Tra vulcani e gallerie del vento
Così si prepara Aru, il bergasardo

Fabio Aru torna a correre sulle strade italiane al trentanovesimo Giro del Trentino, al via martedì 21 aprile da Riva del Garda. La corsa trentina è una vera e propria anteprima del Giro d’Italia, che scatta il 9 maggio da Sanremo. Aru – che all’ultimo Giro si rivelò al grande pubblico ottenendo un entusiasmante terzo posto – vorrebbe fare come il suo capitano Vincenzo Nibali, che nel 2013 anche senza essere al massimo della forma vinse il Giro del Trentino e subito dopo trionfò al Giro d’Italia. Per lo scalatore sardo (ma da tempo residente a Ponte San Pietro) questa sarà la terza partecipazione al Giro del Trentino: ha sempre chiuso fra i primi dieci della classifica generale. La prima volta era proprio il 2013, quando vinse il suo capitano Nibali: Aru arrivò quarto.

 

 

Chi lo scoprì. A scoprire il talento di Aru è stato il bergamasco Olivano Locatelli, storico direttore sportivo della del Team Palazzago-Fenice: lo notò che era ancora un bambino e correva con la maglia della Sardegna al Giro di Lunigiana. Gli dissero: lascia perdere, è uno che fa ciclocross, è la prima volta che corre su strada. Se quella era la prima volta, pensò Locatelli, figurarsi cosa sarebbe diventato. Insomma, lo prese. Per Fabio fu durissima lasciare la sua terra e la sua famiglia. Poi però è diventato un bergamasco d’elezione: con i primi stipendi da professionista si è comprato un appartamento a Ponte San Pietro e adesso vive lì con la sua fidanzata Valentina, torinese. Fabio quest’anno ha fatto il suo debutto stagionale alla Parigi-Nizza. Poi ha corso il Giro di Catalogna, e adesso ci prova al Trentino. Soltanto dopo le prime due tappe deciderà assieme al suo preparatore Paolo Slongo se correre anche la Liegi-Bastogne-Liegi domenica.

La preparazione. Aru si è preparato nei mesi invernali con lunghi periodi in altura al Sestriere, assieme al suo compagno di squadra Paolo Tiralongo: ogni tanto passavano il confine e andavano a provare le salite più famose del Tour de France. Proprio prima del Trentino, però, Fabio è andato in ritiro con Nibali sul Teide, un vulcano alto 3718 metri nell’isola di Tenerife, alle Canarie. Il vero salto di qualità Aru se lo aspetta a cronometro: correre contro il tempo non è mai stata la sua specialità, ma negli ultimi mesi del 2014, prima di andare in vacanza con la sua Valentina, è stato nella galleria del vento di Morgan Hill, in California, proprio per migliorarsi. Ha fatto centocinquanta chilometri in tutto, provando 20 diverse configurazioni, cinque posizioni, tre tipi di casco e tre diverse biciclette. «Il mio obiettivo era quello di migliorare l’aerodinamica in sella a tutte e tre le bici».

 

 

Verso il Giro. Il suo scrupolo è tanto più comprensibile se si considera che al prossimo Giro d’Italia rischia di diventare una tappa decisiva la lunghissima cronometro del 23 maggio, da Treviso a Valdobbiadene: 59,2 chilometri alla vigilia della tappa (la quindicesima) che arriva a Madonna di Campiglio. Sul Teide, Aru e Nibali, assieme al loro allenatore Slongo, hanno fatto tre allenamenti lunghi e intensi: primo giorno da cinque ore e mezzo, secondo da sei e mezzo-sette, terzo da tre e mezzo-quattro con la bici da crono. Per un totale di circa sedici ore di allenamento in tre giorni. Quarto giorno: riposo. Di queste triplette i due corridori dell’Astana ne hanno fatte in tutto tre. Dopo il Giro del Trentino, Aru tornerà al Sestriere con Slongo per un ultimo blocco di preparazione in vista del Giro d’Italia. Aru arriverà alla corsa rosa con 17-18 giorni di corsa nelle gambe (l’anno scorso ne aveva 13).

 

 

Un anno fa il gregario a Scarponi. Durante uno dei ritiri al Sestriere Aru ha anche avuto modo di studiare il finale della terza tappa del Giro, da Rapallo a Sestri Levante, che presenta diverse difficoltà negli ultimi chilometri. Il suo primo Giro d’Italia fu nel 2013: dopo il quarto posto al Trentino (e la vittoria nella classifica dei giovani) si presentò alla corsa rosa come gregario di Nibali, a ventidue anni. L’anno scorso doveva fare da gregario a Scarponi, ma dopo il ritiro del capitano è diventato lui il numero uno dell’Astana: terzo sul podio finale di Trieste dopo il successo di Montecampione e il secondo posto nella cronoscalata del Grappa.