David Bowie si studia all’università
Qui il primo simposio internazionale

L’11 gennaio del 2016, a due soli giorni dal suo 69esimo compleanno, David Bowie è morto. È stato l’artista più camaleontico della storia della musica, dagli anni ’60 in poi. Il Duca Bianco è sempre stato in movimento, sempre in trasformazione. A omaggiare la sua poliedricità ci aveva pensato una fan nel 2015, Helen Green, che in occasione del suo 68esimo compleanno aveva creato una gif composta di 29 ritratti (dal 1964 ad oggi). Dai capelli lunghi dei tempi di Hunky Dory, alla chioma rosso fuoco di Ziggy Stardust, fino all’uomo che cadde sulla terra, il Duca Bianco.

 

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[Gif dell’illustratrice Helen Green]

 

Ora anche il mondo accademico apre le porte al Duca Bianco. Giovedì 18 e venerdì 19 maggio, l’Università degli Studi di Bergamo ospitaà il simposio internazionale Bowie: Still | Life | Image, a cura di Fabio Cleto e Francesca Pasquali. L’evento, che si terrà all’interno della suggestiva cornice della ex chiesa di S. Agostino, ora nuova Aula Magna, sarà l’occasione per ragionare intorno all’icona David Bowie, l’artista che più di tutti ha segnato un immaginario transgenerazionale. Il simposio ne esplorerà la dialettica fra mutazione e permanenza, fra stasi e movimento, approfondendone anche l’eredità transdisciplinare e il rapporto con l’idea stessa di iconicità e con la normatività di genere. Ad alternarsi al banco dei relatori, undici studiosi di respiro internazionale, provenienti da Parigi, da Edimburgo, dal Sussex e da tutta Italia, che insieme tracceranno un ritratto di Bowie attraverso musica, arte, teatro, cinema, moda, fumetto, in una pratica di spettacolo totale che non cessa di sorprendere e meravigliare.

Infine, ad arricchire ulteriormente il programma, giovedì 18 maggio alle ore 18.30, presso l’Auditorium di Piazza Libertà, avrà luogo la proiezione di David Bowie Is (Happening Now), in collaborazione con Lab80 e il festival Orlando. Il documentario, ispirato all’omonima mostra del Victoria and Albert Museum di Londra, ripercorre la carriera del cantante inglese attraverso un tributo ricchissimo di aneddoti, interviste, oggetti e materiali d’archivio. La sua visione, oggi, vuole sancire la capacità di Bowie di interpretare un presente che va oltre la fine del (suo) tempo.

 

Il programma

 

GIOVEDÌ 18 MAGGIO – Aula Magna (ex chiesa di S. Agostino)

14:00 Indirizzi di saluto
REMO MORZENTI PELLEGRINI, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo
FRANCA FRANCHI, Delegata del Rettore alle iniziative culturali di Ateneo e alle relazioni con i Poli museali

14:30-17:00 Remains – Presiede: Francesca Pasquali
GAVIN BUTT (University of Sussex), Before and After Art Pop: David Bowie as Post-Punk Progenitor
GLYN DAVIS (University of Edinburgh), Bowie and the Queer Politics of Glam
FABIO CLETO (Università degli Studi di Bergamo), ‘Ain’t that just like me’? Bowie, Time, and Subjectivity

18:30, Auditorium (Piazza della Libertà, Città Bassa), David Bowie Is (Happening Now) (regia Hamish Hamilton e Katy Mullan, 89’, GB 2013).

VENERDÌ 19 MAGGIO – Chiostro di S. Agostino

10:00-12:30, Sala Conferenze (Aula 5) Still – Presiede: Fabio Cleto
GIANLUIGI RICUPERATI (Domus Academy, Milano), David Bowie. Catalogo ragionato. Valigia verde
FRANCESCA PASQUALI (Università degli Studi di Bergamo), ‘Planet Earth is blue’. Bowie, la veglia e le generazioni
LUCIO SPAZIANTE (Università degli Studi di Bologna), Playing to be Bowie. Mimesi visive, legature sonore
BARBARA CARNEVALI (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Parigi), La grazia di Bowie. Un modello di soggettività ultramoderna

14:00-17:00, Aula 8 In Transit – Presiede: Antonella Mascio
LUCA SCARLINI (Scuola Holden, Torino), Moda e magia nella creazione di Ziggy Stardust
LAURA GEMINI (Università degli Studi di Urbino), Brecht al music-hall. David Bowie, la mimica e il teatro
MATTEO STEFANELLI (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Bowie comics f(r)iction. Bowie nel fumetto, tra iconografia e sperimentazione
FRANCO MARINEO (Accademia di Belle Arti, Palermo), L’uomo che non c’era. Bowie al cinema

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