Gli scenari futuri per lo stadio
dopo il ricorso dell’Albinoleffe

Una partita vinta, ma un campionato ancora tutto da giocare. Così si potrebbe riassumere il “match” dell’Atalanta per poter dire di essere veramente proprietaria dell’Atleti Azzurri di Bergamo. Con l’apertura delle buste avvenuta mercoledì 10 maggio, infatti, al club nerazzurro l’impianto cittadino è stato soltanto assegnato (con un’offerta di 8,6 milioni di euro circa). Affinché il cambio di proprietà sia completo bisognerà attendere novanta giorni, ovvero la tempistica prevista per il rogito. Nel frattempo, come anticipato in un articolo pubblicato a pagina 6 e 7 del BergamoPost in edicola dal 12 maggio, tutto può ancora succedere. E l’ipotesi che avevamo previsto è avvenuta: l’Albinoleffe, unica società oltre all’Atalanta ad aver partecipato, ha presentato un secondo ricorso dopo quello contro il bando in sé e per sé già presentato nei giorni antecedenti l’apertura delle buste. Questa volta il club seriano ricorre contro l’assegnazione dello stadio all’Atalanta, chiedendo inoltre una sospensiva dell’efficacia del provvedimento.

L’offerta dell’Albinoleffe, come è oramai noto, non è stata ritenuta ammissibile dalla commissione di Palazzo Frizzoni. La Commissione tecnica del Comune di Bergamo, infatti, ha ritenuto non valida un’offerta che prevedeva la costruzione di un impianto di appena diecimila posti a sedere. Una richiesta così palesemente “lontana” da quanto previsto dal bando che era praticamente certo che non sarebbe stata ammessa. Ma il fatto che il club seriano l’abbia comunque presentata, gli ha permesso di maturare il diritto di fare ricorso. Insomma, vista la modalità con cui è stata presentata l’offerta bluceleste (evidentemente inammissibile), non è da escludere che il presidente Andreoletti abbia deciso di partecipare soltanto per accedere al diritto di ricorrere contro l’assegnazione. Ma c’è di più. L’Albinoleffe, infatti, ha richiesto anche la sospensiva, cosa non fatta con il precedente ricorso contro il bando. In tal maniera, il Tar arriverà a una decisione al riguardo in circa sessanta giorni, prima quindi del rogito. Se la richiesta di sospensiva venisse accolta, per Atalanta e Comune sarebbero guai: tutto l’iter verrebbe bloccato prima del passaggio effettivo di proprietà e, quindi, lo stadio rimarrebbe assegnato alla società nerazzurra ma in mano a Palazzo Frizzoni, e ciò fino a quando il Tar non si pronuncerà sul merito della questione. Si parla di almeno tre, se non quattro anni di attesa (visto che le decisioni del Tar sono appellabili in Consiglio di Stato). Tre o quattro anni in cui tutto rimarrebbe fermo. Se, invece, il Tar dovesse respingere la richiesta di sospensiva, allora il rogito potrebbe avere luogo. Ciò nonostante, la questione proseguirebbe comunque fino a una pronuncia sul merito, ma con molte meno paure: difficilmente, infatti, il Tar prima respinge la richiesta di sospensiva e poi accoglie il ricorso nel merito.

 

[Il rendering del nuovo stadio dell’Atalanta – Studio De8 Architetti]

 

La certezza, al momento, è che il nuovo ricorso dell’Albinoleffe non fa altro che rendere ulteriormente complessa una situazione che, già prima, non era certo così lineare come invece si poteva pensare. Già con il primo ricorso contro il bando, infatti, il club seriano era riuscito a mettere (legittimamente, va detto) i bastoni fra le ruote all’Atalanta. In quel caso, però, l’Albinoleffe non ha richiesto alcuna sospensiva, cosa che ha permesso la regolare chiusura del bando ma che lascia pendente, sopra le teste di società nerazzurra e Comune, una spada di Damocle. Prima che il ricorso venga valutato nel merito, infatti, passeranno anni. Anni in cui non solo il club della famiglia Percassi sarà diventato legittimo proprietario dell’impianto (a questo punto, però, secondo ricorso dell’Albinoleffe permettendo), ma in cui l’Atalanta avrà anche già investito tantissimo denaro. A quel punto, se i giudici dovessero dar ragione ai blucelesti, il bando verrebbe annullato e lo stadio tornerebbe in mano al Comune, il quale si vedrebbe costretto a risarcire interamente l’Atalanta degli investimenti compiuti. Stiamo parlando di almeno 25 milioni di euro, soldi che Palazzo Frizzoni non avrà mai a disposizione.

Per questi motivi, dunque, la questione stadio è tutt’altro che risolta. A quanto pare, l’Albinoleffe non ha minimamente intenzione di mollare la presa. L’Atalanta, dal canto suo, difficilmente si muoverà finché non avrà la certezza che gli investimenti che compirà sullo stadio saranno completamente tutelati. In questo quadro, il rischio di uno stallo in attesa di una risposta definitiva da parte del tribunale non è da escludere. E Bergamo, dopo aver sfiorato il sogno più dolce, si vedrebbe costretta a nuovi lunghi anni di amara attesa.

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