Altro che “panzoni”: perde 50 chili
e poi diventa un lottatore di sumo

Ha perso più di 50 chilogrammi ed è diventato un lottatore di quello che nell’immaginario comune è uno sport per uomini a dir poco… robusti: il sumo. Quella di Rinaldo Previtali, imprenditore, padre di cinque figli è una grande storia di tenacia e di perseveranza. Che a 36 anni lo ha portato letteralmente a cambiare vita e nel giro di due anni a diventare campione italiano di una disciplina ai più sconosciuta, ma che a Suisio si pratica nell’ambito delle varie attività della Polisportiva.

Come è nata la passione. Tutto nasce per caso, da un incontro fortunato. Rinaldo Previtali, accompagnando suo figlio al corso di judo, conosce Ivan Comi. Con l’insegnante di suo figlio si instaura da subito un buon rapporto e Comi convince Previtali a partecipare a qualche lezione di judo. Contemporaneamente, Fausto Gobbi diventa responsabile federale del sumo in Italia e decide che è arrivata l’ora di far compiere un salto di qualità anche agli atleti del Belpaese. Inizia ad organizzare gare e successivamente dà il via ai campionati italiani. Gobbi è amico di Ivan Comi e  proprio in quel periodo Rinaldo Previtali, oltre al judo, inizia a provare la strada del sumo. Questo particolare tipo di arte marziale, diffusissimo in Giappone, ha delle regole molto semplici e proprio per questo è così apprezzato nel mondo: all’interno di un cerchio due sfidanti, dal peso simile, cercano di far uscire dalle linee l’avversario. In questo sport le uniche superfici che possono toccare il pavimento sono le piante dei piedi e chi lo sfiora con qualsiasi altra parte del corpo viene eliminato.

Campionati partiti in sordina. «I campionati di sumo sono iniziati in sordina – ha continuato Comi, che da sei anni insegna judo a Suisio – Inizialmente questo sport non coinvolgeva più di tanto e i giovani che volevano approcciarsi erano veramente pochi. Nonostante questo, abbiamo voluto credere nel progetto e speriamo prossimamente di organizzare alcune gare per i più piccoli anche qui a Suisio». Sebbene sia titolare di un’officina metalmeccanica che lo occupa dalle 6 alle 22 e cinque bambini, Rinaldo Previtali per un anno si è recato a Milano tutte le settimane per seguire le lezioni di Fausto Gobbi. «Fino a 36 anni non ho praticato nessuno sport – ha raccontato Rinaldo Previtali, che ora ha 38 anni – Pesavo 150 chilogrammi mentre ora, anche grazie ad un’operazione, sono nella categoria dei 95. Per spronare il mio primo figlio, e dargli il buon esempio, ho iniziato a partecipare a qualche lezione, non pensando che sarebbe diventata una mia passione così grande».

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