Pena di un anno e mezzo di carcere
per una rapina da 50 centesimi

Dura lex, sed lex. La massima latina è perfetta per raccontare la disavventura giudiziaria di un immigrato tunisino di 53 anni che l’8 dicembre scorso tentò di rapinare cinquanta centesimi, dopo che gli era stata rifiutata una sigaretta, a una coppia bergamasca. Il gup Ciro Iacomino ha infatti condannato l’extracomunitario a una pena severa, nonostante il magro bottino: un anno e mezzo di reclusione, senza i benefici della sospensione condizionale della pena, e 400 euro di multa. Dieci mesi e 244 euro di multa, invece, la condanna per la sua compagna, una cittadina etiope di 40 anni. I due imputati sono stati giudicati con l’abbreviato e hanno quindi beneficiato dello sconto di un terzo previsto dal rito alternativo.

L’episodio era accaduto in via Foro Boario, nelle vicinanze della stazione delle Autolinee, da tempo ritrovo di spacciatori e balordi di ogni genere. Le vittime avevano parcheggiato la loro auto in via Bono e si erano avviati verso il centro. A un certo punto erano stati avvicinati dal tunisino che aveva chiesto una sigaretta. Il ragazzo gliel’aveva rifiutata. E a questo punto le versioni divergono. Secondo la parte offesa, il tunisino aveva chiesto in alternativa 50 centesimi. L’imputato, invece, sostiene che la moneta sarebbe stata offerta, non pretesa. Vistosi rifiutare la sigaretta, l’immigrato aveva detto: «Guarda che te la pago, ti do 50 centesimi». All’improvviso era scoppiata una lite, erano volate ingiurie, ma tutto era finito lì. I due fidanzati, spaventati, avevano ripreso il loro cammino.

Ma poco dopo il tunisino si era ripresentato davanti a loro, stavolta in compagnia dell’amica etiope. C’era stato un secondo diverbio e a questo punto, per l’accusa, il 53enne aveva alzato le mani colpendo al volto il giovane. Poi i due stranieri si erano allontanati, mentre la coppia aveva dato l’allarme. Un equipaggio dell’ufficio Volanti della Questura aveva iniziato le ricerche in zona, ma non aveva trovato traccia degli aggressori. Erano stati gli stessi fidanzati, un paio di ore dopo, mentre stavano tornando alla loro auto a scorgere il tunisino e l’etiope nei pressi della stazione delle Autolinee. Avevano telefonato nuovamente alla polizia, che stavolta era riuscita a rintracciare e arrestare i due per tentata estorsione.

Il gup ha ora derubricato l’accusa in tentata rapina e l’immigrato, che dall’8 dicembre si trovava rinchiuso in una cella della casa circondariale di via Gleno, è stato scarcerato e sottoposto alla misura dell’obbligo di firma.

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