La nuova vita dell’ex Matto Matteo

Dall’arredo ai servizi all’impresa, dall’artigianato alla ristorazione, dall’intrattenimento al tempo libero. Questi sono soltanto alcuni dei servizi che nel giro di qualche anno prenderanno vita nell’ex Matto Matteo di Stezzano. Situato sul lato nord del tratto dell’autostrada A4, il complesso di proprietà della Frama prefabbricati Srl è in disuso dal 2008. E in tanti si chiedono continuamente quale sarà il destino di quest’area.

Gli interventi sull’ex Matto Matteo. A riaccendere le speranze sulla rinascita di via Boito è l’assessore all’Urbanistica Giovanni Calabria, che ha annunciato: «L’iter è in corso e il 2017 sarà l’anno decisivo in cui verrà chiusa la procedura autorizzativa. Poi si partirà col cantiere. Con un accordo di programma la Regione Lombardia ha approvato e aderito al recupero dell’area dismessa. Siamo in attesa di documentazioni più specifiche per poi poter analizzare il progetto nella conferenza tecnica». Ma attenzione. Sebbene la vocazione di questa zona sia terziaria commerciale, la struttura in futuro non assumerà le sembianze di un grande centro di distribuzione speculare a quelli già esistenti in provincia. «Nessun operatore di buonsenso vorrebbe competere o creare concorrenza alle Due Torri o ad altri centri commerciali che si trovano poco distanti da Stezzano – specifica Calabria -. Ci sarà una piccola area destinata al commercio specializzato al dettaglio che verrà però affiancata a spazi outlet; alla filiera del design, per la casa e la persona, oltre che per altre filiere merceologiche; temporary shops di produzioni e tecnologie presenti in Bergamasca e altre attività integrative artigianali e paracommerciali».

 

 

Le opere di urbanizzazione. La Frama si impegnerà a realizzare opere di urbanizzazione, dalle condutture fognarie all’erogazione di acqua potabile, dalla rete del gas metano, all’energia elettrica, dai cavi telefonici all’illuminazione pubblica. Verrà inoltre modificato il sistema viabilistico interno al comparto, corredato da parcheggi e verde, con la piantumazione di essenze autoctone. Il tutto sarà effettuato contestualmente alla sistemazione del complesso. Sarà rivista anche la viabilità di accesso all’area con anche la realizzazione di una rotatoria in corrispondenza dell’incrocio tra la ex strada statale 525 e via della Madonna a Lallio.

Il Comune di Stezzano invece che incassare gli oneri di urbanizzazione ha chiesto e ottenuto l’obbligo di realizzare una nuova caserma dei carabinieri che sarà posizionata in un’area verde pubblica tra la rotonda di viale Europa, in zona Art Hotel, e la fermata Fs Stezzano. Il progetto comprende anche un’area agricola di 30 ettari che sarà inserita nel Parco locale di interesse sovracomunale del Morla e che collegherà via Boito al Santuario della Madonna dei Campi. Il suolo dei comuni dell’immediato hinterland di Bergamo è ormai ampiamente urbanizzato, senza soluzione di continuità tra un centro e l’altro.

 

 

Lo spazio invece tra le direttrici Stezzano-Zanica, Comun Nuovo-Zanica e Levate-Comun Nuovo è caratterizzato da una condizione di maggior apertura, con estese aree agricole. In accordo con le linee di pianificazione per uso sostenibile del territorio rurale, i comuni del Plis devono incentivare le forme di agricoltura a basso impatto ambientale, incrementare le biodiversità, ridurre la perdita di superfici agricole, individuare strategie per migliorare la qualità dell’acqua disponibile nel reticolo idrico, aumentare le superfici interessate da interventi di riqualificazione e riforestazione. In via Boito troverà spazio un’area di 2.762 metri quadrati per ospitare eventi all’aperto con verde e fontane. Ci saranno anche una serra polivalente (1.696 mq) e una piazza eventi (2.947 mq) per le attività didattiche, ricettive, culturali, ludiche e ricreative. Verrà poi completata la realizzazione del parco del Santuario della Madonna di Campi, per una superficie complessiva di 225.700 metri quadrati.

L’attenzione all’ambiente. Particolare attenzione verrà data anche al rispetto per l’ambiente. Il complesso di via Boito sarà infatti realizzato nel totale rispetto delle logiche ecosostenibili. Le pareti esterne degli edifici verranno realizzate con materiali naturali e tinteggiate con pitture fotocatalitiche in grado di allontanare le sostanze tossiche. Verranno poi decorate con giardini verticali, ovvero barriere vegetali che filtreranno le sostanze inquinanti, eviteranno il surriscaldamento dell’ambiente nei periodi estivi e limiteranno l’impatto acustico. Il 70 per cento dei parcheggi sarà realizzato in struttura multipiano posta sotto l’edificio commerciale limitando così l’uso di aree verdi esterne. Verranno realizzate piazzole di raccolta differenziata per i rifiuti degli operatori e dei clienti.

 

 

Il prossimo passo. «La riqualificazione di Matto e Matteo – conclude l’assessore – è il primo lotto di un più esteso piano di recupero di tutta l’area di via Boito, detto Progetto Aster, che in una seconda fase interesserà tutte le strutture ormai dismesse di via Boito. Il piano è stato realizzato in partnership con la Provincia di Bergamo e si è classificato al quinto posto in Regione Lombardia dopo realtà anche più complesse. L’opera avrebbe potuto partire anche prima se solo ci fossero state le condizioni. Purtroppo abbiamo attraversato un periodo economico infelice, quindi sia il Comune che gli operatori non se la sono sentiti di fare un salto nel buio. Ora i tempi sono maturi».

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