Atalanta, non solo Barrow
I giovani in rampa di lancio

Foto di Atalanta.it

 

Per misurare la bontà del lavoro svolto da un settore giovanile bisogna vedere quanti calciatori riesce a preparare per il calcio professionistico. Ogni persona che lavora all’interno dei vivai deve avere ben impresso l’obiettivo principale per cui una società di calcio cresce giovani talenti, cioè mettersi a disposizione dei ragazzi e insegnare loro, prima di tutto, i valori umani, e in secondo luogo migliorarli dal punto di vista sportivo. Questa premessa è doverosa perché sempre più spesso si vedono allenatori che, pur di ottenere dei risultati, decidono di percorrere vie alternative più semplici, dimenticandosi della crescita e della formazione dei futuri calciatori. All’Atalanta gli addetti ai lavori vengono selezionati scrupolosamente, vengono formati degli staff tecnici in grado di soddisfare le richieste di un giovane, vengono messe a loro disposizione strutture idonee, e i risultati, che sono da anni sotto gli occhi di tutti, stanno premiando questa filosofia.

 

[Alessandro Bastoni, foto Atalanta.it]

 

Il settore giovanile nerazzurro è da sempre il fiore all’occhiello della società di Antonio Percassi e Gasperini ha deciso di pescare a più riprese dalla Primavera per rinfoltire il gruppo dei convocati nelle varie giornate di Serie A. Analizzando la stagione 2017/’18, bisogna fare un distinguo tra la prima parte del campionato, dove la rosa bergamasca era composta da 25 giocatori (escludendo Bastoni e Melegoni) e, di conseguenza, c’era poco spazio per i ragazzi del vivaio, e la seconda parte del campionato, dove, complice una sessione invernale di calciomercato studiata nei minimi particolari e incentrata sullo sfoltimento del gruppo, Gasperini è riuscito a dare qualche chance in più agli Under 19. Da agosto a inizio gennaio sono stati solo due i giocatori cresciuti nel vivaio e aggregati quasi sempre alla prima squadra, cioè Alessandro Bastoni e Filippo Melegoni.

Bastoni è entrato a far parte del giro dei calciatori professionisti a partire dalla scorsa stagione, quando è riuscito a convincere l’allenatore a schierarlo per tre volte, mentre quest’anno è stato convocato ben venticinque volte e in tre di queste occasioni (contro Crotone, Benevento e Torino) è subentrato a gara in corso. Per il difensore, il totale delle presenze in A ha toccato quota sei, che è un bottino di tutto rispetto per un classe 1999. Discorso diverso, invece, per l’altro prodotto della “cantera” nerazzurra, Filippo Melegoni. Il centrocampista classe 1999 è cresciuto facendo tutta la trafila nel settore giovanile insieme al coetaneo Bastoni e con lui ha condiviso e sta condividendo diverse gioie tra i professionisti. Anche lui ha collezionato venticinque chiamate con i grandi, ma in questa stagione non è ancora sceso in campo, a differenza della scorsa, dove ha esordito in Serie A dal primo minuto giocando 45’ minuti contro la Sampdoria partendo addirittura da titolare.

 

[Filippo Melegoni, foto Atalanta.it]

 

Da gennaio in avanti è aumentato notevolmente il numero dei ragazzi chiamati in causa da Gian Piero Gasperini e tra questi troviamo anche Musa Barrow, ormai stabilmente aggregato alla prima squadra. Il talento gambiano, su cui nell’ultimo mese si sono incentrate le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori, ha già raccolto diverse presenze nel campionato che si sta per concludere, condite anche da diverse reti e alcuni assist ai compagni. Colpisce la considerazione che il tecnico dei bergamaschi ha per il giovane, infatti dopo alla partita contro il Sassuolo del 27 gennaio (prima convocazione in campionato), il numero 99 nerazzurro non ha più lasciato il gruppo.

Nelle ultime giornate, complici alcuni infortuni dovuti al dispendio di energie di una stagione dove l’Atalanta è stata protagonista in ben tre competizioni, ha potuto respirare il clima partita della Serie A anche Latte Lath. Il giocatore, tornato dal prestito al Pescara a gennaio, è stato aggregato due volte alla rosa della prima squadra senza mai esordire. Nella stagione 2016/2017 l’attaccante aveva già vissuto l’emozione di andare in panchina in campionato mentre in Coppa Italia il classe ‘99 ha già collezionato tre presenze riuscendo anche a segnare negli ottavi di finale all’Allianz Stadium contro la Juventus. Altro gioiello tenuto d’occhio dall’allenatore atalantino è Dejan Kulusevski (diventato maggiorenne proprio in questi giorni), che dopo essere stato convocato per la prima volta per la sfida al Benevento, è stato riconfermato nella rosa che ha affrontato il Torino.

 

[Latte Lath]

 

Grande soddisfazione anche per Del Prato ed Elia, selezionati per rinfoltire la rosa orobica rispettivamente con Benevento e Inter. I giovani nerazzurri sanno che Gasperini presta molta attenzione alla Primavera e questa è certamente una motivazione in più per concludere il campionato continuando a dare il massimo. A loro si aggiungono anche Dejan Kulusevski e Andrea Colpani, quest’ultimo premiato come giovane talento Ubi prima del match contro il Milan. Una dimostrazione in più del grande lavoro che sta svolgendo mister Brambilla.

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