Cristian, dal mondo a Nembro
con la pizza sempre nel cuore

A Nembro esiste da qualche mese una pizzeria d’asporto che custodisce e abbraccia anche un po’ del resto del mondo. Perché prima di aprire Forno89, Cristian Osio ha tessuto la sua arte intrecciando il calore della Grecia al cosmopolitismo spagnolo, senza dimenticare una buona dose di pragmatismo scandinavo.

Esplorando la City. Anche se tutta la sua opera, a onor del vero, è iniziata dal bulimico labirinto londinese dove, tra una pila di padelle da sgrassare e un fragile conto in banca, ha avuto la fortuna di riconoscere la sua strada: «Sono partito per l’Inghilterra appena ventenne, volevo fare un’esperienza lontano da casa. Lì mi è capitato di fare un po’ di tutto per cavarmela, dal lavapiatti, al barista, all’aiuto-cuoco. Finché ho deciso di propormi come pizzaiolo, mestiere con cui mi ero già approcciato in adolescenza». È quasi per caso che Cristian inizia a respirare le molteplici occasioni offerte della City a pieni polmoni, si affaccia sugli inesauribili volti della pizza senza accontentarsi mai. Salta da un posto di lavoro all’altro, e da ogni pizzeria trascina via con sé un nuovo pezzetto di segreto, una particella di unicità da aggiungere alla sua personale ricetta.

 

Che serata soddisfacente grazie a tutte le persone che sono venute.È stato un piacere.Sempre con i piedi per terra cercando di migliorare ogni giorno per potervi dare il meglio di quest’arte.

Pubblicato da Forno89 su Domenica 3 settembre 2017

 

La scintilla scocca nel quartiere di Brixton, precisamente da Franco Manca, dove le parole d’ordine sono pasta acida, lievitazione lenta, pala di legno. «Lì ho avuto il primo contatto con la pizza verace, tutta l’attività era concentrata sull’obiettivo di creare un prodotto che rasentasse la perfezione. Si facevano centinaia di pizze a sera, c’era un’atmosfera di euforia e di sana competizione tra i vari colleghi per vedere ogni volta chi fosse il migliore» aggiunge, ridendo. «Solo che, a forza di mettere le mani nella farina, ho sviluppato una dermatite atopica. Gli occhi avevano iniziato a lacrimarmi, sostenere quei ritmi stava diventando impossibile. Se n’era accorto anche il mio datore di lavoro. Insieme abbiamo deciso di porre fine alla mia esperienza lì».

Una storia d’amore che non finisce. Chiuse le porte di Franco Manca, la scelta di prendere un volo solo andata, direzione Italia. «Sono tornato a casa perché volevo del tempo per curare lo sfogo. I test mi avevano diagnosticato un’allergia agli acari e mi è stato prescritto un vaccino immunologico che dura 5 anni e che sto tuttora facendo». Con la pizza, tuttavia, la storia d’amore non finisce mai per davvero. Tornato da Londra, comincia per il giovane brembatese il tuffo nel frustrante mondo della gavetta, dove tenta di aumentare la fiducia in se stesso tra Martinengo, Valbondione, Ciserano, Petosino, mosso dal fuoco generato da quel semplice credo: «Non ho mai considerato il mestiere del pizzaiolo come la possibilità di guadagnare qualche soldo in modo facile e un po’ ovunque. Per me è uno stile di vita, un’arte. Ho trovato quello che voglio fare e, paradossalmente, il mio corpo mi mette i bastoni tra le ruote».

 

Assieme alla pioggia rinfrescante sono arrivate anche le pizze settenembrine,sono sia di settembre che di Nembro.La…

Pubblicato da Forno89 su Sabato 2 settembre 2017

 

Tappa al Joe Koala. Dopo tante esperienze passate a sottostare alle ricette degli altri, Cristian inizia l’avventura al Joe Koala di Osio Sopra, dove «la pizzeria era completamente nelle mie mani. Per me ha significato assumermi le responsabilità di ogni critica, ma anche la soddisfazione di ogni complimento. Sempre più clienti mi confermavano la qualità del mio prodotto, e in particolare, ricordo un ragazzo napoletano che mi disse che la mia margherita gli aveva regalato la sensazione di essere nella sua città». Nel vivace locale osiense, tuttavia, la pizza è un elemento di sfondo, marginale al contesto di concerti e birre artigianali per cui è conosciuto.

Un giro per il mondo. È dunque il tempo di un nuovo, anzi, di nuovi biglietti aerei: confonde le carte della sua strada tra esperienze in Spagna, in Finlandia, in Messico, in Grecia; avventure indimenticabili che tuttavia non mettono a tacere quel bisogno vibrante di continuare a cercare il suo perché. «C’è chi viaggia sereno e chi lo fa per fuggire. Non dico di averlo fatto per scappare, ma forse nella convinzione che andando in un posto migliore sarei riuscito a scordare le mie paure. Invece loro esistono, ci sono. E rimangono, che tu te ne stia a casa o che te ne stia sulle spiagge delle Maldive». Così è di nuovo tempo di Italia, di Bergamo, di casa.

 

Mi prepararo per darvi qualcosa di buono anche questo weekend.Quanto mi piacerebbe potervi far sentire il profumo di…

Pubblicato da Forno89 su Venerdì 25 agosto 2017

 

La nuova avventura: Forno89. La diretta conseguenza della scelta di fermarsi è, in realtà, un salto nel vuoto ancora più coraggioso, dal nome Forno89: pochi metri quadrati incuneati tra le viuzze di Nembro, dove ogni giorno Cristian tenta di lavorare sulle sue pastelle, non meno che sulle sue sfide personali: «Ho deciso di aprire questa attività anche per dimostrare che la pizza d’asporto può avere qualità. È vero, finisce in un cartone purtroppo, ma c’è dietro il lavoro di una persona che si impegna per raggiungere un risultato superiore ogni volta, che studia le combinazioni più azzeccate, che ricerca gli ingredienti. Qualcuno se ne accorge, qualcun altro meno, fa parte del gioco». Un percorso di crescita quotidiana, insomma, che sta seguendo muovendosi all’interno degli standard che lui stesso si è imposto: «Ho appena brevettato pizze con fichi e pancetta, uva e noci. Ma voglio rimanere un pizzaiolo, non farò mai cose astruse, anche se la moda spinge a credere che sia la stranezza a vincere. Non è così. La tradizione è fatta per essere rispettata, e per essere rivisitata in base ai propri mezzi». Per ora, il mezzo di cui dispone corrisponde a un carico inesauribile di passione, racchiuso nel cornicione che modella per ogni sua pizza. Addentarlo riconcilierà il cliente con quel Sud da cui Cristian trae ispirazione, ma anche con quelle tracce e quei sapori del mondo che ha imparato a fare suo.

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