Un cimitero per animali a Stezzano?
Il Comune non è affatto convinto

Lui è un esperto del settore. È un impresario di pompe funebri ed è anche stato il primo in Italia ad aprire un cimitero per animali. Lo ha fatto in provincia di Torino, a Piobesi Torinese, e ora vorrebbe realizzarne uno anche a Bergamo, a Stezzano, per la precisione. Il terreno lo ha già individuato, ma è agricolo e, per ospitare il cimitero, bisogna cambiarne la destinazione d’uso. Così ha scritto al Comune per chiedere la modifica ma, da aprile a oggi, non ha ancora ricevuto risposta. Nel frattempo, alle persone che perdono il proprio amico a quattro zampe non rimane che rivolgersi al veterinario e far smaltire la carcassa da una ditta specializzata. C’è chi invece sotterra l’animale in giardino o nei boschi, ma sono pratiche non consentite dalla legge.

L’imprenditore in questione si chiama Antonio Servidio, ha 50 anni, ed è titolare dell’agenzia di pompe funebri «La Bergamasca». Vive a Bergamo da quattro anni, si è trasferito qui dal Piemonte per amore. «Tornavo da una vacanza a Capoverde e sono sbarcato a Orio al Serio – racconta -. Ho incrociato lo sguardo di una donna mentre saliva la rampa mobile ed è stato un colpo di fulmine». Da lì ha venduto le sue sei agenzie funebri a Torino e ne ha aperte altrettante nella nostra provincia. Una di queste si trova a Stezzano.

 

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Antonio Servidio mostra il terreno a ridosso della Provinciale 470
dove vorrebbe realizzare il cimitero.

 

Il funerale per gli amati animali. Quando viveva in Piemonte, nel 2001 gli è venuta l’idea di aprire un cimitero per animali. In 15 anni ha fatto il funerale a circa 1.500 tra cani, gatti, criceti, tartarughe, pesci rossi, conigli, uccellini. E perfino a un cavallo. «Si chiamava Furia – racconta Servidio – è stato il funerale per animali più costoso che io abbia mai fatto». Il prezzo infatti varia a seconda del peso del soggetto, che può essere cremato e poi sotterrato o direttamente inumato. Furia era bello pesante. «Sopra la fossa viene sistemata la tomba e la lapide in granito con la fotografia, come per quelle degli umani – spiega – Poi cerchiamo di soddisfare le richieste del committente con le varie decorazioni. Abbiamo anche sotterrato i cani di una parente dell’avvocato Gianni Agnelli». I padroni degli animali defunti, quelli che possono permetterselo, si sbizzarriscono: ci sono tombe con sopra la statua del caro estinto, ci sono fiori, lumini, peluches, palline e palloni, topolini giocattolo, poesie scolpite sulla pietra. «Un funerale normale costa circa 300 euro – spiega l’imprenditore – Noi, al “Parco degli animali”, così si chiamava, avevamo anche una stanza per il commiato e, al termine della sepoltura, davamo una copia delle chiavi alla persona che aveva scelto di far riposare il suo animale nel nostro cimitero, così poteva andare a trovare il suo amico a quattro zampe quando voleva». Le salme rimangono in terra per 6 anni, poi vengono dissotterrate e messe in una fossa comune.

 

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La festa a settembre. L’ultima domenica di settembre, al «Parco degli animali» di Piobese Torinese, viene fatta una festa e il cimitero viene aperto a tutti coloro che lo vogliono visitare. Inoltre vengono anche raccolti dei fondi per le associazioni animaliste, che si sistemano con i gazebo all’ingresso del parco. «Una volta, durante la festa, è venuta anche Licia Colò a fare un servizio per la televisione», ricorda Antonio.

La proposta di Servidio. Per quale motivo Antonio Servidio non ha ancora aperto il suo cimitero per animali in provincia di Bergamo? Questioni burocratiche. «Ho trovato un terreno idoneo a ridosso della rotatoria d’accesso alla strada provinciale 470, nel territorio di Stezzano. Così lo scorso aprile ho inviato la mia richiesta al Comune, chiedendo che venisse modificata la destinazione d’uso del terreno, attualmente agricolo, e lo facessero diventare di servizio. Ho allegato un progettino del parco con il forno crematorio e la piantina dell’area. Ho illustrato la mia idea e ho anche specificato che verserei al Comune 10 euro per ogni animale cremato proveniente da fuori Stezzano. Ho protocollato il tutto il 18 aprile e non ho ancora ricevuto risposta».

 

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La sede del Comune di Stezzano.

 

La posizione del Comune. L’imprenditore ricorda che c’è una legge regionale che autorizza la creazione di luoghi per la tumulazione degli animali, ma qui non si tratta di autorizzare o meno il cimitero. Lo spiega il vicesindaco e assessore al Commercio Giovanni Calabria: «Al signor Servidio non è mai arrivata una risposta scritta, ma gli ho personalmente spiegato più volte la motivazione. Quella che ha inviato in Comune è una proposta di variazione della destinazione d’uso di un terreno, è un’osservazione sulla modifica del Pgt, il Piano di Governo del Territorio. Come la sua ne sono arrivate molte altre, ma noi possiamo prenderle in esame solamente nel momento in cui effettueremo una revisione generale del Pgt, che avverrà prima della fine del mandato di questa Amministrazione. Come dice il regolamento, gli uffici non hanno l’obbligo di rispondere a ogni proposta, se non in sede di revisione generale».

Antonio Servidio però non è d’accordo: «Prima di chiedere l’autorizzazione per aprire questa attività, ho bisogno del parere favorevole dell’Ats e dell’Arpa. Sono procedure piuttosto lunghe. Io vorrei una risposta scritta dal Comune di Stezzano, così potrei guardarmi in giro per individuare altri terreni idonei in altri paesi. Non voglio rimanere in stand-by per altri tre anni». Ma dal municipio la risposta è chiara: «È questione di procedura, non possiamo farci nulla», conclude Calabria.

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