Smanettoni del mondo, leggete qua
C’è la Hall of Fame dei videogame

Una Hall of Fame dei videogiochi. È questa l’ultima trovata americana che sembra quasi voler stuzzicare il pubblico a stelle e strisce in vista dell’uscita del film Pixels, pellicola che vedrà Adam Sandler a capo di un gruppo di smanettoni intenti a salvare il mondo dai protagonisti dei giochi virtuali.

 

strong nationa museum

 

A Rochester, nello Stato di New York, ha sede lo Strong National Museum of Play, fondato nel 1968 da Margaret Woodbury Strong, una collezionista di oggetti di uso quotidiano, tra cui bambole e giocattoli di ogni tipo, che decise di impegnarsi per dar vita ad un luogo dove le sue passioni potessero essere ammirate. Dopo la sua morte, la struttura, formata esteriormente da padiglioni con la forma di giganteschi cubi di Rubik, ha ospitato le varie aree d’esposizione dei giochi, arrivando ad estendersi per circa 26mila metri quadrati. Dal 2009 lo Strong, come viene comunemente chiamato, è anche sede del centro internazionale per la storia dei videogiochi che quest’anno ha inaugurato la speciale classifica di cui parlavamo poc’anzi. Per poter essere ammessi nella categoria dei migliori videogame di tutti i tempi, occorreva passare il giudizio di una commissione di esperti (giornalisti del settore) e in seguito attraverso il voto del pubblico online.

I videogiochi dovevano rispondere alle seguenti caratteristiche: essere noti e celebri, avere longevità e durata nel tempo, avere o avere avuto una certa diffusione a livello internazionale e, infine, aver influenzato lo sviluppo di altri giochi successivi o il costume della società. Come affermato dagli organizzatori, lo scopo era «dare un riconoscimento ai videogame che sono rimasti popolari nel tempo e che hanno influenzato l’industria dei giochi elettronici, la cultura pop e la società». Su 15 ammessi alla finale, soltanto 6 sono stati insigniti dell’opportunità di far parte dell’ambita classifica. Nomi ultranoti come FIFA, The Legend of Zelda, Minecraft, Angry Birds, Pokémon, The Sims o Space Invaders non sono stati ritenuti “degni” di un posto. Per questi ultimi ci sarà la possibilità di essere ammessi alla Hall of Fame il prossimo anno. Ecco quelli che invece sono stati ammessi alla classifica.

 

Pong

1972: sfondo completamente nero e racchette, rete e palla in bianco. Pong è stato uno dei primi videogame a essere messo in commercio, come un simulatore, oggi assai rudimentale, del gioco del ping-pong. Eppure questa sua semplicità sembra essere stata proprio l’arma in più che gli ha permesso, a oltre 40 anni di distanza, di diventare un’icona del settore.

 

Doom

Il capostipite di tutti i videogiochi di sparatorie. Prodotto nel 1993 da Id Software per pc, in soli 4 anni ottenne un successo spaventoso, vendendo oltre 15 milioni di copie. Il giocatore, nei panni di un marine inviato nello spazio, deve sterminare tutto quello che incontra durante le diverse missioni.

 

Tetris

Nonostante il suo nome sia subito accostato alla società americana Atari, la nascita di Tetris la si deve al programmatore russo Aleksej Pažitnov che nel 1984 inventò il conosciutissimo rompicapo. Da quel momento in poi fu un continuo miglioramento per uno di quei giochi che tutt’ora viene utilizzato spesso e volentieri come passatempo in ogni angolo del globo.

 

Pac-man

Siamo nel 1980 quando Tohru Iwatana programmò la celebre pallina gialla con due piccoli occhi che tutto mangia e che cerca di scappare dai fantasmi multicolor. Nel 2010 ha ricevuto il premio come gioco più installato sui videogiochi con oltre 290mila installazioni.

 

Super Mario

Baffo morbido e scuro, cappellino rosso e salopette blu: non poteva mancare nella Hall of Fame dei videogiochi Super Mario, il simpatico idraulico italo-americano protagonista, per Nintendo, di mille avventure assieme al fratello Luigi. Dal 1983 il “carpentiere jumpman”, primo progetto della casa giapponese, lasciò il posto a Mario: un cambio che si rivelerà lungimirante e vincente.

 

The World of Warcraft

Il più giovane dei premiati, essendo in commercio dal 2004, ma anche quello con più possibilità di crescita, con i suoi 10 milioni di utenti attivi nel mondo. Si può accedere al mondo fantasy, fatto di stregoni, cavalieri e mostri, solamente su internet, pagando un abbonamento, ed è uno di quei giochi che attualmente crea maggior dipendenza.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.