L’orchestra che suona Vivaldi
con strumenti costruiti in discarica

I suoni della Terra (Sonidos de la Tierra) sono quelli che piacciono al direttore d’orchestra Luis Szàran. In Paraguay il maestro ha avviato dal 2002 un progetto di educazione musicale gratuito per i bambini più poveri delle periferie. Né il governo, né le istituzioni avevano mai pensato di organizzare qualcosa di simile. Nonostante la buona volontà di Szàran, non è stato facile convincere la gente delle sue intenzioni, soprattutto a causa dei tanti giochi politici in tempi elettorali. Per questo, il musicista ha deciso di viaggiare per tutto il Paese, parlare direttamente con le comunità e spiegare quello che avrebbe insegnato ai loro figli. Alla fine c’è riuscito. Ma quello che ha ottenuto si è rivelato molto diverso da quello che si sarebbe aspettato.

 

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I bambini di Cateura e il mago del riciclo. Cateura è uno dei centri più poveri del Sud America, con 2500 famiglie che vivono a due passi dalla discarica. I ragazzini della città hanno accolto con entusiasmo la proposta di Szàran e di Favio Chavez, il suo collaboratore. Erano così tanti a volere imparare a suonare, che gli strumenti disponibili per fare pratica erano troppo pochi. Molte persone si erano fatte avanti, offrendosi di costruire violini, flauti e violoncelli, ma avrebbero impiegato troppo tempo. Chavez, però, conosceva un uomo che poteva fare al caso suo. Nicola, detto Cola, è uomo che vive dei rifiuti: li seleziona, li ricicla e li rivende. È cresciuto a Emboscada, a 50 chilometri da Asunción. A 7 anni ha assistito alla morte del padre e da allora ha sempre lavorato: «Se non ci fosse questa spazzatura non avrei lavoro. Mi sono sempre ritenuto fortunato ma avevo il desiderio di dare qualcosa in cambio a questa comunità». Nessuno meglio di lui sa come creare oggetti dalle cose buttate via. Quando Chavez gli ha portato un violino, Cola lo ha studiato attentamente, ha preso le misure e poi si è messo al lavoro. Ha rovistato nella discarica e, alla fine, ha costruito il suo strumento. Non uno Stradivari, ma un violino dal suono riconoscibile: «I ragazzi avrebbero potuto fare pratica bene, con dignità», ha raccontato Szàran. In poco tempo, i bambini hanno avuto a disposizione strumenti, un direttore d’orchestra come insegnante e una magia nuova, dentro le vene.

La musica come mezzo educativo. «Il mondo ci ha inviato spazzatura. Noi gli restituiamo della musica», raccontano. Szàran sa bene che il suo lavoro non cambierà i problemi dei ragazzi, le difficoltà economiche e sanitarie delle loro famiglie. Ma sa anche che la musica ha girato chiavi emotive che la povertà e la fatica avevano irrigidito. «Non voglio che i bambini diventino buoni musicisti, voglio che diventino buoni cittadini. E questo lo può garantire solo l’educazione», dice. Vuole che stiano lontani dalla droga, dall’alcolismo e dal crimine, una piaga che colpisce i giovani, costretti a lasciare la scuola per lavorare. La musica dà loro una ragione per non disperare. Anche se i flauti sono canne dell’acqua e monetine e i sassofoni sono cucchiai e bottoni, anche se i violoncelli sono taniche di materiali chimici, le Quattro stagioni di Vivaldi suonavano meravigliosamente. «I  genitori erano contenti. Tenevamo lontani i loro figli dai pericoli e dalla cattive compagnie. E non c’era il rischio che gli strumenti venissero rubati e poi venduti per ottenere i soldi che servivano per alcol e droga», racconta Chavez.

 

 

Tournée e pure un docu-film. E dell’altro ancora. L’inaspettata direzione presa dal progetto di Szàran ha fornito al direttore un’altra idea. E se i tre strumenti strampalati che Cola ha cominciato a costruire nel 2006 diventassero una vera orchestra? Niente di meno improbabile. I ragazzi della discarica sono infatti diventati i 35 musicisti della Recycled Orchestra of Cateura, oggi ribattezzata Landfill Harmonic Orchestra. Nel 2012 si sono esibiti per la prima volta all’estero, in Brasile, e in seguito hanno fatto anche tournée in Europa. La storia dell’orchestra della discarica, inoltre, si è trasformata in caso mondiale da quando è stato girato un docu-film ad essa dedicato. Il produttore esecutivo, Ajejandra Amarilla, e la regista, Juliana Penaranda-Loftus, hanno scoperto per caso l’esistenza dei musicisti di Cateura. Le due donne si trovavano nella cittadina per girare un documentario sulla vita dei bambini paraguayani e sono venute a sapere, invece, del quasi miracolo ottenuto da Szàran, Favio e Cola. Hanno iniziato le riprese nel 2010, vivendo quasi tutto il giorno accanto ai bambini e hanno intitolato il loro lavoro Landfill Harmonic – A simphony of the human spirit.

 

 

 

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