Spari, minacce e incendi: le follie
del 37enne di Osio Sotto arrestato

Minacce, incendi, colpi di pistola, intimidazioni. Martedì mattina Giovanni Oberti, 37 anni di Osio Sotto, titolare del maneggio “La Pinosa” di Mariano di Dalmine, è stato portato in carcere su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale con diverse accuse, tra cui quella di tentato omicidio aggravato e stalking. Vittime della sua sete di vendetta la famiglia titolare del campo adiacente al maneggio, che Oberti voleva acquistare per ampliare l’attività e quella di una ragazza di 17 anni con la quale aveva avuto una breve relazione. «Le gravi condotte delittuose commesse, la ripetitività delle stesse, la persecuzione posta in essere contro le medesime persone dimostrano che ci troviamo di fronte ad un individuo che, oltre a essere privo di capacità di autocontenimento, è anche aggressivo e ossessivo nel perseguimento dei suoi scopi illeciti», scrive il giudice delle indagini preliminari nell’ordinanza, emessa su richiesta del pubblico ministero Antonio Pansa. L’indagato viene descritto come «individuo pericoloso e violento», tanto che nel 2014, in seguito ad un litigio con la sua fidanzata di allora, aveva torturato e dato fuoco al cagnolino di lei mentre si trovavano a una gara di equitazione a Rimini.

 

 

I vicini nel mirino. Nel 2003, Giovanni Oberti aveva preso in affitto parte del terreno accanto al maneggio, ma poco dopo aveva smesso di pagare, accumulando un debito di 15 mila euro e perdendo così il diritto all’utilizzo del campo. Alle nuove richieste di vendita, i proprietari del terreno avevano risposto di no, così il 37enne aveva iniziato con le sue ritorsioni: dal 28 agosto 2008 al 23 gennaio 2017 sono state presentate contro di lui ben 13 denunce. Nel giugno scorso, come si legge nell’ordinanza, Oberti minaccia alcuni contadini che stanno tagliando l’erba nel campo, ordinando loro di smettere di lavorare, poi di lasciare l’erba nel prato per farla marcire, poi di portare il foraggio al suo maneggio. Il 30 luglio nuove minacce e, dato che i lavoratori non si piegano alle sue richieste, Oberti cosparge di benzina il sedile della falciatrice, per poi rivendicare il fatto e minacciare ritorsioni ben più gravi. Da qui un’escalation di intimidazioni: il 26 agosto spara in direzione dell’abitazione dei vicini due colpi d’arma da fuoco calibro 357, il 2 settembre li minaccia con l’arma in pugno, il 26 settembre dà fuoco alla legnaia e a una copertura, un mese dopo incendia il deposito dell’azienda agricola «danneggiando irrimediabilmente la soletta e…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 36 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 marzo. In versione digitale, qui.

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