Che cosa fa una naturopata

Era una delle prime consulenti donne di Microsoft Italia. A trentadue anni però, una malattia grave l’ha spinta a cambiare rotta definitivamente. Tre mesi bui, di sofferenza fisica, infine la guarigione, una rinascita grazie ad una nuova consapevolezza di sé, che le indica una strada lontana anni luce dalla consulenza informatica.

Questa è la storia di Sandra Carlotto (50 anni), originaria di Vicenza, da 22 anni a Bergamo, una donna energica, grintosa, che un giorno ha deciso di riprendere in mano la propria vita e specializzarsi in Medicina Tradizionale Cinese. Studia prima shiatsu, poi si iscrive alla Scuola Italiana di Naturopatia e Medicina Olistica (Simo), infine si diploma in Medicina Tradizionale Cinese alla Scuola Tao di Bologna. Donna dallo sguardo deciso e dal linguaggio schietto, racconta con passione come tutto dipenda da quello che i cinesi chiamano Qi, ovvero il soffio del cosmo, l’energia vitale di cui anche la fisica quantistica misura le frequenze vibratorie.  Il discorso è semplice: come un fiume, il Qi deve scorrere all’interno del corpo perché non ci sia stasi e dunque dolore. La salute è dunque, per la medicina tradizionale cinese, flusso dell’energia in equilibrio.

 

sandra carlotto fotografo devid rotasperti (3)

 

«Avendo studiato per quattro anni Medicina Tradizionale Cinese la mia valutazione diagnostica prevede l’analisi della lingua e del polso – racconta la naturopata –, perché al di là del sintomo che ha una persona, questa valutazione ci fa capire come si sta muovendo l’energia e cosa c’è alla base del sintomo, qual è quindi lo squilibrio principale. A quel punto si ha la valutazione energetica della persona e si passa alla fase di ideazione del programma di riequilibrio». Per la Medicina Tradizionale Cinese è necessario dunque porsi innanzitutto la domanda del perché si sia arrivati al dolore, e se il blocco è da pieno oppure da vuoto. «Per esempio nel caso delle cefalee – spiega la naturopata – se è da pieno io ho un eccesso di energia che va in testa, se è da vuoto io avrò un difetto di energia, e se è un forte vuoto può essere comunque molto doloroso. Entrambe creano un blocco energetico nella testa che a sua volta produce un blocco della circolazione linfatica o sanguigna. Dunque dolore. Perché dove c’è stasi, c’è sempre dolore».

Si torna dunque al discorso del Qi, da immaginare come un fiume a cui viene posto un blocco. «Se tu hai una stasi, un dolore da vuoto, dovrai tonificare, nutrire quel fisico per far in modo che l’acqua del fiume scorra di più. Se invece è un dolore da pieno si dovrà assolutamente drenare». La Medicina Tradizionale Cinese non punta dunque ad addormentare il dolore, ma a chiedersi quali siano le cause a monte. Capire, in profondità, perché si sia arrivati alla stasi del Qi. Il terapeuta farà dunque dei punti shen (letteralmente: spirito) per aprire il paziente alla consapevolezza. Una ricerca di equilibrio costante, dunque, che ha come fine il benessere profondo della persona.

Le diagnosi dunque non sono sentenze, ma l’inizio di un percorso per riportare le energie in equilibrio. Tra i trattamenti ci sono diversi tipi di massaggio, dallo shiatsu al massaggio con oli essenziali), la riflessologia plantare, le tecniche di riequilibrio emozionale, fino all’agopuntura e alla cromopuntura, che può sostituire l’agopuntura per i bambini o qualora ci sia paura di aghi. «Il corpo crea dei sintomi per metterti sulla retta via – afferma ancora la Carlotto – e ogni sintomo andrebbe ascoltato con intelligenza. Se io elimino i sintomi, senza andare a leggerne le cause, continuerò a protrarre il problema all’infinito, andando allo sfacelo. Invece poteva essere un’ottima occasione per cambiare la mia esistenza e riequilibrare il mio essere».

È, insomma, un discorso più profondo che per la naturopata non ha né se né ma. Ci vuole la schiettezza di guardarsi in faccia, in questo momento di continue corse, e considerare stress e insoddisfazioni come segnali di un necessario cambiamento. Riempirsi di medicinali, dice, non serve. Serve invece farsi delle domande, e tante, sul perché. Serve approfondire le cause, sviscerare i problemi, andare a riscoprire la propria bellezza umana, vera fonte di benessere. Serve la consapevolezza di ciò che si è, qui e ora. Ecco perché, per esempio, la Medicina Tradizionale Cinese non dà nome alle malattie. Semplicemente, descrive le malattie come stato energetico per non emettere sentenze, ma mostrare il disequilibrio. Proprio per questa sua filosofia, la naturopata ed esperta in Medicina Tradizionale Cinese si è inserita nel team del Centro Medico Polispecialistico Villa Sara, in via Borfuro 6 a Bergamo, che ha l’obiettivo, attraverso la ricerca, lo studio, la clinica e la pratica medica, e l’informazione di fare cultura e prevenzione.