Osio Sotto e quei 186 dubbi
sui migranti in arrivo in paese

È 186 il numero preciso di firme raccolte tra i cittadini. L’obiettivo? Porre l’attenzione del sindaco Musitelli su una questione che agita le loro notti: il futuro insediamento di richiedenti asilo negli appartamenti in via Manzoni e in via Einaudi.

A garantire spazio alla loro voce è stato Attilio Galbusera, consigliere della minoranza, che durante il Consiglio dello scorso mercoledì 8 novembre ha illustrato gli aspetti di questa preoccupazione, rintracciandone le origini nell’adesione del Comune di Osio Sotto al progetto Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati): «I cittadini residenti nelle vie Don Manzoni, Don Gandossi, Cimarosa e Einaudi sono fortemente preoccupati per i problemi di convivenza che questa situazione potrebbe far scaturire. E oltre a questa preoccupazione, temono di poter essere tacciati di razzismo, mentre non è questo il caso».

 

 

Galbusera ha infatti specificato che i residenti della zona non si oppongono all’accoglimento in tutti i suoi aspetti, ma che vorrebbero far valere le loro preferenze su chi dovrebbe beneficiare del servizio. «Queste persone hanno semplicemente chiesto che negli appartamenti vengano inseriti non singoli individui, ma nuclei famigliari, perché con queste ultime realtà sarebbe più facile interagire, e mettere in atto un processo di reale conoscenza. Il sindaco ha dimostrato di non comprendere l’importanza della questione, rispondendo attraverso una lettera in cui si rifaceva a uno sfrontato buonismo».

n assenza del primo cittadino, la patata bollente è rimbalzata all’assessore ai Servizi Sociali Nadia Raimondi, che ha spiegato come il progetto Sprar, articolandosi nell’accoglienza in piccoli gruppi, salvaguardi in realtà il Comune di Osio Sotto dall’assorbimento forzato di numeri molto più consistenti di immigrati: «La scelta di aderire al progetto Sprar oltre a essere…»

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 32 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 16. Per la versione digitale, qui.

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