Più forti della commozione

È iniziata con uno spettacolare piatto di tagliatelle al ragù in una trattoria tipica bolognese, è continuata con lo struggente minuto di raccoglimento per ricordare Davide Astori ed è finita con tutto il gruppo nerazzurro ad abbracciarsi sotto la pioggia per una vittoria dal peso specifico enorme nella corsa all’Europa League. Bologna-Atalanta, prima gara di Serie A dopo due rinvii, prima per neve e poi per lutto, è la vittoria del cuore e della grinta di una squadra ormai consapevole dei propri mezzi, che ha attaccato e demolito gli avversari un pezzo alla volta. Non travolgente ma incessante, la squadra orobica ha sempre dato la sensazione di essere superiore pur giocando senza tifosi al seguito.

 

 

Pioggia, vento e tagliatelle: il prepartita. A metà mattina, la partenza da Bergamo è salutata da una leggera pioggia e da un vento freddo ma non gelido. Gli oltre 200 chilometri che separano Città Alta dal capoluogo dell’Emilia Romagna scorrono via senza particolari intoppi e dopo un caffè in zona Lodi, i giornalisti al seguito della squadra orobica si danno appuntamento per il pranzo in una trattoria tipica a due passi da Casteldebole. Il contesto è caldo e accogliente; tra un commento e l’altro sulla politica e sulla Dea, inizia il valzer culinario con picchi di alto livello. Tagliatelle al ragù (ma c’è anche chi sceglie i tortellini brodo), cervo al brandy con mele caramellate e uno splendido dessert a base di mandarino e zuppa inglese sono il contorno perfetto per un’attesa serena, consapevoli che la gara che può diventare decisiva per l’Europa. Dopo il caffè e il breve spostamento allo stadio, il rischio di non entrare per raccontare Bologna-Atalanta a causa di qualche malinteso sull’accredito è alto, ma alla fine il buonsenso prevale su tutto e il posto in tribuna stampa per Bergamo Post si trova.

 

[Quattro tifosi scesi a Bologna e rimasti fuori dallo stadio:
Alberto Boccardi, Giovanna Ravanelli, Mats e Imerio Rizzi]

 

Lucio Dalla e Davide Astori, manca solo il Papu. Mentre si attende la partita, con il settore ospiti vuoto e molte meno presenze rispetto alle diciottomila scarse segnalate dal Bologna nel report ufficiale, da Firenze arrivano pillole emozionanti dell’abbraccio per il capitano Astori. Quando le squadre entrano in campo e inizia il minuto di raccoglimento, succede qualcosa che si vede raramente sui campi di Serie A: un silenzio praticamente assoluto, totale, riempie l’aria mentre Le Rondini di Lucio Dalla viene sparata dagli altoparlanti. Emozionante. La gara inizia con Donadoni e Gasperini in piedi sotto la pioggia; il bergamasco del Bologna si difende dall’acqua con un cappellino ufficiale mentre il brizzolato del Gasp sfida le intemperie e resta nudo sotto i colpi di Giove Pluvio. In campo, le due squadre si affrontano a viso aperto e se il Bologna ci prova ma non punge, la Dea arriva a tu per tu con Mirante con il suo giocatore migliore, ma succede l’inspiegabile: il Papu Gomez, tra lo stupore generale, decide di non decidere, scaricando un improbabile assist verso Castagne invece di provare il tiro. L’emblema del primo tempo è tutto qui. In questo momento Gomez non è al top dal punto di vista mentale e urge un ritorno al passato. Per lui e per tutti noi.

Ripresa da applausi, spunta “Martino”. Dopo il riposo, la squadra di Gasperini preme subito sull’acceleratore e i numeri raccontano di una manovra dal ritmo incessante con l’unico obiettivo di vincere. La prestazione, dal vivo, non è spettacolare, ma nella loro operaia continuità gli orobici giocano bene e arrivano più volte alla conclusione. Con il cambio Krafth per Di Francesco, Donadoni sceglie a un certo punto di puntare al semplice pareggio (come se gli servisse a qualcosa…) mentre i nerazzurri cambiano pelle inserendo i tre attaccanti in panchina e sparigliando le carte grazie al secondo gol stagionale in Serie A di “Martino” de Roon. Con un turbante e qualche punto di sutura in testa (sei per la precisione) messo al volo negli spogliatoi tra un tempo e l’altro, il numero 15 atalantino raccoglie al minuto 83’ un pallone preciso di Ilicic e mette a giro sul secondo palo il punto dello 0-1. Non contenti, gli atalantini tra il 90’ e il 93’ costruiscono ancora palle gol da urlo e vedere Toloi in proiezione offensiva a 18” secondi dal fischio finale con la squadra in vantaggio certifica la mentalità da grande squadra e la voglia totale di tornare in Europa. Gasperini, nel dopo gara, conferma tutto. E adesso dateci la Juve.

 

 

Il rientro a Bergamo e quel gol di André Silva. Dopo la conferenza del tecnico e i saluti ai colleghi con ancora cinque o sei pagine da finire, il rientro a Bergamo inizia sotto una pioggia sempre più continua e il traffico della domenica a tenere tutti svegli. Il collega Giacomo Mayer finisce il suo commento tra i caselli di Bologna e Parma, i discorsi cadono subito sui prossimi impegni con un orecchio ben teso alla radio dove si racconta Genoa-Milan. Dopo un paio di gol annullati dal Var, al casello di Capriate mancano una manciata di secondi alla fine ma la zuccata di André Silva che regala 3 punti al Milan rovina un po’ la bella giornata vissuta al Dall’Ara. Non importa, tifosi atalantini: i pochi intimi orobici presenti in tribuna a Bologna hanno visto una grande Atalanta e ora l’imperativo è continuare così fino alla fine. Lo spazio per crederci davvero è enorme.

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