Chi è davvero Carlo Codega?

In copertina, Heath Ledger interpreta Casanova nel film del 2005. E sfoggia il codino nobiliare settecentesco.

 

Di certo l’avrete sentito dire piuttosto spesso, da nonne, zie, mamme e affini: «Dai Carlo Codega…». Eh, sì: lo tiriamo in ballo per qualsiasi cosa: un taglio di capelli sbagliato, i pantaloni che ormai non ci vanno più bene, le scarpe di tanti anni fa, quelle che ormai non si usano più. Al poveretto fischieranno le orecchie da anni, anzi, da secoli, ormai. Il passato è il suo forte e ai suoi tempi, a quanto pare, doveva essere un vero spasso per tutti, visto che lo citiamo per qualsiasi cosa, purché sia bizzarra.

Non solo a Bergamo. Ricordato dai vecchi ma anche dai giovani, il suo nome rimbalza di bocca in bocca, di generazione in generazione, non come una moda ma, piuttosto, come un simpatico ritornello spesso incalzato nella nostra tradizione. Sembra, in realtà, che il signor Carlo Codega non sia una conoscenza esclusivamente bergamasca, ma che sia noto ai bergamaschi come ai bresciani, ai milanesi come ai piacentini, e addirittura pare che anche i fiorentini parlano di lui. Ma il punto è: alla fine, chi diavolo è Carlo Codega? E cosa avrà fatto di tanto importante per diventare così famoso?

 

 

Un nobile settecentesco? Sul suo conto molto si è detto e tante sono le supposizioni formulate sulla sua identità, qualcuno è convinto che Carlo Codega sia uno tra gli aristocratici del Settecento con delle bizzarre abitudini estetiche. Si ricordi poi che in quel secolo era infatti consuetudine, tra i nobili, lisciarsi i capelli con un singolare unguento a base di grasso di maiale: pur di rendere il loro codino più compatto e lucente, i signori dell’alta società erano disposti a impiastricciarsi i capelli con la cotenna di maiale, conosciuta anche come Codega. Secondo questa versione quindi, il famoso tempo di Carlo Codega indicherebbe l’epoca in cui si acconciavano i capelli in questo modo, una pratica che già nell’Ottocento andò in disuso. E dall’Ottocento indicava dunque qualcosa di superato.

 

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Acconciature settecentesche.

 

Forsei ai tempi della Rivoluzione Francese… Ma non tutti sono d’accordo. C’è chi dice che le radici dei famosi «tempi di Carlo Codega» siano più politiche e che vadano rinvenute in Francia, prima della Rivoluzione francese, quando il codino rappresentava – appunto – un elemento di distinzione sociale, dato che il popolo si accontentava di tagli più corti e meno sofisticati. Dopo la Rivoluzione e, soprattutto, dopo il Congresso di Vienna (1815), all’epoca della Restaurazione, chi portava il codino era di conseguenza considerato un conservatore, retrogrado e reazionario. Dunque l’espressione cotenna/codega era ben adatta ad additare qualcosa di vecchio e sorpassato. Non sorprende, a tal proposito, che l’Imperatore d’Austria, Francesco I, venisse accolto, dai popolani milanesi, con un inequivocabile: «Franceschin cont ‘l covin, cont ‘l tupè: va via vè!» («Vattene tu che hai il codino e la parrucca») al suo ritorno a Milano.

L’ipotesi del servitore. Per altri, codega era semplicemente il nomignolo dei servi che indossavano una marsina con falde a coda di rondine e che avevano il compito di precedere il ricco signore con le lanterne per illuminare le strade buie della città. Qualcuno invece, ha preferito seguire la traccia etimologica del termine, per avvicinarsi all’origine di questo personaggio. Pare che Codega derivi dal greco Odegos (Guida), appellativo con cui venivano identificati i garzoni che accompagnavano e proteggevano dalla pioggia le fanciulle alla fine di uno spettacolo teatrale.

 

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Antoon van Dyck, Ritratto equestre dell’imperatore Carlo V, 1620 ca.

 

Addirittura un imperatore. Ma veniamo, forse, all’ipotesi più accreditata. Si pensa che Carlo Codega faccia riferimento in verità a Carlo V (1500-1558), Imperatore del Sacro Romano Impero, uno dei sovrani più importanti d’Europa, che si contese con la Francia molte province italiane. Si crede quindi, che l’origine del famoso modo di dire provenga proprio dal nome di Carlo V, e che nel tempo si sia via via trasformato in Carlo Codega per indicare, un’ epoca passata, senza ritorno. In definitiva, benché non sia del tutto chiaro chi fu Carlo Codega, siamo certi che il suo nome ci accompagnerà ancora per molto tempo.

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