Enzo, il parrucchiere di Levate
che pettina Miss Italia e Sanremo

In copertina, il parrucchiere Enzo Chiantia insieme all’ultima Miss Italia, Alice Rachele Arlanch, e allo staff del suo negozio.

 

Si chiama Enzo Chiantia ed è il proprietario della boutique di parrucchiere Arte style by Enzo a Levate. Potrebbe sembrare un normale negozio di paese, ma non è così: Enzo, infatti, è stato uno dei parrucchieri che hanno lavorato al Festival di Sanremo nel 2016 e nel 2017. Dunque le chiome di artisti del calibro di Neffa, Clementino, Patty Pravo, Francesco Gabbani, Fiorella Mannoia ed Ermal Meta, solo per citarne alcuni, potrebbero essere passate sotto i suoi ferri. Nel 2018, oltre a registrare il suo terzo Ariston, il proprietario confermerà la sua seconda partecipazione tra il team di Miss Italia. Un traguardo importante per un uomo che ha fatto della sua arte il suo lavoro, affrontando un «percorso abbastanza artistico» grazie alle due manifestazioni, ma non solo.

Come si è avvicinato a Sanremo e a Miss Italia?
«Per il mio arrivo a Miss Italia devo ringraziare Romualdo Acquaviva, artista di Caltanissetta che ha stimato la mia professionalità e mi ha fatto entrare in un circuito oltre ogni immaginazione. Per quanto riguarda il festival, devo ringraziare altri artisti che mi hanno permesso di raggiungere quel traguardo».

 

 

Facciamo un balzo indietro: ci può raccontare come ha avuto inizio la sua carriera e il percorso che ne è seguito?
«Ho iniziato all’età di dodici anni a cimentarmi con il mio lavoro, diventando barbiere a quattordici. Seguendo la linea artistica, poi, ho continuato nel mio lavoro. A oggi sono al trentesimo anno di attività».

Cosa significa “linea artistica”? Ci può spiegare la sua?
«Vuol dire che ogni parrucchiere è un’artista con una propria ispirazione creativa, al pari di tante altre professioni riconosciute tali. La mia consiste nel curare e seguire l’immagine della donna».

In questi trent’anni è cambiata molto l’immagine della donna: reduce dall’emancipazione degli Anni Sessanta e Settanta, oggi la bellezza femminile è considerata in maniera ambivalente; da un lato chi vede la sua esaltazione tramite concorsi come uno schiaffo al femminismo, dall’altra chi ne fa un simbolo di libertà. Cosa ne pensa?
«No comment».

 

 

Torniamo sui nostri passi: come è arrivato a Levate e come vive il paese?
«Sono arrivato da un paio d’anni perché dalla Sicilia, mia terra natale, ho sempre cercato di evadere. Mi sono spostato e ho trovato questo passaggio che ha cambiato la mia vita degli ultimi cinquant’anni».

Lei ha raggiunto un grande obiettivo. Cosa vuol dire a chi ambisce a traguardi importanti o a chi volesse intraprendere la sua professione?
«Che il segreto per farlo sta nel sacrificio, nell’avere l’arte nelle vene, nell’estrema professionalità e maggiormente lavorare in team, sapendo fare un buon gioco di squadra; questo credo sia estremamente importante».

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