Osio Sotto, dopo ben 124 anni
le suore lasciano la scuola materna

«La cosa bella delle suore è che le trovavi sorridenti all’apertura delle porte dell’asilo, e le ritrovavi con quella stessa espressione quando andavi a riprendere i figli. Avevano cura e amore nei confronti dei bambini, ma molto spesso riuscivano a rivolgere anche una parola di consolazione per noi genitori, quando ne avevamo bisogno». Non ha dubbi Simone Perico, cittadino osiense, che attraverso le due figliolette ha frequentato la scuola materna di piazza papa Giovanni XXIII per ben sei anni. Un lasso di tempo importante, durante il quale ha avuto modo di conoscere in profondità quelle suore a cui, domenica 1 luglio, tutta la comunità ha rivolto un caloroso arrivederci.

La festa di saluto. Si tratta di suor Pierangela, suor Claudia, suor Chiara, suor Giusy, suor Annamaria, suor Mariangela. Loro le protagoniste di una giornata ricca di emozioni, iniziata con la Santa Messa e proseguita per tutto il pomeriggio. «Insieme abbiamo vissuto una giornata molto bella e intensa, un momento che ha rappresentato una festa per tutta la comunità, ma anche per la storia e la tradizione della comunità – racconta adesso il parroco di Osio Sotto, don Luciano Ravasio –. Sono contento di aver riscontrato una grandissima partecipazione da parte dei cittadini. È segno che il messaggio lanciato dalle suore è stato accolto, che quello che di buono hanno fatto non verrà dimenticato». Ma anche le stesse suore hanno voluto dire la loro, per ringraziare gli abitanti di un paese che le ha accolte per tanto tempo: quando si è conclusa la messa, infatti, sono state loro stesse a raccontare un po’ di storie e di aneddoti a cui avevano preso parte, rivolgendo i loro ringraziamenti a tutte le persone conosciute nel tempo. «Era presente anche la banda, che ci ha deliziati con il suo repertorio. E così si è arrivati tutti insieme al momento del pranzo in Oratorio. È stata davvero una festa in grande».

 

 

Il pomeriggio ha anche visto la viva partecipazione dei piccoli allievi dell’asilo, che si sono cimentati in canti dedicati a chi per mesi si è preso cura di loro. Sono poi intervenute le catechiste, che hanno messo in scena un breve frammento del celebre musical Sister Act. Poi, tutti insieme, ci si è diretti al cinema dell’Oratorio, dove sullo schermo sono stati proiettati spezzoni di video e fotografie che hanno immortalato l’esperienza delle suore a Osio Sotto in tutti questi anni. «Abbiamo distribuito loro alcuni doni che avevamo preparato, e a tutta la cerimonia ha presenziato anche il sindaco Edoardo Musitelli. Siamo stati contenti di festeggiare, perché ci terrei a sottolineare che domenica non è stato soltanto un momento di nostalgia e di rimpianto. È stato anche un momento per ricordarsi che si va avanti, che bisogna concentrarsi sulla prospettiva del futuro – conclude don Luciano –. La prospettiva che da adesso in poi si apre costringe ognuno a riscoprire meglio la sua vocazione, nell’ambito del volontariato, dell’educazione dei piccoli, o della semplice collaborazione con la cooperativa che sostituirà le suore nella gestione dell’asilo. La grande speranza è che lo stile che loro avevano sia raccolto e portato avanti. Io, come sempre, sono fiducioso rispetto al futuro».

 

 

Nessuna sorpresa, ma ora? Del resto, che le suore se ne sarebbero andate, non era una novità per nessuno, tutt’altro: quando l’attuale amministrazione si è insediata (ormai quattro anni fa), una delle prime azioni a cui si era dedicata con impegno e dedizione era proprio la posticipazione della loro partenza. «Con il loro saluto definitivo per noi tutti si chiude una storia lunghissima, che è durata per ben 124 anni – spiega l’assessore alla Cultura Corrado Quarti –. Era nell’aria, perché quando siamo arrivati in Comune, ci avevano già espresso la loro volontà di lasciare. I motivi sono diversi, tra cui il calo delle vocazioni e l’insostenibilità di una gestione di un servizio così importante. Siamo riusciti comunque a trattenerle altre quattro anni. La nostra convenzione stabiliva che sarebbero rimaste fino al 2019, ma sono volute recedere un anno prima. Così, abbiamo trovato come interlocutore la cooperativa “Solco città aperta”, molto attiva sul territorio bergamasco, che prenderà in carico tutto il servizio della scuola dell’infanzia. È un vero e proprio passaggio di consegne e noi stipuleremo una nuova convenzione con loro a partire dal prossimo settembre. Resta il fatto che per noi, la partenza delle suore rappresenta anche la perdita di un punto di riferimento fondamentale».

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