Bike Trial, tempo di mondiali
L’arte di Luca e dei suoi “discepoli”

Foto in copertina di Germano Titoldini

 

Vincere aiuta a vincere. È un trucchetto che sanno usare solo i grandissimi, e beati loro che lo sanno usare. In questo giro di abili fenomeni c’è anche Luca Tombini, classe ‘95 originario di Curnasco, l’uomo del Bike Trial. Già campione europeo e mondiale 2017 nella categoria Senior, e italiano nella Élite, adesso Luca è a caccia di una nuova grande impresa: tenterà di conquistare il podio anche nella massima categoria internazionale al suo primo tentativo. Vincere aiuta a vincere, è questo il desiderio? «Non penso sia un desiderio di rivincere – spiega –, ma piuttosto un desiderio di migliorarsi ancora e confrontarsi ora con i massimi esponenti di questo sport, per cercare di imparare e migliorare anche mettendomi in diretta competizione con loro». Lui la fa semplice, perché padroneggiare uno sport, una disciplina, è un’arte. Il Bike Trial è la sua. Ma in Sardegna, dove questo fine settimana (dal 10 al 12 agosto) sono in programma i campionati del mondo, di semplice ci sarà pochissimo.

 

 

«La prima esperienza internazionale nella Élite è stata sorprendentemente piacevole – va avanti Luca -, mi sono regalato un quarto posto a Brezova, in Repubblica Ceca. Zone di alto livello, tecniche e di spinta allo stesso tempo. Mi son trovato a mio agio tra i vari passaggi, anche se ovviamente c’è ancora molto da migliorare e da imparare». E allora ecco il mondiale. Il debutto in programma oggi, venerdì 10 agosto, prevede un percorso di otto zone da ripetere due volte, mentre la gara di domenica 12 agosto metterà i partecipanti di fronte a dieci zone da ripetere due volte. Vince chi supera gli ostacoli senza mettere i piedi a terra per non incorrere in penalità (sono consentite al massimo cinque penalità per ogni zona), rispettando il percorso delineato e nel tempo dedicato di circa cinque o sei ore. «Rispetto all’anno scorso saranno passaggi più tirati e zone più lunghe in toto, durante le quali non bisognerà perdere tempo o avere esitazioni. La preparazione per questi mondiali è stata un connubio ben organizzato di palestra, seguito e supportato dall’Iro Medical Center, di allenamenti in bici e di arrampicata per le valli bergamasche».

Luca arriva all’appuntamento al meglio della condizione. Ci vuole grinta, fame, tanta…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 40 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 16 agosto. In versione digitale, qui.

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