Al laghetto di Valgua, il Beppe
fa crescere i pesci della Val Seriana

In tanti ad Albino conoscono il laghetto Valgua dedicato alla pesca sportiva, a Bondo Petello. Ma in pochi sanno che lì esiste un incubatoio ittico dove vengono allevate trote marmorate e trote fario mediterranee per il ripopolamento dei fiumi e dei laghi della Val Seriana. Un luogo dedicato anche alla didattica per bambini, che imparano molto sul ciclo di vita dei pesci e sulla fauna ittica del territorio bergamasco. «Sono diventato responsabile di questa struttura sette o otto anni fa – racconta Beppe Magni, volontario Fipsas –, all’inizio ci si concentrava molto sul progetto “Alla scoperta dei laghi e dei fiumi bergamaschi” e si faceva qualche ripopolamento di pesci, ma poco. Da quando sono arrivato, mi sono dedicato soprattutto a quest’ultima attività. Naturalmente i bambini vengono ancora e mostriamo loro come alleviamo le trote. Mostro loro le vasche e il ciclo di vita del pesce, dall’uovo all’avannotto. Sono molto interessati, si divertono e imparano molte cose».

 

 

«Insieme ai bambini facciamo la spremitura a secco, una tecnica non invasiva che consiste in un massaggio della trota per far uscire le uova dalle femmine e il liquido seminale dai maschi. Aggiungendo l’acqua, la vita si attiva e gli spermatozoi fecondano le uova. Appena le uova vengono fecondate assumono la colorazione arancione tipica, mentre quelle non fecondate restano bianche. Le uova restano in vaschette apposite per circa 40/50 giorni, dopodiché si schiudono e le larve cercano una tana per nascondersi e attraverso dei piccoli fori si spostano in una vaschetta sottostante, dove restano per altri 40 giorni. Dopo sposto gli avannotti in altre vasche più grandi, dove resteranno fino a che non riceverò dalla Provincia il piano di semina per il ripopolamento. È un documento che indica con esattezza quanti pesci devo seminare in ogni corso d’acqua, calcolati proprio sulla base della portata dell’acqua. Ogni anno immetto nelle acque bergamasche oltre 100 mila pesci. Una parte importante del mio lavoro è la selezione dei riproduttori – spiega –; ogni anno scelgo le trote migliori per ognuna delle due specie che alleviamo qui. La scelta di queste due specie, la trota marmorata e la fario mediterranea, non è affatto casuale. Sono specie autoctone, originarie del nostro territorio. La marmorata si riproduce tra novembre e dicembre, mentre la fario tra gennaio e febbraio. Questo mi permette di fare una spremitura all’anno per ciascuna specie in tempi separati. In questo modo esistono meno possibilità di ibridazione. Abbiamo alcuni esemplari alloctoni da mostrare ai bambini e perfino un raro esemplare di trota azzurra. È bellissima, vorrei cercare di farla riprodurre».

«Quando è il momento di ripopolare le acque presto aiuto anche al mio amico Luca Ripamonti, che a Ponte Nossa alleva salmerini e trote lacustri per ripopolare i laghi di Valgoglio e Bondione. Insieme ci occupiamo della semina della fauna ittica di tutta la Val Seriana. Questo incubatoio ittico è in comodato d’uso per vent’anni, ne sono passati già sedici. Tra quattro anni non so se ce lo daranno ancora in gestione, magari quando la proprietà lo riscatterà ci farà pagare un affitto. In caso contrario dovremo trovare una nuova sede. Il mio lavoro è molto importante – conclude –, è un grosso aiuto al fiume. Se le persone sapessero quanto è faticosa la vita di un pesce, tra predatori, inquinamento e azione invasiva dell’uomo, sarebbe più interessata a loro. Da giovane andavo a pescare, adesso mi passa quasi la voglia pensando alla dura vita dei pesci. Gli ittiologi dicono che ogni anno raggiunge l’età adulta solo lo 0,5 per cento del totale delle uova!»

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