Dall’Adda (e dalle Alpi) alle Ande
per diventare maestra di acroyoga

Dall’Adda alle Ande, passando per l’Europa per trovare la sua strada, diventare una maestra di acroyoga e… riscoprire le sue origini. Raquel Koya Mapelli, 25 anni, di Grezzago (Milano) proviene da una famiglia per metà italiana e per metà peruviana. Suo papà è l’ex primo cittadino del paese Gabriele Mapelli (mentre l’attuale, Vittorio, è suo zio), mentre la mamma si chiama Rufilia. Raquel, grande appassionata di arte in tutte le sue espressioni (fin da piccola ha praticato yoga, danza e ginnastica artistica), ha vissuto in paese (i genitori vivono ancora in centro) fino alla maturità classica; dopodiché, la sua natura di giramondo ha preso il sopravvento e così ha iniziato a viaggiare. «È sempre stato un desiderio andare in Perù e scoprire le mie radici», ha spiegato Raquel, che però prima di raggiungere l’America Latina ha varcato le Alpi diretta in Nord Europa.

L’arte ha sempre influenzato il suo percorso e cosi si è iscritta alla scuola restauro di Botticino (Brescia), per poi collaborare presso il laboratorio artistico di Delfina Fagnani (sua docente). Da lì la passione per le espressioni artistiche l’ha portata a Parigi, dove ha soggiornato un anno, poi è rientrata in Italia e si è trasferita a Bergamo dove ha approfondito lo studio dello yoga, organizzando in prima persona anche corsi e seminari. «Parigi mi ha dato un grande input – ha ammesso – Mi ha fatto capire che se volevo seguire le mie passioni dovevo continuare a viaggiare. Anche se mi piaceva la vita di Bergamo, soprattutto per via delle attività artistiche, sapevo che non era ancora venuto il momento di fermarmi». Raquel ha raggiunto quindi la Danimarca stabilendosi a Copenaghen, dove ha scoperto uno yoga «molto più creativo e meno tecnico». E l’esperienza danese è stata per lei una una vera e propria svolta; perché, oltre ad aver conosciuto l’amore, ottenuto la doppia cittadinanza, ha anche capito che doveva mettere da parte il restauro per specializzarsi nello yoga. Così insieme a Kasper Karup, il suo ragazzo, Raquel ha organizzato workshop, corsi e attività sull’acroyoga (pratica che nasce dall’incontro della disciplina orientale, il thai massage e l’acrobatica) e ha inoltre creato l’associazione «Nûna» per insegnare la sinergica forma d’arte corporea. Ma l’aver trovato la sua strada lavorativa non ha frenato la voglia di giramondo che l’ha così portata fa a visitare l’America Latina, alla ricerca delle sue radici andine.  Insieme al suo compagno ha dapprima visitato il Perù e ora è al confine tra l’Argentina e Brasile a Foz do Iguaçu (dove si trovano le maestose cascate dell’Iguazú). «Questo viaggio nasce da una spinta sociale – ha racconto la 25enne – L’idea era quella di mostrare le abilità acquisite con la pratica dell’acroyoga gratuitamente. All’inizio non credevo fosse possibile seguire tutte le mie passioni. Invece ce l’ho fatta e queste esperienze mi hanno fatto diventare ciò che sono». Raquel, nonostante l’amore per la Danimarca, quando può torna in Italia nella sua Grezzago. «Mi piacerebbe vivere in entrambi i paesi;  voglio creare  “Casa Nuna” e far conoscere l’acroyoga anche nel territorio dell’Adda-Martesana e nella bergamasca. Spero quindi che la mia testimonianza possa essere di ispirazione: osare per realizzare i sogni e avere fiducia».

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