«Ho creato la bicicletta elettrica
che non fa più male al sedere»

Facile dire che non esistono più i mestieri di una volta; che certe professioni, ormai, son fuori moda, desuete, inutili. Tutto è già stato pensato, detto, fatto. Ormai l’evoluzione non passa più dalla novità, quanto dal miglioramento. Perché c’è già tutto in questo mondo, no? «Non proprio, mi permetta di dissentire». Ovvio Marco Mazza dissenta, visto che di professione fa l’inventore.

Nato e cresciuto a Bergamo, a 52 anni Mazza si presenta con orgoglio in questa veste apparentemente stramba di portatore d’innovazione. Ma lo fa con una consapevolezza rara, che poggia solide fondamenta sulla sua creatività ed esperienza. Valori che, dopo quasi dieci anni di studio e ricerca, porteranno Mazza all’Eicma, Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo in programma dal 9 al 12 novembre alla Fiera di Milano con la sua ultima invenzione: la PmZero Panther, la prima wellness bike dotata di motore Polini E-P3. Più semplicemente, una bici elettrica in grado di eliminare anche l’ultimo fastidioso inconveniente della mobilità a pedali: il mal di sedere.

 

 

Mazza, ma veramente la sua PmZero elimina, oltre alla fatica, pure il mal di sedere?
«Verissimo».

Meraviglioso.
(Ride) «Le grandi idee nascono sempre da problemi comuni».

Come la sofferenza del posteriore.
«In questo caso sì. Anche se, inizialmente, l’idea era quella di creare un mezzo di locomozione diverso ed ecologico».

Una bicicletta elettrica insomma.
«Sì, ma l’idea mi venne nel 2008. Iniziai a lavorarci e nel 2010 fui selezionato alla manifestazione K-Idea organizzata dal Kilometro Rosso. Capii che la cosa aveva un potenziale e ho iniziato a lavorarci, pagando tutto di tasca mia».

Ci ha messo sette anni per arrivare a PmZero?
«Quella che sarà presentata all’Eicma è la quinta versione, la prima matura per il mercato».

 

 

Qual è la diversità rispetto alle altre biciclette elettriche?
«La postura di guida della PmZero risulta la più comoda e funzionale tra le e-bike attualmente in commercio. Il busto è eretto, non sei piegato costantemente in avanti, nessun muscolo è in trazione. Anche il manubrio è stato pensato affinché l’asse dei polsi corrispondesse a quello migliore per il nostro corpo. Non c’è niente di forzato».

Scusi se torno sempre lì, ma veramente elimina il mal di sedere?
«Glielo assicuro. Siamo riusciti a sviluppare anche una sella assolutamente innovativa che non ha “naso” diciamo, cioè il pezzo di sella che comprime la parte vaginale e perineale del corpo».

Può spiegare meglio?
«Nelle bici tradizionali, salendo in sella è come se ci ancorassimo e schiacciassimo quella zona delicatissima del nostro corpo. È come se fossimo appesi. Con PmZero questo non avviene: innanzitutto perché è una bici bassa, quindi non devi “arrampicarti” ma solo sederti, e poi perché la sella è composta da due placche, diciamo, che prendono nel vero senso della parola i glutei e sostengono interamente il nostro corpo lasciando libera la parte vaginale e perineale, che così non soffre».

Ha studiato medicina?
(Ride) «Non sono un medico, ma in questi anni ho incontrato moltissimi medici della postura e urologi. Li ho ascoltati, ho fatto miei i loro consigli. Tant’è che ho modificato anche la pedalata».

In che modo?
«Normalmente si pedala…»

 

Per l’articolo completo, rimandiamo a pagina 16 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 9 novembre. Per la versione digitale, invece, qui.

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