Il mitico e iconico Vinicio Capossela
che viene a consegnarci le lauree

È tempo di tocchi lanciati in aria e di corone di alloro, e come l’anno scorso l’Ateneo e la città hanno deciso di riconoscere il giusto tributo ai suoi neo laureati con un evento davvero speciale. Torna infatti domenica 6 ottobre il Graduation Day, il giorno in cui circa cinquecento neo dottori riempiranno Piazza Vecchia alla presenza di oltre milleduecento invitati, tra i quali spiccano, per fama e posizione istituzionale, Letizia Moratti (presidente di Ubi Banca, nonché già sindaco di Milano, presidente Rai e ministro dell’Istruzione) e Vinicio Capossela, eclettico cantante e polistrumentista che tanto piace ai ragazzi e agli adulti per la sua musica intellettualmente ironica, colta, raffinata pur senza mai perdere contatto con una dimensione popolareggiante, un misto tra osteria e caffè letterario che ha fatto breccia nel cuore di molti garantendogli una carriera costellata di grandi album e anche diverse soddisfazioni in altre declinazioni della cultura, a partire dalla letteratura narrativa, che ha visto Capossela dare il suo contributo con quattro libri tra il 2004 e il 2015.

 

 

La musica nel sangue e nel Dna fin dalla nascita: il nome Vinicio è stato scelto dai genitori per omaggiare il celebre fisarmonicista omonimo, di cui il padre era un grande fan. La famiglia Capossela è originaria dell’Irpinia (papà Vito è di Calitri, di Andretta invece la madre), ma la terra che ha dato i natali a Vinicio il 14 dicembre di cinquantaquattro anni fa, è la Germania, e per la precisione Hannover. La sua formazione, manco a dirlo, avviene in Emilia Romagna nell’epoca d’oro dei cantautori. Già in tenera età, infatti, Vinicio si era lì trasferito con la famiglia. E lì è cresciuto umanamente e artisticamente, fino a quando, sul finire degli anni Ottanta, un talent scout di eccezione ha segnato il suo nome sul taccuino, aprendogli le porte della musica che conta. Stiamo parlando nientemeno che di Francesco Guccini, che ha puntato forte su Vinicio Capossela lanciandolo nell’ambizioso contesto del Club Tenco.

 

 

L’album d’esordio non si è fatto attendere, ed è stato un disco che ha davvero saputo dare una potente scossa alla musica italiana dell’epoca. Il disco si chiamava All’una e trentacinque circa e la title track (canzone che dà il titolo al disco) è ancora oggi una delle sue più amate. Un disco da Targa Tenco, capace di…

 

Articolo completo a pagina 10 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 ottobre. In versione digitale, qui.

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