50 i Forestali nella bergamasca
(alla sede centrale di Roma 800)

Nessuno sfugge alla spending review, nemmeno le divise delle forze di polizia. Il ddl Madia ha ottenuto l’approvazione della commissione degli Affari costituzionali in merito ad alcuni punti di divergenza, uno dei quali propone l’unione del Corpo Forestale dello Stato negli altri corpi (probabilmente nella Polizia), pur mantenendo egualmente funzioni di tutela ambientale ed alimentare. L’emendamento, presentato da Giorgio Pagliari del Partito Democratico, prevede una riorganizzazione delle forze di polizia presenti sul territorio nazionale, per evitare sovrapposizioni di campo di azione dei singoli corpi, e sarà portato in aula prima della fine di marzo. I sindacati sottolineano che resteranno comunque in funzione gli organi del corpo forestale legati alle Regioni a statuto speciale.

La situazione attuale. In Italia sono cinque le forze di polizia e sono composte da 305 mila unità. L’Arma dei Carabinieri, con collocazione autonoma legata al Ministero della Difesa (105 mila persone), la Polizia di Stato, dipendente dal Ministero dell’Interno e dal Dipartimento della pubblica sicurezza (95 mila), il Corpo della Guardia di Finanza, che risponde al Ministero dell’Economia e delle Finanze (60 mila), il Corpo di polizia penitenziaria, legato al Ministero della Giustizia (38 mila), e infine il Corpo forestale dello Stato, dipendente dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (8 mila). Nonostante i tagli degli organici degli ultimi anni, con circa 30mila unità in meno tra polizia e carabinieri, l’Italia rimane tra i primi Paesi europei per numero complessivo di agenti.

Renzi: «Da 5 a 4 corpi». Il premier Renzi ha così commentato la proposta di legge: «Siamo tutti d’accordo che dobbiamo andare verso una sempre maggiore interazione delle forze di polizia. Per questo i corpi scenderanno da cinque a quattro. Questo Governo intende combattere perchè non si formi uno stato di polizia ma di pulizia in questo Paese». Il Corpo Forestale conta oggi mille stazioni dislocate in zone rurali e montane, oltre a Comandi provinciali presenti in 15 regioni, complessivamente ammontano a 1.200 strutture. La situazione muta da regione a regione, con esuberi nel sud Italia e gravi mancanze al nord, che portano ad una disomogenea distribuzione territoriale, aspetto che fa riflettere ulteriormente se si pensa che solo nella sede centrale romana operano 800 unità. Non solo: dal 2011 sono state create Sezioni di Polizia giudiziaria della Forestale a servizio della magistratura presso Procure e Tribunali, con la conseguente scopertura di circa il 15% sull’intero territorio nazionale.

Il Corpo Forestale. Il 15 ottobre 1822 re Carlo Felice di Savoia istituì l’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi che, con la legge n. 277 del 2 giugno 1910, veniva riorganizzato come Corpo Reale delle Foreste, sponsorizzando l’acquisto di boschi e di terreni per il demanio statale. Nel 1926, in pieno periodo fascista, venne trasformata in Milizia Nazionale Forestale con il compito di rendere produttivo il territorio a disposizione (in concomitanza con la creazione dei primi parchi nazionali e la bonifica di alcune aree del Paese). Il nome attuale di Corpo Forestale dello Stato è stato attribuito con il Decreto Legislativo 804 del 12 marzo 1948 che gli affidò «i compiti di salvaguardare il patrimonio boschivo nazionale, di proseguire l’opera di sistemazione dei versanti e di vigilare sulle buona pratiche selvicolturali». Gli anni Settanta hanno poi visto un aumento delle competenze delle Regioni sulla Forestale che, con il Codice di Procedura Penale del 1988, ha visto assegnare ai suoi membri la qualifica di Ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria. Il Santo patrono dei forestali si festeggia il 12 luglio ed è San Giovanni Gualberto, fondatore del monastero di Vallombrosa. Come recita il sito ufficiale:

Il Corpo Forestale dello Stato svolge attività di polizia e controllo del territorio, protezione civile, antincendio boschivo, antibracconaggio, protezione di specie della flora e fauna minacciate di estinzione (CITES), controlli comunitari nel settore agricolo e forestale, nonchè divulgazione tecnica e scientifica in campo ambientale.

Il dirigente generale della Forestale è Cesare Patrone dal quale dipendono sei differenti servizi che articolano il proprio lavoro in 15 divisioni. I servizi sono: Polizia ambientale forestale agroalimentare e Protezione civile, ambiente e territorio, affari generali programmazione e gestione risorse finanziarie e strumentali, gestione risorse umane, servizio centrale e scuola ed servizio ispettivo. A livello locale il compito è ripartito nei comandi regionali e provinciali.

Bergamo. L’attività del Comando Provinciale del Corpo Forestale di Stato di Bergamo, dipendente dalla sede regionale di Milano, conta circa una cinquantina di unità coordinate dal comandante Rinaldo Mangili, delle quali 12 operano nella sede di Bergamo che è il secondo Comando Provinciale più ampio di tutta la Lombardia dopo Brescia. Dalla relazione sul bilancio 2014 per il controllo dell’ambiente nell’area bergamasca si evince che sono stati effettuati 6.000 controlli,1.153 sono le persone controllate, 469 sono gli illeciti rilevati, dei quali 393 (- 7,3% rispetto al 2013) per infrazioni alle normative ambientali, che hanno comportato sanzioni amministrative per un importo di 215.958,37 euro nei confronti di 451 persone, e 76 (+ 40,8% rispetto al 2013) per violazioni alle norme penali; le persone sanzionate sono invece 529, delle quali 78 sono state denunciate all’Autorità giudiziaria. La maggior parte dei controlli (85,5% del totale) ha riguardato la tutela del territorio in aree montane e rurali, del paesaggio e delle risorse idriche (2.020 controlli in totale), della fauna e della flora (1.725 controlli), degli inquinamenti e dello smaltimento illecito di rifiuti (636 controlli); il 12,4% ha riguardato la sicurezza pubblica (protezione civile) ed il pubblico soccorso (obiettivi sensibili e Servizio Meteomont in 4 stazioni per la previsione delle valanghe) ed il 2,1% il servizio di ordine pubblico. Da ultimo il Comando Provinciale è impegnato nella riorganizzazione delle sedi periferiche, in particolare a causa della soppressione della sede di Clusone i Comuni di competenza passano in parte al Comando Stazione di Gromo ed in parte al Comando Stazione di Vilminore di Scalve; mentre a causa della soppressione della sede di Sotto il Monte i Comuni di competenza passano in parte al Comando Stazione di Curno ed in parte al Comando Stazione di Almenno San Salvatore); verrà invece aperta, a breve, la nuova sede di  Martinengo per rispondere alle esigenze dei cittadini nel territorio della pianura bergamasca; in tal modo le sedi passeranno da 12 a 11, aggiungendosi a Curno, Almenno San Salvatore, Colzate, Gromo, Lovere, Vilminore, Cedrina, Piazza Brembana, Sarnico e Trescore Balneario.