Ma chi era ‘sto San Silvestro?

Dici San Silvestro e tutti sanno che giorno è. Ma dici San Silvestro e nessuno neppur lontanamente sa di chi si stia parlando. Strano destino di un santo, che ebbe la ventura di morire proprio l’ultimo giorno dell’anno 335 (senza mille davanti). Strano e anche un po’ imbarazzante, visto che se si cerca sul web il suo nome è accomunato ad una libido festaiola che può andare dall’innocente eccitazione per i fuochi a quella un po’ meno innocente per la scelta dell’intimo da indossare aspettando la mezzanotte. Con dubbi del tipo: «Quali mutandine per San Silvestro».

 

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Roma, Basilica Santi Quattro Coronati, Oratorio di San Silvestro. Parete d’ingresso.
Registro superiore: Cristo in maestà con la Madonna e S. Giovanni, angeli e apostoli.
Registro inferiore: 1) Costantino colpito dalla lebbra. 2) Pietro e Paolo compaiono in sogno a Costantino e gli dicono di cercare Silvestro. 3) I messi imperiali vanno a cercare Silvestro sul monte Soratte.

 

Silvestro in realtà fu Papa. Regnò per ben 21 anni, succedendo ad un Papa africano, Milziade, e proveniendo da famiglia romana. Pare fosse figlio di tal Rufino, ma di più non si sa. Dir che regnasse forse è fuor di misura. In quell’epoca i papi erano più simili ai parroci di oggi, gente di periferia, per di più costretti a stare in guardia dalle prevaricazioni del potere imperiale. Ma con Silvestro le cose cambiarono in modo che potremmo definire epocale. Non che lui centrasse molto in questa svolta: semplicemente stando al bordo del fiume vide la storia passare e voltare dalla sua parte. Silvestro infatti è il Papa di Costantino, il primo a godere degli effetti benefici dell’Editto di Milano. Non c’era stato bisogno di nessuna particolare strategia. Semplicemente il potere della grande Roma aveva realisticamente preso atto che i cristiani, senza per altro mai sparare un colpo, avevano vinto. Che il popolo andava tutto della loro parte. E pragmaticamente Costantino aveva dato il liberi tutti, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa.

 

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Roma, Basilica Santi Quattro Coronati, Oratorio di San Silvestro. Parete di sinistra.
Silvestro a cavallo, in corteo, è accompagnato da Costantino.

 

E il nostro Silvestro? Si limitò saggiamente a incassare. Innanzitutto incassò il dono di una sede più congrua al suo ruolo. Costantino donò infatti la “Domus Faustae”, luogo dove di lì a poco sarebbe sorta la basilica di San Giovanni in Laterano e dove i papi avrebbero insediato la loro “santa” sede. Ma era solo la prima di altre donazioni, tra le quali anche quella dell’area dove c’era un tempio di Apollo e che sotto Papa Silvestro vide un radicale cambio di destinazione: diventò la basilica dedicata a San Pietro, perché lì l’apostolo aveva subito il martirio.

Fu imperatore molto invadente Costantino. Indisse addirittura un Concilio ad Arles per mettere in riga la setta dei donatisti, che pretendevano di mettere fuori dalla chiesa quei vescovi che non avevano avuto il coraggio di finire martiri sotto Diocleziano. Costantino voleva farla finita con gli oltranzisti un po’ fanatici e non esitò a intromettersi negli affari della chiesa. Silvestro, che al Concilio neanche partecipò, ne sottoscrisse ovviamente le conclusioni.

 

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Roma, Basilica Santi Quattro Coronati, Oratorio di San Silvestro. Parete di sinistra.
Silvestro rientra a Roma e mostra a Costantino le effigi di Pietro e Paolo.

 

Non furono sempre lisci a rapporti con l’imperatore “faccio tutto io”. Negli ultimi anni da imperatore Costantino (che ormai si era stabilito a Costantinopoli), si invaghì di Ario, altro eretico contro cui la chiesa avrebbe combattuto una strenua battaglia. D’autorità depose il grande Atanasio, vescovo di Alessandria che lo aveva contestato. Quanto a Silvestro, nulla poté davanti a tanto strapotere. Ma il tempo avrebbe aggiustato tutto.

A Silvestro, Papa senza troppa mania di protagonismo, attribuirono poi cose non vere: tipo che avrebbe battezzato Costantino o che avrebbe ricevuto da lui la Donazione che legittimerebbe il potere temporale dei papi. Tutte leggende per altro immortalate da un bellissimo ciclo pittorico di mille anni dopo conservato a Roma, presso la basilica dei Santi Quattro Coronati. Di vero, per quanto riguarda Silvestro, c’è invece un’altra novità: fu con lui che si iniziò a festeggiare la domenica, giorno del Signore. Naturalmente per gentile (e geniale) concessione di Costantino.

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