Il sogno d’una città universitaria
«Bello, ma non è così semplice…»

L’ipotesi di Seriate città universitaria ha acceso il dibattito politico in Consiglio comunale, lunedì. Nel corso della seduta, il consigliere comunale della lista civica «24068» Damiano Amaglio ha presentato un emendamento a un ordine del giorno depositato il 14 agosto che ha suscitato la reazione della maggioranza. Nell’odg Amaglio invitava l’Amministrazione a rispondere alla manifestazione d’interesse avanzata dall’Università di Bergamo per l’acquisizione di ulteriori spazi sul territorio.

Il bando, in scadenza il 10 settembre, era stato pubblicato dall’Ateneo il 12 luglio allo scopo di soddisfare la richiesta di nuove aule, laboratori, sedi amministrative e residenze studentesche, da ricercare, in particolare, nei Comuni di Bergamo e Dalmine, oppure nelle aree dell’hinterland immediatamente confinanti. Inizialmente, la proposta avanzata dal consigliere di minoranza era che il Comune offrisse all’Università l’immobile in via Marconi denominato ex-Asl. Un’ipotesi, questa, sulla quale l’Amministrazione si era già mossa in modo autonomo, avviando il 29 luglio le procedure necessarie per partecipare al bando. «Riconosco la bontà dell’azione del Comune – ha spiegato il consigliere Amaglio -. La ragione per cui ho presentato l’emendamento, scegliendo di discutere e di non ritirare il documento, è per capire se Seriate città universitaria sia un tema che sta a cuore a tutte le forze politiche. Una unitarietà di intenti che non si traduca solo nella partecipazione formale a un bando. Il mio invito all’Amministrazione è, al di là dell’esito del bando, di avviare un percorso di reale confronto con l’Università». «All’inizio del mandato non ho colto una effettiva convinzione sull’argomento e credo sia già una conquista aver fatto cambiare…

 

Articolo completo a pagina 45 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 ottobre. In versione digitale, qui.

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