Don Guerinoni, da Gorno a Osio
passando anche per Roma

Quest’anno ricorre il trentennale dell’ordinazione sacerdotale di don Luca Guerinoni, parroco di Osio Sopra da quasi cinque anni, che ha risposto alle nostre domande sul suo mandato e sulle attività portate avanti dalla parrocchia con grande gentilezza e disponibilità.

Come ha deciso di intraprendere questa strada?
«Sono entrato in seminario molto giovane, in prima media, contagiato da quelli che erano i miei curati. Allora abitavo a Gorno, un piccolo paese della Valle del Riso. Dopo le superiori mi sono laureato in teologia, sempre presso il Seminario Diocesano di Bergamo. Sono stato ordinato nell’’88 dal vescovo Oggioni. Quindi sono stato curato ad Almenno San Salvatore per sei anni. In seguito il vescovo Amedei mi ha chiesto di fare un’esperienza di fidei domum. Sono stato curato di Giustino Martire, nel quartiere Alessandrino di Roma. All’inizio è stato un po’ faticoso, ma poi mi sono trovato benissimo. Dopo nove anni sempre il vescovo Amedei mi ha nominato Parroco di Premolo, in Val Seriana. Lì sono rimasto per undici anni fino a quando nel settembre 2013 il vescovo Beschi mi ha nominato a Osio Sopra».

Sono impegnativi questi trasferimenti?
«Come dicevo, trasferirsi da Almenno a Roma è stato inizialmente faticoso anche perché si è trattato di cambiare lo stile pastorale e rielaborarlo per un ambiente completamente diverso. I passaggi nelle parrocchie qui invece sono stati più agevoli».

Come si trova a Osio Sopra?
«Mi trovo benissimo. La parrocchia è più grande e quindi più stimolante. Anche se dal punto di vista lavorativo è più pesante, dà la possibilità di avere maggiori relazioni, maggiori stimoli e novità e quindi questo facilita il lavoro pastorale».

 

 

Gli adolescenti sono stati recentemente al mare con la parrocchia, come è andata?
«Sì, alcuni ragazzi delle medie e delle superiori da lunedì 16 a venerdì 20 luglio sono stati a Pinarella di Cervia accompagnati da don Davide. È andato tutto benissimo. Il 20 luglio è finito anche il “Minicre” organizzato dalla parrocchia e tenuto presso la scuola materna San Zeno con grande successo, quest’anno c’è stato un grande afflusso».

Quali novità ci sono state per il Cre?
«Quest’anno per la prima volta era possibile iscrivere i figli al Cre per l’intera giornata, con la possibilità di usufruire del servizio mensa. Abbiamo avuto circa una cinquantina di adesioni per la mattina, di cui una trentina si sono fermati anche a pranzo. Nel pomeriggio invece le presenze si sono aggirato intorno ai 160 iscritti».

Ci sono state alcune polemiche sulla sicurezza, come risponde?
«I nostri Cre hanno come caratteristica quella di voler coinvolgere anche la fascia degli adolescenti (dai 14 ai 17 anni), che diversamente non hanno altre proposte. Sono coinvolti non come semplici fruitori, ma attivamente, anche nella cura dei più piccoli. La differenza rispetto ad altri Cre, e io ho partecipato a parecchi di questi, da quello di Casnigo a quello di Livigno (quando ero seminarista), è che la responsabilità grossa è affidata ai coordinatori. I ragazzi sono divisi in quattro grosse squadre…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 37 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 2 agosto. In versione digitale, qui.

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