Una passerella sul lago Maggiore
(per imitare il successo di Christo)

Poco più di due anni fa, il Sebino fa completamente stravolto da The Floating Piers, la grande opera dell’artista Christo che permise, per quindici giorni, di camminare sulle acque del lago d’Iseo grazie a una passerella galleggiante. Furono circa 1,5 milioni le persone che giunsero sulle sponde bresciane del bacino per l’evento, dando nuova linfa al settore turistico di tutta l’area, con ricadute positive che si fanno sentire ancora oggi. Certo, molti discussero sul fatto che quella si potesse davvero definire “arte”, ma in termini generali è difficile mettere in discussione il successo dell’evento, la cui realizzazione fu finanziata da Christo stesso (come tutte le sue opere) ma anche con due milioni di euro messi sul tavolo dalle istituzioni per fare in modo che tutto filasse liscio. Ora un’opera simile potrebbe venire nuovamente realizzata, ma questa volta sul lago Maggiore, sul versante svizzero. L’idea è quella di “unire” con una passerella galleggiante lunga tre chilometri (mezzo chilometro in più di The Floating Piers) Ascona e il Parco botanico delle Isole di Brissago.

 

[Isole di Brassago dall’alto]

 

Il progetto è stato rinominato “WoW: Walk on Water” ed è, per il momento, ancora su carta. Ma la cordata di imprenditori che lo ha pensato e lo vorrebbe realizzare (con anche il supporto di un colosso bancario come Ubs) avrebbe intenzione di portarlo a termine nel 2019 e mantenerlo aperto al pubblico almeno per i successivi cinque anni. La cosa però, come spiegano i portali BresciaSettegiorni e VareseSettegiorni, non piace a tutti. Diversi architetti, studiosi e ambientalisti stanno infatti esprimendo perplessità. In primis per le possibili ricadute sull’ambiente, e poi anche sugli effettivi fini dell’iniziativa. Sebbene, infatti, la passerella sia stata presentata come «una passeggiata attrezzata che attraversando il paesaggio del lago offre un’esperienza unica per riscoprire gli elementi del territorio», l’impressione è che ci si trovi davanti a un’idea meramente commerciale.

 

 

Spiega bene la posizione critica verso l’opera Tomaso Montanari, che su Il Fatto Quotidiano ha scritto un articolo teso a sottolineare tutte le criticità del progetto. A partire dall’idea di fondo dell’opera, che non sarà altro che «un grande centro commerciale a cielo aperto». La camminata, infatti, sarà intervallata da cinque piattaforme che alterneranno ristoranti (due) ad altrettanti bar e due punti ristoro. In più, la previsione iniziale è di ventimila visitatori di media al giorno, quando l’isola può in realtà accoglierne soltanto mille. Ciò dimostra, dunque, come la passerella sia pensata per essere un fine e non un mezzo.

 

[Il disegno del progetto di WoW]

 

Il prezzo complessivo dell’opera dovrebbe attestarsi sui trenta milioni di euro, che verserebbero interamente i privati. E Christo, che recentemente è stato in visita a Locarno, ha detto di approvare l’idea. Inoltre, spiegano sempre i progettisti, oltre a ristoranti e bar lungo il percorso ci saranno anche dei percorsi tematici pensati per far conoscere ai visitatori arte e bellezze del territorio circostante. C’è chi, come l’architetto Cristiana Storelli, si chiede però se davvero con un’opera del genere si possa parlare di valorizzazione del territorio, arrivando addirittura a definire il progetto della passerella «una cazzata». In ogni caso, ancora per pochi giorni i cittadini ticinesi potranno presentare annotazioni e critiche al progetto, dopodiché si deciderà se procedere o meno.

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