Daniele, che fattura 2 milioni
grazie… alle fatture degli altri

Dimenticatevi il ragioniere di fantozziana memoria: oggi occuparsi di fatturazione significa essere smart e creativi. Come Daniele Ratti, 25 anni, laureato in ingegneria informatica, fondatore della startup Fatture in Cloud, nata per digitalizzare il mondo delle microimprese in Italia. A undici anni il giovane bergamasco con il pallino e la passione per la programmazione mette online il suo primo sito, a diciotto anni crea app e giochi per smartphone, a ventuno rivoluziona il mondo della fatturazione grazie al web.

 

 

Tutto nasce da… Tutto inizia da un’esigenza personale: quando, appena maggiorenne, comincia a guadagnare e apre la partita Iva, Daniele Ratti si trova in difficoltà nel fare ordine tra le fatture. «Ho esaminato diverse piattaforme di gestione, ma le uniche valide erano straniere e non soddisfacevano pienamente i miei bisogni e quelli delle aziende italiane in generale». Perché, allora, non crearne una da zero, sfruttando le possibilità del web grazie a un sistema “in cloud” per gestire la contabilità in ogni momento e da qualsiasi dispositivo, non solo computer, ma anche smartphone e tablet? «Ho ideato un software di gestione aziendale a 360 gradi, che permette anche di inserire gli acquisti e di registrare crediti e debiti verso clienti e fornitori». Addio, insomma, ai classici fogli Word ed Excel che tanti utilizzano. «Ora basta una connessione Internet e si possono avere a disposizione tutti i dati dell’azienda, ovunque ci si trovi».

Un successo crescente. Dagli inizi nel novembre 2013 l’azienda è cresciuta giorno dopo giorno in totale autofinanziamento, diventando una realtà consolidata nel mondo della fatturazione online. Due anni fa l’entrata come socio di maggioranza di TeamSystem, gruppo di riferimento nel settore. A fine 2017 Fatture in Cloud ha messo a segno un fatturato da 2,3 milioni di euro, il doppio rispetto al 2016. Un traguardo importante, festeggiato con l’inaugurazione di una nuova sede in centro città e un ampliamento del team: dodici persone in totale, metà uomini e metà donne, con un’età media di 29 anni. Oltre 22mila sono invece i clienti che utilizzano il servizio in cloud per le proprie fatture. Considerata la flessibilità offerta dal sistema e il prezzo decisamente vantaggioso dell’abbonamento (5 euro al mese il pacchetto base), il servizio è piaciuto a liberi professionisti, ditte individuali, piccole e medie aziende, e anche qualche realtà più grande ha iniziato ad apprezzarne i benefici. Solo l’anno scorso sono stati oltre cinque milioni i documenti elettronici emessi con il sistema, di cui oltre due milioni di fatture, per un totale imponibile che a dicembre è arrivato a 3,5 miliardi di euro pari allo 0.18 per cento del Pil annuo.

 

 

Vita da startup. Non solo. Il team di Fatture in Cloud è molto attivo anche dal punto di vista della comunicazione: negli ultimi mesi i giovani creativi, con le idee chiare e una gran voglia di fare, hanno dato vita alla web serie totalmente autoprodotta Vita da startup. «Al momento abbiamo messo online cinque puntate, superando già il mezzo milione di visualizzazioni totali – spiega ancora Ratti –. Vogliamo raccontare come si vive all’interno di una società giovane come la nostra, dove ognuno può davvero fare la differenza. Se in un’azienda consolidata o di stampo più tradizionale i ruoli sono ben definiti e non c’è grande mobilità, in una startup si ha molta libertà di proporre nuovi progetti e mettersi alla prova attraverso sfide sempre nuove. La stessa idea della web serie mi è stata suggerita dai ragazzi del customer service».

Tra i riconoscimenti ricevuti, uno sta particolarmente a cuore al giovane fondatore: «Nel 2014 ho vinto la itCup e sono stato a San Francisco per un mese di formazione. Tre anni dopo, ho voluto di nuovo partecipare a questa competizione per startup, stando però dall’altra parte: in qualità di sponsor abbiamo offerto noi la borsa di studio per la Silicon Valley di cui io stesso avevo usufruito». Difficile fare impresa in Italia? «Io non ho trovato difficoltà abissali, ma il mio è stato un percorso atipico. Non ho avuto bisogno di capitali, perché ho investito i primi soldi che avevo guadagnato e poi ho iniziato a fatturare da subito. Vedo però che ottenere finanziamenti importanti nel nostro Paese non è semplice, soprattutto se ci si confronta con l’estero. Inoltre, la burocrazia andrebbe assolutamente snellita: ho incontrato procedure macchinose per svolgere azioni che invece dovrebbero essere semplicissime».

 

 

La prossima sfida. Ma Daniele Ratti non si lascia spaventare ed è già nel pieno della prossima sfida: «Stiamo lanciando Dipendenti in cloud, un nuovo software che servirà a gestire le presenze, le ferie, le richieste di permesso, le buste paga e sarà accessibile anche dai dipendenti stessi. Anche in questo caso vogliamo colmare una lacuna ed essere di aiuto per le aziende di tutta Italia».

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