Alex, che sale le montagne di corsa
e vince da anni in maglia azzurra

Si è conclusa sabato 13 maggio con un enorme successo la prima edizione di 535 in Condotta. La ripida corsa ha visto impegnate ben 350 persone lungo i 2200 gradini che risalgono la centrale Enel di Bordogna, frazione di Roncobello in alta Val Brembana. Ai nastri di partenza si sono alternati semplici amatori e campioni della disciplina, che si sono sfidati con tempi stratosferici. Tra questi atleti, con il tempo record di 17 minuti e 11 secondi, sul podio più alto è salito Alex Baldaccini, organizzatore della competizione ma anche atleta della nazionale Italiana di Corsa in Montagna. Nato a San Giovanni Bianco il 3 aprile 1988, veste la maglia azzurra nella Nazionale dal 2011, collezionando non solo medaglie ma anche grandi soddisfazioni. Lo abbiamo incontrato.

Alex raccontaci qualcosa di te. Cosa fai nella vita?
«Sono laureato con lode in Fisioterapia e diplomato in Massoterapia. Da due anni gestisco il centro AB Fisio, che fornisce prestazioni fisioterapiche a domicilio oppure nel nostro studio di San Pellegrino Terme. Ho iniziato a correre con il Gruppo Sportivo Orobie fin da ragazzo, e da allora non ho più smesso!».

Nell’ultima gara ti sei trovato a vestire una triplice veste: organizzatore, concorrente e… vincitore! Come è andata?
«535 in Condotta è stata veramente un successo sotto ogni aspetto. Nessuno di noi pensava a una simile affluenza. Negli ultimi due giorni, proprio a ridosso della gara, abbiamo ricevuto tantissime chiamate di adesione nonostante fossimo già sold out. Abbiamo programmato 350 iscritti e con quelli abbiamo dovuto chiudere. Purtroppo non restavano nemmeno più pettorali!».

Una soddisfazione amplificata ancor più da una meritata vittoria…
«Non pensavo, un po’ per la tensione dovuta all’organizzazione dell’evento, ma anche per le altre maglie azzurre presenti in gara, di solito miei compagni di squadra. Quindi ragazzi che conosco bene e che so quanto siano veloci! Invece l’emozione e il tifo hanno avuto un’influenza più che positiva sull’esito della gara».

Come si diventa maglia azzurra?
«Ho indossato la prima maglia azzurra nel 2007, all’inizio quasi per caso, come juniores nella corsa in montagna. Per i quattro anni successivi sono poi passato alla corsa campestre, sempre con la maglia della nazionale. La passione e l’amore per le montagne, probabilmente proprio perché ci sono nato e cresciuto, hanno però prevalso, riportandomi nel 2011 alla disciplina che tutt’ora praticaro. La corsa in montagna resta quella che mi appassiona di più e mi dà più soddisfazione. Questo mi ha permesso di entrare a far parte di un ambiente diverso e di conoscere compagni di squadra con qui mi sono trovato benissimo e con cui ho costruito un rapporto di amicizia, sportività e competizione. Siamo legati in un team affiatato».

Sembra che però, purtroppo, della Nazionale Italiana di Corsa in Montagna si senta parlare poco.
«Purtroppo è davvero così. Mediaticamente non siamo molto forti. Per prima cosa è bene spiegare che la corsa in montagna è una disciplina dell’atletica leggera, proprio come la maratona, quindi riconosciuta a livello internazionale. Al contrario di quanto si possa pensare abbiamo ormai raggiunto il trentesimo mondiale. La nostra nazionale è formata da quattro atleti, che vengono selezionati nei campionati italiani disputati durante l’anno. Dai mondiali dello scorso anno è nato un movimento, promosso proprio da noi, volto a smuovere la situazione a livello politico per cercare di portare questa disciplina alle olimpiadi. Un motivo in più è il fatto che la corsa off road alle olimpiadi non ci sia ancora. Speriamo che qualcosa possa muoversi in questa direzione e di poterla vedere al più presto!».

 

 

Quante sono vittorie le collezionate in questi anni?
«In questi anni abbiamo vinto tantissime medaglie sia nei campionati europei che in quelli mondiali, sia in gare individuali che a squadre, dove abbiamo ottenuto risultati altissimi… Io, nel mio piccolo, ho collezionato due medaglie individuali, che sono il bronzo e l’argento agli ultimi due europei. Nel 2015 la Nazionale Italiana è stata Campione del Mondo a squadre nei mondiali di Galles, mentre l’anno scorso per l’ennesima volta siamo stati campioni europei, sempre nella disciplina a squadre».

Tutto questo comporta onorificenze e vittorie, ma anche sacrifici?
«Naturalmente comporta sacrifici, che vengono pero ripagati da enormi soddisfazioni. Vestire la maglia azzurra in un mondiale, trovarsi di fronte ai migliori esponenti della propria categoria e confrontarsi con loro è un’emozione molto difficile da spiegare. A rendere tutto ancor più magico è il pensiero e la responsabilità di rappresentare il proprio Paese. Noi ragazzi della Nazionale di Corsa in Montagna non possiamo vivere del nostro sport, cosa che succede per la maggior parte delle maglie azzurre delle altre discipline. Non prendiamo “stipendio” dalla Federazione e dobbiamo unire la passione con la vita e il lavoro di tutti i giorni, cercando di conciliare entrambe le cose. Naturalmente, come ho già detto, i sacrifici vengono ripagati dalle immense emozioni. Poi questa è la mia passione!».

Progetti futuri?
«Tra 15 giorni iniziano i campionati italiani di corsa in montagna, che sì svolgeranno in Trentino, validi come prova di selezione per i campionati europei, che si terranno invece in Slovenia il 9 luglio. Io nei precedenti europei mi sono classificato una volta secondo e una terzo. Speriamo che il 2017 porti un’altra medaglia!».

Alex ha indossato la maglia azzurra in gara per ben 16 volte negli ultimi anni, collezionando ben 15 medaglie nelle varie discipline: sei d’oro, quattro d’argento e cinque di bronzo. E, dopo la vittoria alla 535 in Condotta, sembra proprio che non voglia fermarsi!

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