Il primo rigore per loro non c’era
E ha rovinato tutta la partita

La grande bellezza, sporcata da un altro episodio clamoroso a favore della Lazio (il secondo di fila dopo quello in finale di Coppa Italia) e strozzata da un 3-3 nato proprio dall’inesistente fallo di Palomino su Immobile che ha innescato una parte finale della gara in cui l’Atalanta ha sbagliato troppo e con la Lazio che ne ha approfittato. Sulla strada verso il sogno scudetto, i due punti persi a Roma sono pesanti: la Dea scappa sul 3-0 nel primo tempo (doppio Muriel e Gomez) ma nella ripresa arriva una rimonta incredibile che brucia sia per come è maturata che per l’episodio che la avvia. Peccato, davvero un gran peccato, ma è giusto parlare comunque di un’Atalanta stellare.

Rispetto alle attese, Gasperini manda in campo sia Muriel che Malinovskyi con Ilicic in panchina e nel cuore del gioco Pasalic al posto di de Roon per un assetto che cambia un po’ nella zona avanzata, dove il colombiano si muove da punta centrale e il Papu è rifinitore pronto a inserirsi. Nella Lazio non c’è Lazzari tra i titolari dopo un problema nel riscaldamento. Al suo posto c’è Marusic, per una squadra che almeno in avvio è completamente priva di nuovi acquisti. Giornata di sole a Roma, circa ventimila spettatori presenti di cui 450 arrivati da Bergamo. Nonostante le attese di una gara bella ma equilibrata, fin dai primi minuti la partita è un monologo atalantino e per quasi tutta la durata della prima frazione di gioco sono i bergamaschi a dominare la scena. In lungo e in largo. Al 2’ Malinovskyi cerca fortuna con un bel sinistro da fuori area, alto di poco; l’ucraino al 3’ manda in porta Pasalic che si fa stoppare da Strakosh. La Lazio non riesce nemmeno a uscire dalla propria metà campo, è l’Atalanta a dominare.

Al 12’ Freuler spinge in progressione e scarica per Hateboer: in mezzo ci sono Pasalic e lo stesso numero 11 svizzero pronti a insaccare, ma sulla palla radente nasce un flipper, con il croato che da due passi non insacca. La spinta degli ospiti è impressionante: al 13’ Muriel manda la palla sul fondo su assist di Gomez e dopo alcune altre azioni interessanti arriva finalmente il gol dello strameritato vantaggio a firma proprio di Luis Muriel. Gosens (23’) combina sulla sinistra con Pasalic (tacco per il compagno) e dopo un bel taglio verso il centro l’assist per il numero 9 colombiano viene trasformato in rete sul palo più lontano. Chi si aspetta la reazione della Lazio resta immediatamente deluso: al 25’ i nerazzurri vanno vicini al raddoppio ancora con Muriel e al 28’ il 2-0 del colombiano diventa realtà. Punizione laterale del numero 9, finta di Masiello al centro e palla che si insacca nuovamente sul palo più lontano. La Lazio è in ginocchio e la Dea continua imperterrita a picchiare forte: al 32’ Toloi serve a Gomez, che di sinistro mette sul fondo; al 33’ Malinovskyi su punizione costringe Strakosha alla grande parata e dopo un altro tiro sul fondo di Freuler (36’), l’impressionante superiorità della Dea viene sancita dal tris di Gomez (37’), che su assist di Toloi supera Strakosha e manda le squadre al riposo sul 3-0.

Nella ripresa la formazione nerazzurra cala comprensibilmente l’intensità del gioco per provare a gestire la situazione, ma con il passare dei minuti si capisce chiaramente che è la Lazio ad aver preso in mano il pallino del gioco. Al 57’ Correa manda sul fondo da ottima posizione, al 65’ Immobile sfugge a Palomino e manda fuori da vicinissimo, ma l’episodio arriva, incredibilmente, al 68’: lievissimo contatto tra il numero 6 nerazzurro e il centravanti della Lazio, che cade dopo aver fatto un ulteriore passo. È calcio di rigore (decisione ai limiti dell’incredibile e presa senza verifica diretta del Var da parte dell’arbitro), trasformato dal capocannoniere della Serie A. Il problema non è tanto aver preso gol essendo avanti 3-0, ma è subire il secondo nel giro di quaranta secondi: spizzata di testa per Correa (ancora Palomino in difficoltà), conclusione secca sotto la traversa del numero 11 biancoceleste e partita che al 70’ è incredibilmente riaperta. Da quel momento in avanti inizia una nuova partita. Senza Muriel sostituito da Ilicic, ma soprattutto con de Roon per Pasalic nonostante Gomez sia in evidenti difficoltà fisiche.

Nel finale le due squadre provano a segnare quasi a ogni ribaltamento di campo. Al 78’ Luis Alberto costringe Gollini al tuffo in angolo e al 79’ tocca a Correa chiamare l’estremo difensore della Dea a una grandissima parata con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner. All’80’ è invece Gosens a spedire sul fondo di un soffio. All’82’ Malinovskyi da ottima posizione spedisce a un palmo dal palo e l’Atalanta, all’89’, spreca una tripla occasione in sequenza per segnare il 2-4 (Gomez stoppato da Strakosha poi Malinovskyi e Toloi), dando così il là a una beffa che prende forma al 92’, quando Immobile di mestiere guadagna il secondo calcio di rigore di giornata sul contatto con de Roon. Gollini intercetta il tiro dal dischetto del numero 17 avversario ma non blocca e il 3-3 è servito. Al fischio finale l’Olimpico esulta come se la Lazio avesse vinto, ma la verità è che l’Atalanta resta terza in classifica ed è stata rimontata grazie a un errore arbitrale che nei replay del dopo partita giustificano la rabbia di Gasperini.

 

Lazio-Atalanta 3-3
Reti: 23’ e 28’ Muriel (A), 37’ Gomez (A), 68’ Rig. e 93’ Rig. Immobile (L), 70’ Correa (L)

Lazio (3-5-2): Strakosha, Felipe, Acerbi, Radu, Marusic (46’ Patric), Milinkovic, Parolo (46’ Cataldi), Luis Alberto, Lulic, Correa, Immobile. All. Inzaghi.

Atalanta (3-4-2-1): Gollini, Toloi, Palomino, Masiello (74’ Kjaer), Hateboer, Freuler, Pasalic (59’ de Roon), Gosens, Gomez, Malinovskyi, Muriel (66’ Ilicic). All. Gasperini.

Arbitro: Rocchi di Firenze (Tegoni e Dolfo; Manganiello; Guida e Carbone).

Ammoniti: 27’ Marusic (L), 32’ Parolo (L), 49’ Lulic (L), 58’ Gollini (A), 60’ Toloi (A), 80’ Milinkovic (L), 93’ Immobile (L).

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