Quando licenzia Microsoft
A casa 18 mila persone

Dopo la mail inviata ai dipendenti giovedì 17 luglio, la notizia si è rapidamente diffusa: Microsoft opererà nei prossimi mesi un forte taglio al personale, lasciando a casa 18 mila dipendenti. Tenendo conto che a giugno il gigante del software contava circa 99 mila dipendenti, i licenziamenti riguarderanno circa il 19 percento dei lavoratori. Non certo un piccolo restyling. La comunicazione è arrivata dal nuovo amministratore dell’industria, Satya Nadella, che 5 mesi fa ha sostituito Steve Ballmer nella poltrona di comando dell’impresa tecnologica fondata da Bill Gates. Il taglio riguarderà 13 mila dipendenti nei prossimi sei mesi ed i restanti 5 mila nei sei mesi successivi. L’azienda ha assicurato tutte le possibili garanzie per le persone che rimarranno senza posto di lavoro, ovvero degli incentivi economici il cui impatto sui conti è stato calcolato da Microsoft in una cifra compresa tra gli 1,1 e 1,6 miliardi di dollari per i prossimi quattro trimestri.

La colpa è di Nokia.

Il drastico ridimensionamento del personale è dovuto principalmente all’acquisizione da parte di Microsoft della Nokia, avvenuta nel settembre 2013 per 7,20 miliardi di dollari. Come riporta il Wall Street Journal, ben 12 mila e 500 delle 18 mila persone che verranno licenziate, lo saranno in seguito ai nuovi piani aziendali dovuti all’integrazione dell’universo Nokia nella “pancia” del colosso Microsoft: sono necessarie nuove figure dirigenziali, nuovi tecnici ed anche nuovi operai per la realizzazione di prodotti targati Nokia. Come ha spiegato Nadella nella mail infatti, «mentre eliminiamo ruoli in alcune aree, ne stiamo aggiungendo altri in posizioni strategiche». A rischiare maggiormente, a scapito di quanto si è abituati in questi casi, non sono le figure alla base della piramide aziendale, ma molte figure apicali: la strada della semplificazione organizzativa intrapresa dal nuovo Ceo, comprende innanzitutto la riduzione delle linee di management per rendere i sistemi decisionali interni all’azienda più agili ed accelerare così le decisioni. Proprio seguendo questa linea guida, il progetto – che era stato annunciato solamente a febbraio 2014 – di un cellulare “Nokia X”, low cost ed interfacciato con un sistema Android per poter provare a riguadagnare quote di un mercato dove dominano iOs e Andoid, è stato ora accantonato. Rimane il progetto di uno smartphone per la fascia bassa di mercato, ma confluirà all’interno della linea di produzione Lumia (marchio identificativo degli ultimi smartphone targati Nokia) e dotati di un sistema operativo Windows. Ciò accorcerà i tempi di produzione e lo sforzo innovativo, proprio come vuole Nadella.

Finlandia e Cina i Paesi che subiranno più licenziamenti.

La sezione italiana di Microsoft conta attualmente 900 dipendenti, esclusi i nuovi arrivati dopo l’inglobamento di Nokia che però, nel nostro Paese, non sono stati integrati totalmente all’interno delle strutture Microsoft perché l’Italia è una delle eccezioni mondiali in cui i prodotti Nokia messi sul mercato negli ultimi anni sono riusciti a guadagnarsi una buona fetta di consumatori, circa il 10 percento nel settore smartphone. Questo mette in parte al riparo i dipendenti italiani dell’azienda nata ad Albuquerque. La conferma arriva anche dalle parole dell’ex amministratore di Nokia Stephen Elop, ora responsabile della nuova divisione “devices” di Microsoft, che precisa come le aree maggiormente colpite dal drastico taglio di personale voluto da Nadella saranno Finlandia e Cina. La Nazione scandinava, centro ingegneristico di Nokia, vedrà la chiusura di diversi stabilimenti, tra cui quello di Oulu, con accentramento del personale alle sedi di Tampere e Salo. Una riduzione di ingegneri ci sarà anche nelle sedi di San Diego (USA) e Pechino, ma in Cina, a pagare maggiormente le conseguenze, saranno i centri produttivi. Elop spiega infatti che la produzione verrà accentrata a Pechino e Dongguan, mentre il resto verrà trasferito ad Hanoi (Vietnam), Manaus (Brasile), Reynosa (Messico) e Komaron (Ungheria). Il tutto per poter realizzare al meglio il motto di Nadella: cloud, mobilità, produttività. Tre parole che, ci tiene a precisare il nuovo Ceo, non significano solamente trasferire documenti e passare utilità da pc a smartphone, ma «reinventare la produttività di ogni persona». E, dunque, dell’intera azienda.