranno la loro attività parrocchiale. Lo ha annunciato domenica 1 novembre l’arcidiocesi della metropoli statunitense. Le trentuno chiese fanno parte delle 112 parrocchie che nel corso del prossimo anno si fonderanno in base ad un criterio di vicinanza geografica.

Il Cardinale Timothy Dolan ha affermato in merito che «In questi tempi di transizione della storia dell’arcidiocesi, si aprirà un periodo molto difficile per le persone legate ad una determinata parrocchia prossima a fondersi con un’altra. In molti rimarranno addolorati e arrabbiati, per quello che probabilmente vivranno come un cambiamento delle loro vite spirituali. Io sarò uno di loro».

Secondo il New York Times «È la più ampia riorganizzazione della storia dell’arcidiocesi», che ad oggi conta 368 parrocchie al servizio dei 2.8 milioni di cattolici che vivono in città. È un processo che in qualche modo era già in corso: nella Diocesi di Brooklyn, dal 2009, il numero di chiese cattoliche è passato da 199 alle odierne 187.

I motivi di questa riduzione sono più d’uno. Anzitutto c’è un aspetto economico: i costi amministrativi – in particolare in una città costosa come New York – possono ammortizzarsi di molto con le fusioni: secondo il Cardinale Dolan di circa 40 milioni di dollari l’anno. In secondo luogo, il numero dei preti, che cala drasticamente di anno in anno. Terzo, stando ai dati del 2013, solo il 12% dei cattolici va regolarmente a messa ogni domenica.

Alla base c’è però anche un cambiamento culturale. A Manhattan, per esempio, i quartieri che una volta erano popolati da italiani e irlandesi si stanno trasformando in zone di lavoro o appartamenti residenziali. Della storica Little Italy, per esempio, è rimasta soltanto una lunga via (Mulberry Street) che d’italiano, ormai, ha soltanto i ristoranti.

Sull’isola di Manhattan chiuderanno nove chiese, altre sei a Westchester, sei nel Bronx, quattro a Staten Island e sei tra Rockland, Sullivan, Ulster, e Dutchess Counties. Nel quartiere di Harlem, nel nord di Manhattan, che per generazioni è stato il quartiere con le più importanti ondate d’immigrazione cattolica, ne chiuderanno tre delle sette presenti.

 

Mappa delle chiese che chiuderanno nella città di New York, fonte: New York Times

 

La decisione presa dall’arcidiocesi ha già indignato molti fedeli e sono previste proteste dei parrocchiani, che in alcune aree hanno iniziato a mobilitarsi. Sono previste perfino azioni legali. Alla chiesa di Our Lady of Peace (Nostra Signora della Pace), sulla 62esima Strada, i fedeli hanno raccolto 3000 firme e inviato 300 lettere di protesta, oltre ad aver aperto un blog e una pagina Facebook.

Ancora non è chiaro per quale scopo verranno utilizzate le chiese che rimarranno vuote. Il Cardinale Dolan ha affermato che alcune potranno essere vendute, ma non prima di qualche anno. Qualsiasi ricavo effettivo sarebbe poi diviso tra la parrocchia e l’arcidiocesi, e investito in manutenzione e servizi educativi nelle chiese ancora operative.

«Capisco bene la frustrazione, la rabbia e la confusione delle nostre persone, e per tutto questo mi scuso, perché ne sono il responsabile. Ma questa decisione è stata presa per guardare al futuro, al rinnovo e alla ripresa, e insieme attraverseremo questo momento, ha aggiunto in un’intervista il Cardinale.