I nuovi orari della scuola a Mozzo
La lotta preside-sindaco-genitori

I genitori degli alunni di Mozzo e di Curno devono aver passato le vacanze natalizie con un pensiero in più. I cambi di orario previsti per il nuovo anno scolastico decisi dal Consiglio d’istituto il 5 dicembre, hanno messo in movimento una protesta sfociata con una raccolta firme: «In soli tre giorni, grazie all’aiuto dei rappresentanti di classe, abbiamo raccolto 914 firme (novecentoquattordici, ci piace scriverlo anche in lettere) in favore della riapertura della scelta oraria nel nostro Istituto. Grazie a tutti per la partecipazione», come riporta la pagina Facebook del comitato genitori dell’Istituto comprensivo di Curno-Mozzo il 29 dicembre. Dopo il Consiglio d’istituto contestato, il 15 dicembre i genitori si sono incontrati in un’assemblea straordinaria che ha deciso la raccolta firme e il sondaggio

Il duro comunicato del Comune. Successivamente il 19 dicembre l’amministrazione comunale di Mozzo ha incontrato la preside ma sull’esito dell’incontro non è trapelato nulla mentre; in seguito all’incontro tra l’amministrazione di Curno e la dirigente scolastica, il 22 dicembre, è stato diffuso un duro comunicato che stigmatizzava il metodo utilizzato dalla scuola, che ha evitato il confronto con i genitori e le amministrazioni pubbliche su un tema molto delicato come quello degli orari che impattano sulla vita delle famiglie in modo pesante. «La Dirigente ha scelto di non coinvolgere l’Amministrazione nella fase di valutazione e decisione perché tale questione è stata considerata solo per le sue implicazioni educative ed organizzative ignorando totalmente le ricadute sociali su studenti, famiglie e territorio che non sono state ritenute di competenza della scuola», recita il comunicato del sindaco di Curno.

 

 

La lettera dei genitori. Sempre il 22 dicembre, una delegazione di genitori ha incontrato la preside dell’Istituto, ma ha trovato un muro di fronte alle richieste dei genitori: «Viene pertanto richiesta la sospensione di tale provvedimento: in attesa della scelta delle famiglie che si iscriveranno il prossimo anno scolastico al nostro Istituto – si legge nella lettera indirizzata alla dirigente scolastica che accompagna l’elenco delle firme raccolte -, in favore dell’offerta oraria, costruita negli anni per rispondere ai bisogni e alle esigenze degli alunni, delle famiglie e della comunità locale, con possibilità di scelta tra settimana lunga e settimana corta in entrambi gli ordini di scuola».

Secondo i genitori infatti, si legge ancora nella lettera, «Diversi sono i rischi che i genitori ravvisano a breve e a lungo termine: gestione familiare complessa per fratelli che si troverebbero ad avere orari diversi; spostamento di iscrizioni e migrazione di alunni presso scuole limitrofe (anche private), che offrono i moduli orari fino ad ora proposti nel nostro Istituto; ridimensionamento di alcuni plessi con la perdita di utenza e il depotenziamento delle risorse come forza scolastica; aumento dei costi per le famiglie che si troverebbero costrette ad usufruire della mensa scolastica, oppure di servizi socio-educativi pomeridiani di cui verrebbe naturalmente richiesta una copartecipazione al pagamento; diminuzione della qualità didattica del tempo pomeridiano, in quanto anche con gli eventuali servizi socio-educativi comunali, non sarà possibile adempiere alla preparazione didattica necessaria; complessa gestione della fase transitoria con un misto di classi con orari vecchi e nuovi; difficoltà nel recupero di ore didattiche diminuite per riduzione del tempo scuola; possibile migrazione alunni verso la scuola privata».

 

 

Le reazioni dei genitori. Oltre alla raccolta firme i genitori hanno organizzato un sondaggio sulla scelta degli orari e compilando le scelte hanno lasciato anche i loro commenti. «Una delle motivazioni – scrive un genitore – che mi avevano convinto ad iscrivere la mia prima figlia alla scuola primaria Mosè del Brolo era la comunicazione scuola-famiglia, caduta in pochi giorni con questa decisione. Io da mamma attenta e molto presente penso che nessuno, prima o senza di me, possa avere il diritto di scegliere cosa crede sia meglio per le mie figlie».

Un altro genitore alza la voce: «La scuola è un servizio pubblico. In quanto tale, dovrebbe considerare le esigenze dei bimbi, ma anche quelle dei genitori (che di riflesso ricadono ancora sui primi). Non è possibile non considerare il fatto che oggi i genitori sono anche lavoratori a tempo pieno e non tutti hanno la fortuna di avere i nonni che ritirano il bimbo e lo tengono dopo pranzo… con questa proposta di “non scelta” si sta facendo un grande passo indietro, molto discriminatorio».

Un terzo preannuncia come le scelte dei genitori saranno inevitabili verso altri istituti: «La scuola è composta dal corpo docenti e da alunni, quindi devono essere considerate anche le famiglie per prendere una decisione così importante! Il cambio di orario porterà le famiglie ad optare per altre strutture scolastiche. Si doveva fare una proposta per il 2019-2020 e non già per il 2018 lasciando così poco tempo alle famiglie per valutare altre opzioni».

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