Quella benedetta tassa di soggiorno
che a Stezzano ancora non va giù

Un Comune dal forte appeal turistico e dal grande patrimonio storico, in cui si paga persino una tassa di soggiorno per pernottare negli alberghi. No, non stiamo parlando di una città d’arte come Venezia o Firenze ma di Stezzano. Già perché, tra il turismo d’affari, costituito dalle aziende che vi fanno soggiornare i dipendenti in trasferta, e quello di piacere, fatto di vacanzieri veri e propri, questo paese di 13.179 abitanti registra più presenze di Castione e Selvino messi insieme. Non a caso la Regione Lombardia ha inserito Stezzano nell’elenco dei Comuni ad attrattività turistica.

La discussa ricerca di Plus&Plus. Di qui la recente scelta della Giunta Poma di commissionare all’agenzia di marketing «Plus&Plus» di Bergamo uno studio per individuare le potenzialità del paese e poter di conseguenza valorizzare e promuovere il territorio. Si tratta di una necessità posta in essere dall’introduzione della tassa di soggiorno. Nel regolamento, infatti, l’amministrazione afferma che l’introito derivante dall’incasso di tale balzello dovrà essere speso per la promozione del paese.

 

 

Eppure quegli 11.590 euro utilizzati dal Comune per questo progetto di marketing proprio non vanno giù all’opposizione che, dopo aver letto la relazione dello Studio Plus&Plus, ha avanzato seri dubbi sulla sua efficacia e utilità: «Tutti i residenti sanno che a Stezzano non ci sono musei, ma quattro ville di interesse storico (tre delle quali sono private e quindi non aperte al pubblico), alcune strutture ricettive e un certo numero di ristoranti e pizzerie – afferma Elisabetta Sangaletti di «Stezzano Bene Comune» – È ugualmente noto anche che gli eventi culturali programmati da questa Amministrazione comunale si contano sulle dita di una mano e che per attirare partecipanti alle iniziative è necessario pubblicizzare i progetti sul territorio e al di fuori di esso. Per ottenere queste informazioni risapute e per intervistare gli stessi assessori era necessario ingaggiare un’agenzia esterna? E quali strategie sono state suggerite? Un calendario condiviso di eventi e un tavolo di lavoro con le associazioni: si dovevano spendere 11.590 euro per arrivare a tanto? Amministratori capaci e di buon senso avrebbero raccolto i dati del territorio già a disposizione e sarebbero arrivati alle stesse conclusioni, senza spendere nulla».

 

 

La Sangaletti insinua poi che con questa ricerca si voglia «legittimare l’introduzione della famigerata tassa di soggiorno» che tanto ha fatto discutere in Consiglio al momento della sua approvazione: «A Stezzano – prosegue – esiste una Proloco il cui compito sarebbe quello di collaborare con l’assessorato di riferimento nell’organizzazione di iniziative che coinvolgano le associazioni. Quali risultati ha portato finora? Non pervenuti. Le proposte culturali avanzate dello studio di marketing riguardano attività già avviate in passato, che valorizzano le tradizioni locali. Oltre a questo ci vorrebbe però una progettualità che guardi anche al futuro e sia rivolta a giovani, all’ambiente e all’interculturalità. In mancanza di qualche idea nuova, si spendono inutilmente i soldi dei cittadini per avere informazioni arcinote e proposte ovvie».

 

 

Il turismo a Stezzano. Attualmente a Stezzano sono presenti sette strutture ricettive, dei Bed&Breakfast. Per quanto riguarda il target, l’80 percento di chi prenota si trova nel settore business, vista l’evoluzione economica e industriale del territorio. A confermarlo è il direttore dell’Art hotel Maurizio Nugnes: «A livello generale della provincia di Bergamo il problema è la discontinuità tra domanda e offerta; su una disponibilità totale di nove milioni di posti letto annui si è registrato un numero di 1.300.000 presenze, a riprova che chi effettivamente arriva all’aeroporto di Orio al Serio non soggiorna in provincia. Per quanto riguarda il territorio di Stezzano, la tendenza principale riguarda il soggiorno di una o due notti infrasettimanali. La presenza del Kilometro Rosso rappresenta una risorsa ma il problema è che la maggior parte della struttura è ancora vuota. Ultimo fattore che influenza negativamente questa parte di segmento a Stezzano è la presenza di molte strutture ricettive e la maggior parte con un ottimo posizionamento».

 

 

L’amarezza della tassa di soggiorno. Resta infine l’amarezza della tassa di soggiorno che, a quasi due anni dalla sua introduzione, ancora non va giù agli albergatori: «Siamo sempre stati contrari a questa tassa – dichiara il presidente di Federalberghi Bergamo Giovanni Zambonelli – Le amministrazioni lo spacciano per un balzello utile poiché l’introito dovrebbe poi essere reinvestito in progetti a sostegno del turismo. Questo però sistematicamente non avviene e tutto finisce nella fiscalità e nelle spese di gestione corrente del Comune. La tassa è stata un’ulteriore opportunità per fare cassa senza portare alcun vantaggio al turista che è costretto a pagarla senza beneficiare di alcun servizio aggiuntivo. Che poi si dica che Stezzano è un comune ad alta attrattività turistica… beh, ognuno ha la sua opinione in merito. Gli albergatori stezzanesi sono stati da sempre contrari alla tassa di soggiorno e Federalberghi li ha sempre sostenuti in questa battaglia. Purtroppo però non siamo riusciti a ottenere l’esito sperato e, nonostante il malcontento generale, è stata applicata comunque».

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