L’accento bergamasco della Moto3
Tutti a tifare Locatelli e Valtulini

Ve li ricordate quei tipi ganzi, un po’ alla Fonzie, quelli che «con un cacciavite fa miracoli» come cantava Battisti? Sentite qui: «A me piace stare in garage perché ho studiato da meccanico e mi piace smontare e rimontare il motorino o qualsiasi altra cosa. Dalle mie parti si dice fare il manovale, e non ci posso fare nulla se mi piace». Lui si chiama Andrea Locatelli, corre in Moto3 e punta a fare un mondiale strepitoso. Il Motomodiale è un punto di partenza per ragazzi come lui, mica di arrivo. Andrea è nato a Selvino e nel 2013 è diventato campione italiano. «Un’emozione bellissima», aveva detto. Piccoli Valentino Rossi crescono. Pure a casa nostra, Berghém, e vanno in giro per il mondo a conquistare la gloria. Andrea tifa Atalanta, ha 18 anni, la vacanza ideale è la montagna (e ti pareva) e il ciuffo sparato come si usa adesso (ma ovviamente non si vede perché è schiacciato dal casco). A dargli un’opportunità è stata la Leopard Racing. Andrea correrà con la Honda e sarà in squadra con Fabio Quartararo e Joan Mir. Generazione di fenomeni sulle due ruote, certo, quelli che stanno per iniziare la stagione in Qatar.

 

1476246_559053304270565_2031103924391493581_n

 

4mila fan su FB. Tu chiamali se vuoi: piloti. Del futuro, però. Con la faccia giovane e l’aria emozionata. Quelli come Andrea hanno ancora l’aria da studentelli delle superiori all’ultima fila. Sognano scorribande in motocicletta guardando fuori dalla finestra. Bergamo ha la sua tradizione. A tenere alti i colori bergamaschi ci aveva pensato, per tre lustri, un altro Locatelli, Roberto (ma non sono parenti), finché a fine 2009 aveva appeso il casco al chiodo. Questo Locatelli, Andrea, è la promessa del futuro. Lo chiamano Loka, con la cappa che fa un po’ alternativo. Ha coraggio e sa, come tutti i piloti, essere imprudente. Ma sa essere umile. Quando si è aggregato al nuovo team ha subito chiarito: «Darò il massimo, mi preparerò come non ho mai fatto e cercherò di ripagare la fiducia». Ha già più di 4mila fan su Facebook, il Loka. Un universo in continua espansione.

 

12801159_1705599366363969_6881407994868864796_n

 

Stefano Valtulini. Come quello di Stefano Valtulini, ovviamente per tutti il Valtu, che è di Bolgare e ha un diploma da perito meccanico. Lui non tifa Atalanta ma Milan sì, e quando non va in moto cosa fa: «Ricerco funghi». Prima di una gara la ragazza non la vuole vedere, «lo sai che voglio rimanere concentrato». Del resto, anche per Stefano questa sarà una stagione interessante. Correrà con 3570 Team Italia e l’obiettivo dichiarato è fare il massimo. Tradizione: podi. Odia le persone che fingono di volerti bene e il proverbio preferito è quello della gatta che ci lascia lo zampino. Va beh. Il Valtu, come tutti, è cresciuto all’ombra dei grandi duelli tra Vale e Max Biaggi, tra Capirossi e tutti gli altri. La gente su Fb gli scrive «Bergamo tifa per te» e «dài Valtu spacca tutto». Lui fa un mi piace, e per ora può anche bastare. Anche lui sarà sulla griglia di partenza per il World Championship della Moto3. Dopo i primi tre giorni di test ha detto: «Con la squadra abbiamo fatto un ottimo lavoro e migliorato molto il feeling con la moto fin dal primo giorno. Siamo distanti dai primi, ma lavorando sodo ci possiamo avvicinare molto». Lavoro, lavoro, lavoro. Si sente che sono dei bravi bergamaschi.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.