Sky ha preso Mtv: cosa cambia
(la nostalgia della “Mtv generation”)

Nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, è finita un’era. O meglio, un caposaldo di una generazione si vede costretta a cambiare musica, se non l’avesse già fatto. Sì, perché Mtv Italia, il canale musicale per eccellenza, saluta e si rinnova. Quel meraviglioso agglomerato di note, interviste, volti nuovi e freschi, musica dal sapore internazionale e soprattutto videoclip che dal 1997 ha accompagnato tutti coloro che sono nati tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso non esiste più. La notizia è giunta dopo che già a giugno erano giunte le prime indiscrezioni attraverso La Repubblica. Il 31 luglio l’annuncio ufficiale: la tv satellitare Sky ha comprato Mtv. Questo, in poche parole, quanto successo. Per essere più precisi, alla cifra di 19 milioni di euro, Sky Italia ha acquisito la Nuova Società Televisiva Italiana s.r.l., società editrice di Mtv Italia. Lo storico logo, però, rimarrà di proprietà della Viacom International Media, cioè la casa madre di Mtv nel mondo, che gestirà la programmazione del canale in collaborazione con il ramo italiano dell’impero di Rupert Murdoch.

 

 

Il contrattacco di Sky. La data dell’1 agosto non è stata scelta a caso: lo stesso giorno del 1981, sulle televisioni americane, debuttava Mtv con le parole di John Lack («Ladies and gentleman, rock and roll») seguite dalla messa in onda del primo videoclip musicale, Video killed the radio star dei The Buggles (scelto come sfida). Sempe l’1 agosto, del 2003 però, in Italia prendevano il via invece le trasmissioni di Sky Italia. Insomma, un cerchiolino rosso sul calendario che, visti i precedenti, i protagonisti dell’operazione sperano sia di buon auspicio. E così, pochi giorni fa, è andato in scena il primo vero contrattacco di Sky ai rivali di Mediaset, che negli ultimi mesi hanno inferto un duro colpo alle programmazioni italiane di Murdoch attraverso importanti investimenti per la loro tv a pagamento.

 

 

Con l’acquisizione di Mtv, Sky prende soprattutto possesso del canale 8 del digitale terrestre: una mossa fondamentale. Dopo i canali 26 e 27, rispettivamente Cielo e Sky Tg 24 in chiaro, la rete satellitare si pone tra i primi 9 tasti del telecomando “gratuito”, quelli più pigiati e guardati dai telespettatori. Almeno per ora al canale 8 rimarrà il logo storico di Mtv e la programmazione sarà gestita in collaborazione fra Sky e Viacom, ma è molto probabile che, col passare del tempo, il colosso di Murdoch prenderà sempre più spazio e in futuro potrebbe scomparire dalla tv in chiaro il brand Mtv. Anche perché la mossa di Sky è scaltra e inattesa per certi versi: se Mediaset gli ha dichiarato battaglia sulla tv a pagamento, acquisendo i diritti di esclusiva della Champions League e di diverse grandi case produttrici cinematografiche, la tv satellitare con sede a Rogoredo ha rilanciato puntando sul… gratuito. Il canale 8 permetterà a Sky non solo di avere una nuova base free aperta a tutti, ma anche di usufruire di una programmazione che già da tempo si era votata al generalismo abbandonando l’ambito strettamente musicale e la possibilità di raggiungere un target di pubblico che è storicamente tra i più giovani della tv.

 

skyitalia

 

Cosa cambia nella programmazione. La vera domanda, a questo punto, è cosa cambierà nella programmazione. I palinsesti verranno ufficialmente presentati a fine agosto, ma non è difficile pensare che Sky possa sfruttare il canale 8 come vetrina per il proprio ricchissimo bouquet satellitare, cosa che già accade con Cielo. Il vantaggio, però, sarà la possibilità di mantenere i programmi di maggior successo di Mtv (Il testimone, 16 anni e incinta, i vari Shore, gli Euro Music Awards, l’Mtv Day e gli Mtv Awards) e avere un posto di rilievo sul telecomando di ogni telespettatore, al fianco di Rai, Mediaset e La7. Non è un caso che la nuova programmazione verrà svelata proprio con il via della fase a gironi dell’Europa League, i cui diritti sono una esclusiva di Sky: possibile che Mtv diventi teatro in chiaro di una sfida settimanale delle italiane in campo. Stessa cosa può accadere con la Moto GP, che già su Cielo, in differita, sta portando a casa ottimi dati di audience. Un’altra arma potrebbe essere il ricchissimo portafoglio di serie tv in possesso di Sky, oltre ai suoi seguitissimi show (da X Factor a Masterchef, passando per Hell’s Kitchen e Italia’s Got Talent), che è probabile che vengano trasmessi in differita di qualche settimana sul canale del digitale terrestre.

E che fine fa Mtv? In tutto questa rivoluzione ci si chiede che fine farà Mtv, il canale che ha dato vita, tra gli anni ’90 e 2000, alla cosiddetta “generazione Mtv”. A dire il vero quella Mtv là è già da diverso tempo che non c’è più: negli ultimi 5 anni, infatti, il canale ha progressivamente abbandonato la sua vocazione musicale per aprirsi sempre più alla televisione generalista, seppur improntata su un pubblico giovane. Dimostrazione è il fatto che dal 2011 lo storico logo del canale ha perso la dicitura “Music Television”, che lo contraddistingueva sin dalla sua nascita. La vera crisi d’identità, oltre che economica, risale addirittura al 2009: il crollo delle pubblicità e dei telespettatori portò la società editrice a non rinnovare i contratti di molti collaboratori, decisione che provocò il primo grande sciopero italiano dell’azienda. Ma è l’1 luglio 2011 la vera data di svolta per Mtv Italia, perché è allora che si varò il piano per la trasformazione del canale da rete musicale a vera e propria rete generalista. Del resto il metodo di fruizione musicale da parte degli utenti, negli anni, è notevolmente cambiata e con l’avvento di Youtube, mp3 e streaming sono ben pochi quelli che attendono con ansia il passaggio del videoclip della loro canzone preferita su Mtv. Già da tempo la musica ha lasciato spazio a telefilm e show e il passaggio sotto l’ala di Sky pare la soluzione migliore per una rete che pareva sempre più senza futuro.

 

[I volti passati per Mtv Italia negli anni]

La fine di un’epoca. Davanti a tutto ciò, resta il sapore amaro della fine di un’epoca, per quanto breve. Dal suo debutto sulla tv italiana, avvenuto l’1 settembre 1997 con la trasmissione dell’Mtv Day guidato dagli U2, Mtv Italia ha progressivamente conquistato uno spazio d’onore nei cuori e nelle passioni dei ragazzi nati tra gli anni ’80 e ’90, quelli che oggi vengono definiti Millennials. Per il canale 8, negli anni, sono passati alcuni dei volti più freschi e (nel loro piccolo) rivoluzionari della nostra tv: Victoria Cabello, Andrea Pezzi, Kris & Kris, Francesco Mandelli (detto il “Nongio”), Fabrizio Biggio (che proprio con Mandelli andrà a creare il duo comico di enorme successo “I soliti idioti”), Giorgia Surina, Marco Maccarini, Daniele Bossari, Camila Raznovich, Valeria Bilello, Federico Russo, Paolo Ruffini e tanti altri.

 

 

Su Mtv sono passati i più grandi protagonisti della musica pop italiana e internazionale degli ultimi 20 anni grazie a programmi diventati cult come TRL o Mtv Select e il canale 8 è stato teatro di programmi innovativi e in controtendenza quali Loveline (primo programma televisivo italiano a trattare apertamente tematiche riguardanti il sesso) e Mtv Supersonic (90 minuti di musica live di uno specifico artista). Quella Mtv lì, oramai da anni, non esiste più, ma la presa di coscienza collettiva è arrivata nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto 2015, quando il video di Eros Ramazzotti, in onda alle 04.55 su Mtv Music Italia, è stato troncato per fare spazio al feed internazionale unico. Per tutti coloro che, almeno una volta nella loro adolescenza, hanno stipato piazza Duomo a Milano nella speranza di poter salutare il proprio idolo musicale di turno ospite a TRL, è la fine di un’epoca. Ora la musica cambia. Speriamo sia altrettanto coinvolgente.

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