Un secondo tempo da veri campioni, ma è 1-1

SECONDO TEMPO

Nella ripresa è un’altra Atalanta. E si vede subito: al 47′ Pasalic pesca stupendamente Ilicic solo in mezzo all’area, ma il controllo dello sloveno, per una volta, non è precisa e l’azione sfuma. Questione di minuti, però: al 49′, infatti, grande anticipo difensivo di Toloi, che verticalizza per il Papu largo a sinistra, cross al bacio in mezzo dove arriva come un treno Pasalic, che incorna l’1-1. Il City è in netta difficoltà e al 55′ serve un’uscita di testa del portiere Bravo (subentrato a Eduardo a fine primo tempo per infortunio) per negare il gol all’Atalanta. I pericoli maggiori, però, la Dea li crea sui calci piazzati, sfruttando la fisicità superiore rispetto agli inglesi. Al 63′, ad esempio, su un corner del Papu è bravissimi Djimsiti ad anticipare tutti sul primo palo, ma il colpo di testa esce veramente di pochissimo. Altra grande occasione nerazzurra al 71′ su un tiro-cross di Pasalic che quasi non va a infilarsi proprio nel sette, ma è bravo Bravo. Un minuto dopo ancora Djimsiti, stavolta sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti calciata benissimo da Ilicic: il difensora manca il pallone di pochissimo. Guardiola si gioca la carta Aguero, ma la partita continua a essere dominata dai nerazzurri. E all’80’ l’episodio che potrebbe cambiare la partita: Gundogan sbaglia malamente un passaggio, il Papu recupera a centrocampo e lancia in profondità perfettamente Ilicic, abbattuto da Bravo. Rosso e City che non solo resta in dieci, ma non ha neppure più portieri da schierare nemmeno in panchina. Inizia così un momento di calcio assurdo: per otto minuti il gioco resta fermo perché non si capisce chi Guardiola voglia schierare in porta o togliere. Alla fine, fuori Mahrez e in porta ci va il terzino destro Walker. Gasp intanto ha messo Malinovskyi, che calcia proprio la punizione di potenza e mette subito alla prova il portiere improvvisato avversario, che comunque in due tempi blocca. Gli otto minuti buttati dal City, però, sono serviti a rompere il ritmo offensivo dei nerazzurri, che nel finale infatti, nonostante i sette minuti di recupero e l’ingresso di Muriel, non riesco mai a rendersi pericolosi, anche grazie alla tecnica dei giocatori avversari che tengono il pallone lontanissimo dalla propria area. Alla fine arriva il fischio finale: 1-1 e primo, storico punto per l’Atalanta in Champions. Intanto Dinamo Zagabria e Shakhtar hanno fatto 3-3 alla fine di una partita pazzesca (al 90′ gli ucraini perdevano 3-1) e quindi le speranze qualificazione agli ottavi della Dea restano vive, perché con due vittorie sarebbe seconda.

 

 

PRIMO TEMPO

Parte bene l’Atalanta, che davanti a circa trentamila bergamaschi prova a incutere timore al City. E al 4′ ci riesce: Castagne crossa da sinistra col destro e trova sul secondo palo Hateboer, che colpisce però malissimo il pallone. Peccato. Da quel momento, il City cresce e al 7′ passa ancora una volta con Sterling, autore di una tripletta all’andata: palla dentro per Gabriel Jesus, che di tacco vede l’inserimento in area dell’ala inglese, lo serve e lo mette solo davanti a Gollini. Non sbaglia ed è vantaggio ospite. Il Manchester ha il controllo della partita ma non affonda, mentre la Dea si appiglia soltanto a un Ilicic ispirato ma veramente troppo solo là davanti. Al 23′ occasione per il City: Djimsiti (in grande difficoltà, così come Toloi) perde una palla sanguinosa in fase di disimpegno, Bernardo Silva recupera e, come nell’occasione del gol, cerca Gabriel Jesus che serve Sterling in profondità: l’inglese non ci arriva di pochissimo. Cinque minuti dopo altra chance per gli ospiti: De Bruyne vola sulla sinistra e vede Sterling a rimorchio in area di rigore. Solo un intervento miracoloso di Hateboer in scivolata salva tutto. Al 35′ serve invece un grande Gollini per negare il raddoppio a Mahrez: l’algerino, ben servito da Jesus, controlla bene, si fa spazio e lascia partire un sinistro angolato dal limite su cui il portiere nerazzurro ci arriva in tuffo. Al 38′ meravigliosa palla in profondità di De Bruyne per Sterling, che brucia sullo scatto Toloi. Il brasiliano lo trattiene e per l’arbitro è rigore. Il Var, però, dimostra che era fallo dal limite. Sulla punizione, battuta dallo stesso Sterling, Ilicic salta con il braccio largo e ancora una volta il Var dà stavolta il giusto rigore. Al 43′ dal dischetto si presenta Gabriel Jesus, che calcia però davvero malissimo a lato. La Dea ha così un sussulto e si spinge in avanti, schiaccia gli avversari, si conquista anche una punizione dal limite ma non crea nessun vero pericolo prima dello scadere della prima frazione.

 

 

LE FORMAZIONI UFFICIALI

L’Atalanta di Champions scende in campo per la seconda volta a San Siro e affronta la squadra più forte del girone: il Manchester City di Guardiola. All’andata finì 5-1 per gli inglesi, trascinati da un incontenibile Sterling, autore di una tripletta. Ora i ragazzi di Gasperini hanno l’occasione rifarsi e provare a raccogliere il primo storico punto della storia nerazzurra nella competizione più prestigiosa. Gasp rinuncia al centravanti di ruolo e lascia in panchina Muriel. In attacco, al fianco di Gomez c’è Ilicic, il trequartista è Pasalic. In difesa, con Toloi ci sono Djimsiti e Palomino. Il City, rispetto alle previsioni, inserisce Fernandinho e lascia in panchina Stones. Confermata la panchina anche per Aguero perché domenica il City ha in programma il big match contro il Liverpool. Sugli spalti del Meazza sono circa 35 mila i tifosi bergamaschi.

ATALANTA (3-4-1-2)  Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler, Castagne; Pasalic; Gomez, Ilicic.

MANCHESTER CITY (4-3-3) Ederson; Cancelo, Fernandinho, Otamendi, Mendy; Gundogan, De Bruyne, Bernardo; Mahrez, Sterling, G Jesus.

 

IL PREPARTITA
di Fabio Gennari

Una notte da leoni. Magari meno belli di altre volte, certamente concentrati fino all’ultimo secondo, sperando che i marziani rimasti (sono sei gli assenti in casa City) non siano troppo attenti alla piccola Atalanta, ma pensino già al grande Liverpool. La gara in programma questa sera al Meazza tra la Dea e il Manchester City è uno di quegli appuntamenti che possono segnare in modo indelebile la storia di una società. I nerazzurri non hanno nulla da perdere e proveranno a vincere, gli altri sono più forti ma l’obiettivo è costringerli a dimostrarlo sul campo. Se ci riescono, vincono loro. Senza dubbio.

 

 

La carica dei 35 mila: giochiamo uno in più. Mai come questa volta, la spinta del pubblico può essere importante. In casa loro, Aguero e compagni sono abituati a tifosi che sembrano di plastica da tanto sono finti. Pochissimo incitamento, partecipazione al gioco pessima ed esultanze misurate nemmeno si fosse a teatro. I circa tremila orobici al seguito dell’Atalanta a Manchester un paio di settimane fa si sono dimostrati di molto superiori ai padroni di casa e stasera la spinta sarà dieci volte più forte. Da Bergamo si metterà in viaggio un lungo serpentone di veicoli fin dal pomeriggio, l’accesso alla zona dello stadio non si preannuncia semplice dalle 17 in poi, ma chi non ha grossi problemi si muoverà di sicuro appena dopo pranzo. Milano è vicina, farà freddino ma non importa: come anticipato nei giorni scorsi, il peso specifico del match è minore rispetto alla gara con il Cagliari, ma avendo perso con i sardi la spinta morale che può dare un risultato contro il City è davvero grande.

 

 

Formazione: come a Napoli, senza Gosens e Zapata. Gli unici due assenti sicuri della partita sono il tedesco Gosens e il colombiano Zapata. L’esterno numero 8 di Gasperini ha un fastidio muscolare che gli provoca dolore pur non essendoci nella zona delle lesioni, la sua presenza a Genova è da valutare, ma questa sera sarà in tribuna a tifare i suoi compagni. Per Zapata il discorso è simile, l’infortunio muscolare è quasi del tutto superato, ma con appena due mezzi allenamenti in gruppo non si poteva pensare di rischiarlo. In attacco questa sera ci saranno di sicuro Ilicic (squalificato per due giornate in campionato) e Gomez, mentre la terza maglia se la giocano Malinovskyi e Pasalic. Il croato è favorito, a Napoli Gasperini ha scelto proprio lui anche per passare in pochi secondi a un centrocampo a tre con Papu regista e de Roon e Freuler a protezione. In difesa Masiello partirà ancora dalla panchina come Kjaer, sugli esterni Hateboer e Castagne sono i superstiti mentre il portiere sarà Gollini e il centrale vicino a Freuler sarà de Roon.

 

 

Le parole di Gasperini e Freuler. “Il coefficiente di difficoltà è alto, ma se facciamo un punto siamo ancora dentro”. Ne è convinto il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini che ha parlato alla vigilia della gara. “Si riparte dallo 0-0 – ha spiegato ieri in conferenza stampa – ed è giusto che noi pensiamo anche di poter vincere. Reazione dopo la sconfitta con il Cagliari? Mi aspetto una gara di valore contro un grande avversario. Il City oltretutto vuole fare in fretta per arrivare primo, è giusto così. Noi rimarremo gli stessi di sempre, non siamo capaci di fare diversamente. Siamo arrivati a questo punto con la nostra filosofia, nonostante i tanti gol presi, che di certo non fanno piacere. San Siro? Un teatro fantastico per la Champions, anche se è chiaro che vorremo giocare in casa nostra. Per i tifosi sarà comunque una festa, ma a loro vorremmo regalare una soddisfazione in termini di risultato”.

Il centrocampista Remo Freuler, però, non si fida degli inglesi e mette in guardia. “Anche se domenica li aspetta una sfida importante contro il Liverpool – ha dichiarato – credo che la rosa del City sia talmente importante che Guardiola non avrà grossi problemi a mettere in campo una squadra tosta. Ci sono calciatori molto forti, vorranno chiudere il discorso qualificazione e sta a noi fare di tutto per strappare un risultato importante”.

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