Il nodo alla gola di tutta Zanica
davanti a quel capannone vuoto

Una chiusura annunciata, ma che a tanti zanichesi ha fatto male: lo stabilimento Cifa di via Fermi ha chiuso per l’ultima volta i battenti lo scorso 29 aprile. 36 mila metri quadrati nei quali diversi cittadini hanno lavorato. Un pezzo di storia del paese che se ne va dopo oltre sessant’anni. In molti, sui social, hanno voluto ricordare l’azienda: «Ho passato quarant’anni abbondanti alla Cifa e, come me e prima di me, tanti colleghi e amici; tante storie e tanti ricordi. Per questo, stasera, un po’ di magone e tristezza prende l’anima di chi ha varcato quel cancello per tanti anni. Grazie di tutto alla Santantone de Sanga», afferma un ex lavoratore, legato allo stabilimento intitolato a Sant’Antonio.

Un altro: «Mio papà, mio nonno e i miei zii; hanno lavorato tutti lì fino alla pensione. Anni passati tra alti e bassi, naturalmente. Sono cresciuta sentendo parlare del signor Nando, il primo proprietario, con cui mio nonno andava a caccia ai tempi. Una persona severa al bisogno, ma giusta e leale. Così mi hanno detto svariate volte. Passando con il mio papà un pomeriggio di qualche settimana fa, ci ha presi un nodo alla gola; ci siamo messi vicino alle sbarre e vedere quell’immenso cortile vuoto ed è stato molto triste. Grazie carpenteria Sant’Antonio per aver permesso alla mia famiglia di lavorare». Un parente dell’ex proprietario: «Sono cresciuto con le mie cugine in carpenteria; con l’imprescindibile zio Nando e zia Erminia. Anche adesso, passando davanti alla carpenteria, riaffiorano splendidi ricordi. Le domeniche pomeriggio passate nel giardino, dove ho imparato a nuotare nella “vasca” costruita da mio zio, il nascondino giocato con mia cugina. Attività in cui tutta la carpenteria era terreno di gioco. E poi gli immancabili caffè con mio padre e Nando, quando stavo a bocca aperta a sentire i discorsi dei grandi. Bei ricordi, bei…

 

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