Don Glauco, l’unico prete novello

Quella di Glauco Grazioli sembra una storia d’altri tempi. È il racconto a lieto fine di una vocazione profonda, di una famiglia semplice e devota, di una comunità unita. Un percorso nato dall’amore per Gesù che lo scorso 25 maggio ha trovato il suo coronamento con l’ordinazione sacerdotale in Cattedrale davanti al vescovo Francesco Beschi. Don Glauco è l’unico prete novello quest’anno per la diocesi di Bergamo. Ha 29 anni ed è originario di Stezzano. Non a caso la sua prima messa, a poche ore dall’ordinazione, è stata celebrata proprio nel suo paese natale. Per l’occasione sono stati organizzati ben due giorni di festa e le strade sono state tappezzate con 18 mila fiori colorati di plastica e con bandiere bianche e gialle.

Com’è stata l’accoglienza degli stezzanesi?

«Mi hanno accolto a Stezzano con un momento di preghiera seguito dal buffet in oratorio. Domenica 26 ci sono state due celebrazioni nelle due chiese di riferimento per la comunità stezzanese: una in parrocchiale e l’altra al santuario della Madonna dei Campi. Sono arrivate tutte le persone che ho incrociato sul mio cammino in questi anni, a partire dai miei genitori Pietro e Monica, mia sorella Gaia, gli amici del paese, i coetanei delle superiori, i compagni di Seminario. C’è stata una manifestazione di stima attorno a me e alla mia figura di prete novello. Persone che non vedevo da anni mi hanno dimostrato una generosità e un affetto incredibile».

Quali sono i momenti che più le sono rimasti nel cuore?

«Ci sono episodi molto semplici che traducono quello che ho vissuto. Fuori da casa mia hanno addobbato il portone con fiori e nastri, proprio come facevano una volta. Sabato sera, durante l’atto devozionale del bacio delle mani, ho potuto osservare la commozione negli occhi delle persone, e non solo di coloro che mi hanno visto crescere. Forse, in questo momento di crisi delle vocazioni, in cui un passo simile non è scontato, la figura del prete novello evoca tanti messaggi positivi. Emozionante anche l’incontro con gli anziani alla casa di riposo Villa della Pace».

Gli adolescenti hanno realizzato in suo onore anche un musical alla sala Eden. È vero che è stato lei a ispirare il loro spettacolo?

«Li avevo incontrati in autunno e avevo raccontato loro la mia storia. Come metafora della mia vita avevo citato il cartone animato Kung Fu Panda, in particolare l’episodio della pergamena del drago che rappresenta uno specchio per guardarsi dentro. Gli adolescenti hanno preso spunto da questo mio racconto per mettere in scena un musical ispirato a Ulisse che…

 

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