Seriate, sull’ordinanza antiprofughi
ora arriva il dietrofront di Vezzoli

Dietrofront su tutta la linea. Con l’ordinanza 107 del 14 novembre, il sindaco di Seriate Cristian Vezzoli ha previsto la revoca della precedente ordinanza 78 del 27 agosto, nota come “ordinanza antiprofughi” e che prevedeva sanzioni pecuniarie per i cittadini che avessero accolto richiedenti asilo in immobili di proprietà senza previa comunicazione al Comune. Una decisione figlia più della paura (se così possiamo dire) che di una scelta politica. Sull’atto emesso in estate, infatti, pesano attualmente due distinti ricorsi: il primo, al Tar della Lombardia, notificato il 3 novembre dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Bergamo e nel quale si richiedeva l’annullamento per eccesso di potere; il secondo, al Tribunale di Bergamo, notificato il 10 novembre dalla Cooperativa Ruah, che si occupa dell’accoglienza di circa 1.600 richiedenti asilo dei 2.700 presenti nella Bergamasca, e dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), che ritenevano l’atto «illegittimo e discriminatorio».

In particolare, Ruah e Asgi chiedevano un risarcimento danni di ben diciottomila euro. La stessa richiesta è stata avanzata verso altri quattro Comuni della Bergamasca (Ardesio, Palazzago, Pontida e Palosco) che avevano emesso uguale ordinanza. «Il putiferio c’è solo perché al centro dell’azione ci sono i richiedenti asilo, ma noi da sempre combattiamo gli atti discriminatori» commenta il presidente della Ruah, Bruno Goisis. «Siamo iscritti all’Unar, l’albo antidiscriminazioni: stiamo facendo soltanto il nostro dovere». L’udienza era fissata a gennaio e, se il Comune fosse stato condannato, avrebbe dovuto versare i soldi richiesti, con la possibilità che, successivamente, la Corte dei Conti si rifacesse direttamente sul…»

 

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